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Economia
Enrico Morando (Economia): "Ulteriore taglio delle tasse nel 2015"


Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)


Che anno è stato il 2014 dal punto di vista dei conti pubblici? "Il 2014 è l'anno nel quale, per quanto riguarda i conti pubblici, assieme alla stabilizzazione che si è confermata, si sono creati i margini anche grazie al confronto con l'Europa per una politica fiscale orientata alla riduzione della pressione fiscale sul lavoro e sull'impresa", afferma ad Affaritaliani.it il vice-ministro dell'Economia Enrico Morando. Che aggiunge: "Proseguendo sulla strada della stabilizzazione finanziaria il 2014 è stato diverso dagli anni precedenti perché il governo è riuscito ad impostare finalmente una politica di riduzione della pressione fiscale sul lavoro e sull'impresa che è quella politica che da anni sappiamo di dover fare ma che non abbiamo saputo o potuto fare negli precedenti per ragioni che riguardavano ad esempio il mancato avvio, che adesso finalmente c'è stato, di una politica seria di revisione della spesa".

Secondo il ministero dell'Economia, ci sarà la crescita nel 2015? Le previsioni ufficiali che abbiamo fatto sono fissate nel documento di economia e finanza e io non ho ragione per modificarle. Nei primi mesi del 2015 mi aspetto, grazie al combinato disposto delle nuove regole sul lavoro e di ciò che prevede la Legge di Stabilità sul versante della decontribuzione e dell'Irap, un processo importante di trasformazione dei rapporti di lavoro di tipo precario in rapporti di lavoro di tipo stabile".

Potrebbe esserci un'ulteriore riduzione della pressione fiscale nel 2015? "La strada che abbiamo intrapreso di riduzione della pressione fiscale sul lavoro e sull'impresa deve non solo confermarsi me deve ulteriormente essere percorsa. Quindi la risposta a questa domanda è sì. Penso che nel 2015 bisognerà avere una nuova tranche e una nuova tappa della strategia di riduzione della pressione fiscale sul lavoro e sull'impresa, che ha come punto di arrivo un livello di pressione fiscale sul lavoro e sull'impresa in Italia grosso modo analogo a quello che c'è in Germania". Quindi? "Quest'anno abbiamo ridotto la pressione fiscale sul lavoro e sull'impresa di crica metà di quello che è necessario per arrivare dove sta la Germania. Per centrare l'obiettivo dobbiamo ridurre la pressione fiscale sul lavoro e sull'impresa di 35 miliardi di euro. Quest'anno abbiamo compiuto più o meno metà della strada, con il complesso delle iniziative che abbiamo sviluppato su questo versante, ma nel 2015 e nel 2016 percorrere l'altra metà che ci resta che sarà anche più difficile da realizzare e da compiere rispetto a quello che abbiamo già compiuto".

Nel 2015 il bonus di 80 euro ci sarà anche per i pensionati? "Abbiamo detto che se si creassero le condizioni questa è una scelta che avrebbe un suo significato per sostenere i consumi anche da quel lato. Ma confermo che abbiamo questo intervento di 80 euro sui lavoratori dipendenti a reddito medio-basso perché la nostra strategia è quella della riduzione della pressione fiscale sul lavoro e sull'impresa. L'obiettivo non era semplicemente quello di avere un certo numero di milioni di persone con una capacità di acquisto maggiore, il nostro obiettivo era ed è ridurre la pressione fiscale sul lavoro e sull'impresa alla dimensione che ha più o meno il cosiddetto cuneo fiscale in Germania. E per questo non so se nel 2015 si creeranno le condizioni affinché anche i pensionati vengano coinvolti in questa strategia, so per certo che continueremo nella strada che abbiamo intrapreso per quello che riguarda la riduzione della pressione fiscale sul lavoro e sull'impresa. Se ci saranno margini naturalmente bisognerà intervenire anche sulla parte più debole dei pensionati".
 

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