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Economia
Mps accelera verso un futuro da public company dopo il colpaccio del Tesoro

Mps, il Tesoro vende un altro 12,5% sul mercato: un futuro da public company nel risiko bancario

L'ultima settimana ha visto il Tesoro italiano cedere il 12,5% delle azioni di Mps in un'ora, un movimento che riflette un rinnovato interesse nel settore bancario. Con il prezzo delle azioni già tornato sopra il collocamento e una significativa porzione del pacchetto acquistato da fondi hedge anglosassoni - sostenitori di una possibile fusione della banca senese - emerge chiaramente l'ottimismo degli investitori, che da oltre un anno considerano il settore come una bandiera del mercato in crescita.

Secondo un'analisi di Repubblica, dietro questa apparente fiducia dei mercati, nei tranquilli uffici dei banchieri, dei loro consulenti e dei grandi azionisti, tra cui il Tesoro stesso che detiene ancora il 26,73% di Mps, si percepisce un certo scetticismo. Alcuni analisti finanziari interpretano la recente cessione del Tesoro, seguendo il precedente del 25% venduto quattro mesi fa, come un'indiretta conferma che la creazione del cosiddetto "terzo polo bancario italiano" rimane ancora un obiettivo distante. Questo è dovuto a varie ragioni, sia di natura pratica che politica.

Le dimensioni raggiunte da Mps, pari a 5,3 miliardi di valore in Borsa, la pongono come una banca troppo grande per essere incorporata da uno dei potenziali candidati a costituire il terzo polo bancario italiano, dietro a Intesa Sanpaolo e Unicredit. Inoltre, la situazione complessa che si è venuta a creare a Siena, dopo sette anni di ristrutturazioni con l'aiuto del denaro pubblico, potrebbe comportare costi aggiuntivi per chiunque decida di acquistare Mps. Ci si riferisce, ad esempio, alla fine degli sgravi concessi dalla Banca Centrale Europea su capitale e crediti legati a Siena, nonché a una penale di 1 miliardo di euro legata alla distribuzione di polizze assicurative con Axa, la cui scadenza è nel 2027.

Inoltre, la componente legata alla Lega nel governo italiano, apertamente contraria alla cessione di Mps, ha radici profonde nel territorio senese, incluso nel consiglio di amministrazione, dove si dice che il presidente Nicola Maione ascolti le istanze del partito.

Di conseguenza, sebbene Mps stia registrando un notevole successo in Borsa, con un aumento del 38% nel 2024 e del 75% in sei mesi, potrebbe emergere comunque la strategia più conservativa per rispettare gli impegni presi con l'Unione Europea nel 2017. Ciò potrebbe tradursi in un graduale disimpegno del governo italiano da Mps, lasciando la banca in grado di reggersi da sola, almeno in parte. Il Ministro del Tesoro, Giancarlo Giorgetti, ha fornito un'indicazione significativa al Parlamento la settimana scorsa dopo aver incassato 650 milioni da Mps, affermando che esiste un impegno specifico verso la Commissione Europea per rinunciare al controllo statale, e che ora questo impegno è quasi completato.

Se il Tesoro dovesse procedere con un'altra cessione entro un anno, la sua quota in Mps potrebbe ridursi al 10-15%. Nel 2026, se il consiglio di amministrazione uscente di Siena presentasse una sua lista, il concetto di "controllo" pubblico potrebbe essere superato, consentendo a Mps di avanzare verso il modello di public company senza dover più incentivare potenziali acquirenti con agevolazioni fiscali miliardarie. Questo potrebbe significare che coloro che guardano alle fusioni dovranno rivolgere la loro attenzione altrove, magari verso Unicredit e Bper, dove a breve si insedieranno nuovi vertici.

LEGGI ANCHE: Mps ora è contendibile: la Borsa tiepida non scommette sul risiko

Nel caso di Unicredit, il suo Ceo Andrea Orcel, che verrà confermato il 12 aprile, è atteso da molti a una possibile acquisizione entro l'anno, dato il capitale libero disponibile. Tuttavia, è improbabile che si rivolga nuovamente a Siena, considerando che nel 2021 ha rifiutato un'offerta del Tesoro di 7 miliardi per Mps valutandola 6 miliardi. Orcel ha dichiarato che Unicredit farà solo acquisizioni che aumentino la redditività degli azionisti, escludendo in teoria Banco Bpm e altre banche italiane come possibili obiettivi.

D'altra parte, Bper, che rinnoverà il consiglio di amministrazione il 19 aprile, è anche sotto gli occhi degli investitori. Dopo che il suo principale azionista Unipol, con il 20% delle azioni, ha scelto di cambiare guida nominando Gianni Franco Papa come nuovo Ceo, si potrebbe portare a uno scontro di interessi con Unicredit, che a gennaio aveva esaminato le prospettive di acquisizione di Bper e Sondrio. 

In definitiva, mentre Mps continua a destare interesse, sia per la sua dimensione che per il contesto politico circostante, altre banche come Unicredit e Bper stanno valutando le proprie strategie di crescita e potenziali acquisizioni, sia a livello nazionale che internazionale.






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