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Mps, Fondazione Mps incassa 28 milioni dalla transazione con Nomura

Mps, Fondazione Mps incassa 28 milioni dalla transazione con Nomura
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La Fondazione Mps chiude il contenzioso con Nomura legato alle vicende del Monte dei Paschi. La Fondazione in una nota rende noto di aver raggiunto una transazione con la banca giapponese che la obbliga al versamento di 28 milioni nelle casse dell’ente di Palazzo Sansedoni “senza alcun riconoscimento di responsabilita’” da parte della banca estera. La Fondazione aveva avviato una causa civile contro Nomura nel 2013 al Tribunale di Firenze. L’ente aggiunge che prosegue l’azione civile nei confronti degli ex vertici della banca: Giuseppe Mussari e Antonio Vigni. 

L’azione contro Nomura era stata avviata nell’estate del 2013 dalla Fondazione (allora guidata da Gabriello Mancini) per il risarcimento dei danni legato allo strutturato Alexandria. L’ente di Palazzo Sansedoni nella causa davanti al Tribunale di Firenze chiedeva un risarcimento danni per oltre 300 milioni. La Fondazione, oggi presieduta da Carlo Rossi, nella nota aggiunge di essersi “impegnata a revocare la propria costituzione di parte civile nei confronti di due ex dipendenti di Nomura nel procedimento penale in corso innanzi al Tribunale di Milano”.

L’iniziativa del 2013 coinvolgeva anche Deutsche Bank per lo strutturato ‘Santorini’. Con la banca tedesca l’accordo transattivo si e’ raggiunto a dicembre 2018 con un ‘assegno’ da 17,5 milioni versato dalla banca tedesca. Nelle cause civili del 2013 la Fondazione affianco’ le iniziative prese da Banca Mps dopo il cambio di gestione.

Il danno lamentato dalla Fondazione riguardava l’aumento di capitale del 2011 della banca (da 2.152 milioni), il primo in ordine di tempo dopo quello ‘sanguinoso’ del 2008 per pagare Antonveneta. L’aumento del 2011 lamentava la Fondazione che allora deteneva ancora la meta’ del capitale della banca, fu falsato dal prezzo piu’ alto pagato per sottoscriverlo di quello che sarebbe stato corretto se la ristrutturazione ‘Alexandria’ fosse stata debitamente rappresentata nel bilancio di Banca Mps.

La vicenda Alexandria e la contabilizzazione a saldi aperti invece che come un derivato e’ stato il leit-motiv dei processi penali che hanno coinvolto e ancora impegnano i Tribunali contro la vecchia gestione della banca. Il petitum, nei confronti di Nomura, Mussari e Vigni, rispetto alla formulazione iniziale di 315 milioni (268,8 come danno patrimoniale e 46,4 come danno non patrimoniale) era stato successivamente ridotto a 230,3 milioni. Il procedimento in corso a Firenze va quindi avanti nei confronti degli ex vertici e, incidentalmente, anche di Banca Mps chiamata in causa, come terzo chiamato, da Giuseppe Mussari. La prossima udienza della causa, dopo una consulenza tecnica disposta d’ufficio, e’ in calendario il prossimo 19 ottobre per la discussione orale.