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Economia
Stress test, Mps vola in Borsa. Rumors: spezzatino imminente

'Boom' di Mps in Borsa nell'ultima seduta prima di conoscere l'esito degli esercizi della Bce sul capitale. Il titolo, che ha passato l'intera giornata su rialzi da record, ha chiuso con un balzo del 10,68% a 1 euro per azione, soglia che non toccava da dieci sedute. Molto elevato il volume degli scambi, con 266 milioni di pezzi messi in movimento, pari a circa il 5,2% del capitale sociale.

Sul titolo e' proseguito il monitoraggio della Consob, che lunedi' aveva sollecitato la comunicazione nella quale Mps smentiva le indiscrezioni sull'esito negativo dei test di Francoforte; a Siena non e' arrivata pero' alcuna nuova richiesta dalla commissione, dal momento che l'esito degli esami Bce gia' inviato ai banchieri deve rimanere segreto fino a domenica. 

Mps, insieme a Carige, viene indicata dalle indiscrezioni tra gli istituti che potrebbero non aver superato l'asset qualityt review e lo stress test. Lunedi', con il titolo ai minimi storici, la banca aveva fatto sapere che le indiscrezioni su un deficit di capitale compreso tra 500 milioni e 1,7 miliardi di euro non trovavano riscontro nella documentazione preliminare ricevuta dalla Bce, preannunciando una comunicazione "ufficiale e definitiva" solo domenica, come previsto dalle regole fissate da Francoforte.

Anche Carige oggi e' salita piu' della media in Borsa, guadagnando il 3,91% a 0,09 euro per azione; gli scambi, in quel caso, hanno coinvolto l'1,29% del capitale. Sotto osservazione - secondo le indiscrezioni - potrebbe finire anche Bpm, che pagherebbe la mancata considerazione da parte della Bce degli effetti della rimozione degli 'add on', i cuscinetti patrimoniali che le erano stati imposti dalla Banca d'Italia e che le sono stati tolti quest'estate.

Ma è sull'istituto senese che i rumors sono più insistenti. Le indiscrezioni parlano infatti di un imminente spezzatino. Secondo quanto riferisce www.Valori.it, per far sopravvivere il gruppo senese, il top management di Rocca Salimbeni starebbe pensando seriamente all’ipotesi di dividere il gruppo in più parti da vendere al miglior acquirente. Tra i possibili candidati si fanno sempre più insistenti le voci su BNP Paribas - almeno per le filiali del nord - e di un non meglio definito fondo americano.

Il piano – assicurano a Valori numerose fonti vicine all’istituto senese – è già in fase avanzata e il dossier sarebbe al vaglio di consulenti legali per valutarne la fattibilità. Un percorso che l’eventuale esito negativo dello stress test rivelato tra meno di 48 ore potrebbe solo rendere più rapido.

L'idea sarebbe però di mantenere sotto lo storico marchio "MPS 1472" le filiali dell’Italia centrale. MPS tornerebbe in pratica ad essere una banca regionale, più piccola ma più solida, compatta e legata a un territorio. La “banca delle regioni rosse”, alle quali affiancare eventualmente il Lazio. Una soluzione che – c’è da immaginare – difficilmente verrebbe vista con sfavore dai poteri locali da sempre preoccupati di trovare il modo per rimettere saldamente le mani sul Monte.

Per le parti restanti la partita è aperta e i rumors prendono strade (parzialmente) diverse. C’è chi parla di divisione in tre: le filiali del Nord Italia sarebbero vendute a un altro gruppo bancario interessato a consolidare la propria presenza sul territorio o a riorganizzare la propria rete. Il Sud è ancora di più un rebus: la sua scarsa appetibilità (è il territorio con le maggiori sofferenze creditizie) lo rende terreno ideale per trasformarlo nel nucleo di una bad bank, nella quale far eventualmente confluire anche parte dei crediti incagliati di altri istituti. Se questa ipotesi fosse confermata bisognerebbe però capire in che modo lo Stato potrebbe intervenire. È difficile immaginare che il premier Renzi sarebbe felice di prestare il fianco a una operazione dai risvolti tutt’altro che popolari.

Le porzioni nelle quali dividere MPS potrebbero alla fine però essere ben più di tre. Un modo per dividere la torta tra vari acquirenti e distribuire il rischio dell’operazione.

 

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