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"Soggetti stranieri" sarebbero interessati a Banca Montepaschi. La conferma arriva dal sindaco di Siena Bruno Valentini. "In questi giorni sono stato contattato. Mi risulta che si siano affacciati soggetti apparentemente credibili, dei quali occorre però valutare tutta l'attendibilità". Soggetti che sarebbero "disponibili a investire molte 'fiches' su Mps".

Giusto essere oculati, ma non è tempo di fare gli schizzinosi. Il tempo delle pretese (no a partecipazioni estere di peso) è finito da tempo. 

Le parole di Valentini sull'attendibilità "da valutare" e sulla "credibilità apparente" fanno pensare che l'interessamento non arrivi dai due soci esteri che già possiedono una parte del capitale (i francesi di Axa con 3,72% e gli statunitensi di Jp Morgan con il 2,53%). Axa, d'altronde, ha sempre mantenuto un profilo basso, osservando con tattica attendista e appoggiando il nuovo management senza lanciarsi all'assalto del socio (tutt'ora) in difficoltà.

L'Ad Fabriozio Viola e il presidente Alessandro Profumo stanno sì procedendo al risanamento dei conti, tamponando le perdite della disastrosa gestione precedente. Ma Rocca Salimbeni ha pur sempre un passivo di 380 milioni e l'urgenza di rimborsare i Monti Bond per evitare, come ammesso dallo stesso Profumo, "di scomparire". La Commissione europea l'ha detto chiaramente: il piano insustriale firmato dai due manager è "troppo morbido e da irrobustire". Una ramanzina che Viola ha accolto alla prima occasione: "Siamo pronti a recepire indicazioni volte a migliorare il nostro piano industriale sotto forma di ristrutturazione".

Per quanto resti in acque agitate (il titolo cede a fine seduta il 2,4%, a 0,232 euro), l'istituto ha incassato la fiducia della Sgr AcomeA, che sfrutterà "la debolezza del titolo per aumentare l'esposizione" perché "i risultati del semestre sono sotto le attese ma il risanamento potrà dar frutti nel medio-lungo periodo". Anche Valentini è certo: "Montepaschi ha un futuro". Più straniero? Probabilmente sì. D'altronde, non si può certo dire che la nomina di Alessandro Profumo fosse indirizzata all'arroccamento nazionalistico. Il manager ha sempre detto che "si riparte dall'internazionalizzazione", come dimostra anche la sua gestione in Unicredit. E proprio l'attuale presidente ha premuto per cancellare dallo statuto il tetto del 4% per i soci privati. Un passo che ha reso Mps contendibile e più appetibile agli occhi degli investitori. 

La rottura del legame con la politica locale, però, è un'altra cosa: lo dimostra il fatto che a svelare l'interessamento estero non siano stati l'Ad o il presidente dell'istituto, ma il sindaco di Siena.          

  twitter@paolofiore

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