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Mps, Credit Suisse: dopo pulizia Npl utili 2017 stimati a 800 milioni

Secondo gli analisti della banca elvetica, dopo l’operazione sulle sofferenze, gli utili di Mps nel 2017 potrebbero salire da 230 a circa 800 milioni

Il Credit Suisse vede rosa su Mps. Secondo gli analisti della banca elvetica, un aumento di capitale da 5 miliardi di euro, successivo dalla cessione di sofferenze nette per un valore di 10 miliardi al fondo Atlante o a un soggetto analogo, porterebbe il livello del Cet1 di Monte dei Paschi di Siena a una quota prossima all’11%.

In un report dedicato ad hoc dedicato all’istituto senese, che è fra le banche per le quali verranno diffusi venerdì gli esiti degli stress test effettuati dalla Bce, gli esperti del gruppo svizzero stimano che, senza il fardello degli Npl per cui si prefigura un intervento del fondo Atlante due su 9,7 miliardi di sofferenze nette, gli utili del Montepaschi nel 2017 potrebbero salire da 230 a circa 800 milioni di euro.

Secondo Credit Suisse la praticabilità del piano, prefigurato dale indiscrezioni in questi giorni, dipende dall’approvazione della stessa Bce, dalla capacità di acquisto dei crediti deteriorati da parte del potenziale compratore e dalle prospettive di profittabilità della banca dopo la cessione dei crediti e la ricapitalizzazione.

Il newsflow sul Montepaschi fa scattare gli acquisti sul titolo a Piazza Affari, dove le azioni Mps guadagnano il 2,94% a 0,2905 euro con volumi pari a 48 milioni di pezzi passati di mano a fronte di una media di 103 milioni in un’intera seduta dell’ultimo mese. Il mercato sembra quindi apprezzare i passi avanti riportati dalla cronache nel progetto per la messa in sicurezza dell’istituto.

Secondo i rumors, infatti il management guidato da Fabrizio Viola si prepara ad annunciare, forse gia’ venerdi’ dopo la comunicazione dei risultati dello stress test, il piano per la vendita di 10 miliardi di crediti deteriorati netti (anche grazie all’intervento del fondo Atlante), che comporterà un aumento di capitale fino a 5 miliardi. Un rafforzamento patrimoniale cosi’ imponente, notano gli analisti finanziari di varfie case d’investimento, resta tuttavia un’incognita, soprattutto alla luce dell’attuale capitalizzazione di Borsa di Mps, pari a 850 milioni.

Tanto più che, secondo alcune indiscrezioni, il consorzio di collocamento che sara’ guidato da JpMorgan e Mediobanca potrebbe non garantire l’intera somma e in caso di inoptato dovrebbe quindi intervenire lo Stato con un possibile impatto anche per i possessori di bond subordinati.

 “Cinque miliardi di aumento sono secondo noi un ammontare target visto che le attuali condizioni di mercato permettono di raccogliere un importo ben inferiore”, notano gli analisti di Equita Sim. Ipotizzando 5 miliardi di aumento e cedendo gli Npl al 30%, proseguono gli esperti, il rapporto tra prezzo e patrimonio tangibile sarebbe di 0,37 volte. L’aumento inoltre, avrebbe uno ‘sconto massimo sul Terp del 14% contro il 38% delle ultime operazioni, a conferma di un rischio molto elevato di execution del deal’. Le stime della Sim milanese incorporano quindi un aumento di “soli” 2 miliardi.