La guerra in Medio Oriente sta influenzando anche il mercato immobiliare italiano. La conferma arriva dai numeri dell’ultimo rapporto mensile dell’Associazione bancaria italiana (Abi). Ad aprile il tasso medio sui nuovi mutui è salito al 3,43% (+0,6% rispetto a marzo). Entro la fine dell’anno il costo delle rate mensili per il tasso variabile potrebbe raggiungere quello del tasso fisso. “Dobbiamo vedere la dinamica dei prossimi mesi”, ha affermato il vicedirettore Abi, Gianfranco Torriero.
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L’Euribor a tre mesi è tornato a salire dopo le tensioni tra USA e Iran dopo aver viaggiato per mesi intorno al 2%. Le ultime rilevazioni, come riporta SkyTG24, indicano un tasso superiore al 2,25%. Il tasso fisso resta comunque ancora molto distante, con la soluzione green che si attesta oltre il 3%. Allo stato attuale, afferma Guido Bertolino, responsabile business development di MutuiSupermarket, si prevede però che entro 6-7 mesi potrebbe arrivare l’allineamento tra tasso fisso e variabile. La curva dei futures sull’Euribor, spiega l’espero, indica una ulteriore impennata dei tassi variabili tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027 che potrebbero superare il 2,8%.
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Il tasso fisso, invece, sembrano mantenere una certa stabilità nonostante l’indice di riferimento Irs a 30 anni si attesti oggi al 3,3%. Tale scenario nasce in particolare dall’atteggiamento delle banche, che applicano spread negativi per rendere più attraenti le soluzioni fisse e stimolare la domanda. In questa fase di incertezza, spiega Bergolino, “il fisso può essere una scelta vantaggiosa, perché le banche garantiscono i tassi attuali per le stipule fino a settembre”.

