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Economia
Pil 2016, Moody's gela il governo: "Crescita appena sopra l'1%"
Secondo le dichiarazioni dei redditi dei membri del governo pubblicati sul sito del Senato, il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha dichiarato 98.961 euro. Il premier risulta inoltre comproprietario di due villini, uno a Pontassieve e l'altro nel comune di origine, Rignano, in provincia di Firenze. E' inoltre comproprietario di un terreno, coltivato ad olivi, nello stesso comune di Rignano, e di un box nell'abitazione di Pontassieve

Moody's demolisce le speranze del governo Renzi alle prese con una Legge di Stabilità tutta in salita nella speranza che la Ue conceda un nuovo sconto all'Italia sul deficit: nel 2016 la crescita economica si attesterà appena sopra o intorno all'1%. Lo scrive Moody's nel suo rapporto 'global macro outlook' confermando le preoccupazione degli addetti ai lavori alla luce di una progressione del Pil, nel secondo trimestre, ancora fiacca. Certo i dati sono in linea con le stime ufficiali del governo per l'intero 2015 (+0,7%), ma Palazzo Chigi sperava si sorprendere i mercati con un +1% per fine anno ottenendo un effetto trascinamento che portasse la crescita nel 2016 almeno all'1,4%.
 
Un speranza che secondo l'agenzia di rating americana resterà vana. Non andrà meglio alla Francia che crescerà intorno all'1% mentre l'Eurozona aumenterà dell'1,5% nel 2015 e nel 2016. Per quest'anno, invece, Moody's stima per l'Italia e per Parigi una progressione del Pil dell'1% o sotto tale soglia. D'altra parte - spiega l'agenzia - i tassi di crescita di Italia e Francia "non saranno sufficienti a far calare la disoccupazione in modo significativo". L'Eurozona nel complesso, prosegue l'agenzia, trae benefici dall'euro debole e dai bassi prezzi del petrolio ma una volta che questi effetti si saranno "esauriti", la crescita non supererà l'1,5% "per molti anni a venire".
 
Per Moody's, inoltre, "non ci sono prove di un deciso aumento degli investimenti, della produttività e dell'occupazione" e che quindi "le riforme strutturali abbiano alzato il potenziale di crescita della regione". Per la Grecia, invece, Moody's prevede "una grave recessione" spiegando che a pesare saranno, fra l'altro, "i controlli sui capitali" che avranno un impatto sui consumi.
 
Cina. Inoltre, su una crescita globale prevista fiacca nei prossimi due anni pesano ulteriori rischi derivanti, oltre che dalla Grecia, dalla Cina e dai tassi Usa. L'agenzia di rating mantiene la previsione di una crescita del 2,7% per i paesi del G20 quest'anno e del 3% l'anno prossimo dopo il 2,4% registrato nel 2014. Previsioni che rimangono sotto il tasso medio di crescita precedente alla crisi finanziaria che, secondo Moody's non verrà recuperato nell'arco dei prossimi cinque anni. Attese che inoltre potrebbero ulteriormente peggiorare di fronte al rischio di "una forte o duratura correzione dei prezzi degli asset in Cina. La ripresa negli Usa e, in misura minore, nell'Eurozona e in Giappone - si legge nel report - sarà compensata dal perdurante rallentamento della Cina, dalla crescita bassa o negativa in America Latina e dal recupero solo parziale della russia dopo la recessione di quest'anno". Per la Cina, Moody's prevede una crescita del 6,8% quest'anno e del 6,5% l'anno prossimo per arrivare a un tasso attorno al 6% alla fine del decennio.

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