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Mutui, tassi elevati in Italia nonostante i tagli della Bce: in Francia e Spagna sono molto più bassi

A inizio 2026 il tasso medio dei mutui in Italia è del 3,55% secondo l’analisi di Fabi. La media europea è del 3,23%

Mutui, tassi elevati in Italia nonostante i tagli della Bce: in Francia e Spagna sono molto più bassi
Osservatorio MutuiOnline

Mutui, i tassi più alti sono da imputare alla percezione maggiore di rischio delle banche verso il nostro Paese

La Banca Centrale Europea ha avviato un progressivo taglio di tassi ma per gli italiani che vogliono accedere a mutui o prestiti personali la spesa resta elevata rispetto alla media europea. A dirlo è uno studio della Federazione Autonoma Bancari Italiani (Fabi) in cui si afferma che a inizio 2026 il tasso medio sui mutui in Italia si attesa al 3,55%, contro il 3.06% della Francia, il 2,49% della Spagna e una media europea del 3,23%. Il nostro Paese resta tra i più cari anche rispetto ad altri mercati considerati maturi e comparabili come Belgio (3,32%), Austria (3,52%), Paesi Bassi (3,09%) e Finlandia (2,77%).

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Il motivo per cui i tassi sui mutui in Italia restano alti sono molteplici: la maggiore percezione di rischio delle banche, i lunghi tempi della giustizia civile e la struttura del mercato bancario, che in alcune aree risulta meno competitiva rispetto ad altri Paesi europei. A tutto questi aggiunge la fragile crescita economica italiana e il debito pubblico elevato.

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“È il segnale che la trasmissione della politica monetaria è ancora incompleta e che i benefici per famiglie e imprese arrivano con lentezza e in modo diseguale. – afferma il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni – In un contesto internazionale tornato più instabile, questo ritardo diventa ancora più preoccupante. Le tensioni geopolitiche e il nuovo shock energetico rischiano infatti di riaccendere l’inflazione, proprio in Europa, particolarmente sensibile alle dinamiche dei prezzi dell’energia”.

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