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Mps, soluzione ancora allo studio. L’Ue apre a Renzi. Il titolo vola

Mps, in una nota rilasciata pochi minuti fa il sottosegretario all’Economia Baretta ha precisato che “nessun intervento è previsto nelle prossime ore”

Mps, dopo aver perso quasi un terzo del suo valore nelle ultime due sedute, e’ salita del 6,07% chiudendo a quota 0,2813 euro per azione, con un massimo toccato in mattinata a 0,31 euro sulle ipotesi di un aumento di capitale di 2-3 miliardi di euro garantito dallo Stato.

Sembrava potessero esserci buone notizie per l’istituto senese quando a Radio Anch’io il sottosegretario al ministero dell’Economia, Pier Paolo Baretta, aveva annunciato una soluzione nelle prossime ore. In una nota rilasciata pochi minuti fa, pero’, Baretta ha precisato che “nessun intervento e’ previsto nelle prossime ore”. Il futuro di Mps resta ancora da definire. Intervistato a Radio Anch’io il sottosegretario aveva sottolineato che per la vicenda del Monte dei Paschi “il punto di partenza e’ tutelare il risparmio; la soluzione tecnica si decidera’ nelle prossime ore”.

Nella precisazione, Baretta ha spiegato che non ci sara’ a breve l’annuncio di un intervento, mentre “si sta monitorando la situazione d’intesa con Ue”. La direzione nella quale si sta muovendo il Governo per definire lo scudo alla banca senese ancora non risulta quindi ancora chiara. Sul tappeto ci sono molte ipotesi sulle quali pesa l’incertezza relativa al giudizio della Commissione Ue. L’unica certezza e’ che il punto di partenza per risolvere i problemi di Rocca Salimbeni sia legato allo smaltimento dei 47 mld di sofferenze su cui e’ intervenuta pesantemente nei giorni scorsi la Bce. Proprio sulla gestione, anzi sull’alleggerimento del fardello degli Npl, ruotano le ipotesi al vaglio del Ministero dell’Economia, Bankitalia, Cdp e Atlante.

Secondo alcune indiscrezioni, il piano di emergenza per Mps abbozzato attorno all’intervento di Atlante sugli Npl e alla ricapitalizzazione “precauzionale”, che sarebbe una delle pochissime soluzioni consentite da Bruxelles, non fa passi in avanti. Per questo motivo il Governo starebbe valutando un piano B e pensando a un coinvolgimento di Ubi banca come una delle poche soluzioni di mercato. Un aumento di capitale preventivo, con garanzia pubblica, in vista della cessione di quasi 10 miliardi di crediti deteriorati imposta dalla Bce, sarebbe l’ipotesi di scudo alla quale starebbe lavorando l’esecutivo.

Sul tavolo una manovra da 2-3 miliardi. Su questo punto, resta pero’ da trovare un accordo con la Ue per utilizzare una delle deroghe previste dalla direttiva Brrd. Intanto, prosegue il giornale, continuano le trattative per rinforzare Atlante. Il fondo salva-banche e’ a caccia di 3-5 mld. Un’operazione molto articolata e che potrebbe avvenire in piu’ fasi. Il Governo potrebbe annunciare a breve un piano in due o piu’ stadi per Mps che dovrebbe avere il via libera della Commissione Ue per sfruttare le deroghe alla direttiva Brrd. L’idea sarebbe quella di alleggerire Mps di una buona fetta dei suoi 47 mld di crediti deteriorati che dovrebbero essere ceduti a un nuovo fondo (dopo Atlante potrebbe vedere la luce Giasone) capitalizzato con 5-6 miliardi.

Le nuove risorse arriverebbero in parte da Atlante (1,7 mld ancora disponibili), dalla Sga per circa 500 mln e ancora da Cdp e da altre Casse previdenziali e banche che volessero partecipare. Dato che poi si rendera’ necessario un aumento di capitale, a quel punto potrebbero entrare in gioco i 150 miliardi di liquidita’ gia’ annunciati nei giorni scorsi, che potrebbero servire a garantire l’emissione di bond con l’obbligo di conversione dopo un triennio, validi ai fini della patrimonializzazione stabilita dalle regole di Basilea.