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Mps, Morgan Stanley: effetto Npl sul patrimonio? Un ammanco di 2-6 miliardi

Gli analisti della banca d’affari americana fanno i conti in tasca all’istituto senese

Mentre il mercato inizia a interrogarsi su che fine faranno i detentori di obbligazioni subordinati targati Mps in caso di intervento del Governo nel capitale dell’istituto senese, la banca d’affari americana Morgan Stanley in un report sul settore bancario italiano spiega che “con un’incidenza dei crediti deteriorati al 35% nel 2015, Mps potrebbe essere vulnerabile”.

Gli analisti a stelle e strisce quantificano anche l’ammontare di questa vulnerabilità che equivale a “un deficit patrimoniale potenziale tra i 2 e i 6 miliardi” dopo lo stress test rispetto al livello minimo di core tier 1 al 5,5%, soglia utilizzata per distinguere i promossi dai bocciati nel corso dell’esercizio del 2014.

Oltre a Mps, poi, sempre secondo Morgan Stanley, a vedere scendere il core tier 1 sotto il livello del 5,5% in seguito allo stress test potrebbero essere, anche il Banco Popolare e la spagnola Banco Popular. Ma “mentre i recenti aumenti di capitale, tuttavia, dovrebbero ridurre l’esigenza di ulteriori rafforzamenti per le ultime due”, a Mps “potrebbero essere richieste nuove operazioni”. Quell’intervento sul capitale il cui ammontare dipenderà dall’azione combinata del fondo Atlante due (ribattezzato Giasone) sulle sofferenze, ma che sul mercato si vocifera essere di entità non inferiore a tre miliardi di euro.