Economia
Mutui, ultima chiamata per il tasso fisso? Ecco quale finanziamento scegliere e che cosa conviene di più. L'analisi
A gennaio 2026 la richiesta media di finanziamento è cresciuta del 4% su base annua

Mutui: i tassi variabili sono i più convenienti, ma banche e mutuatari continuano a puntare sui fissi
Prima riunione del 2026 per la Banca Centrale Europa; in attesa di vedere cosa accadrà, Facile.it ha svolto un’analisi sull’andamento dei tassi fissi che, nell’ultimo anno, sono aumentati notevolmente e potrebbero continuare a crescere nei prossimi mesi.
L’IRS, indice di riferimento per i mutui fissi, trainato dall’andamento dei titoli di stato europei è aumentato; l’indice a 25 anni, ad esempio, è cresciuto di 80 punti base, passando dal 2,4% di gennaio 2025 al 3,2% di gennaio 2026. Considerando un mutuo da 126.000 euro in 25 anni, questa differenza si traduce in un aumento medio della rata di circa 50 euro al mese; in pratica chi ottiene oggi questo finanziamento pagherà circa 15.000 euro in più di interessi rispetto a chi lo ha ricevuto dodici mesi fa.
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Sul fronte dei variabili, invece, i tassi nell'ultimo anno sono calati, tornando ad essere l’opzione più conveniente sul mercato, e secondo le aspettative degli analisti, rappresentate dai Futures sugli Euribor, dovrebbero rimanere sugli attuali livelli per tutto il 2026.
Nonostante i variabili siano più convenienti, dai dati dell’Osservatorio Facile.it – Mutui.it emerge che gli italiani continuano a preferire la certezza della rata; a gennaio 2026 il 91% delle richieste di mutuo era indirizzata verso il tasso fisso. In aumento la quota di chi opta per il variabile che, pur restando minoritaria, è passata in un anno dall’1% al 9%.
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"Oggi le condizioni rivolte alla clientela restano comunque favorevoli anche sui fissi, con tassi (TAN) che, per le migliori offerte, restano ampiamente sotto la soglia del 4%», spiegano gli esperti di Facile.it. "Questo è dovuto, in particolare, alle politiche delle banche, che proprio per contenere il più possibile i tassi fissi stanno applicando spread – vale a dire il margine di guadagno – bassissimi e in alcuni casi vicini, se non addirittura inferiori, allo zero. L’obiettivo degli istituti di credito è mantenere quanto più a lungo possibile il cliente che ha sottoscritto un finanziamento ed evitare che possa surrogare verso offerte migliori".
Fino a quando i tassi fissi resteranno in area 3%? Complesso fare previsioni, ma se l’IRS continuerà a crescere come accaduto nell’ultimo anno, è difficile pensare che le banche potranno mantenere gli indici sugli attuali livelli e sotto la soglia del 4%.
A gennaio cresce l’importo medio richiesto
Il 2026 si è aperto positivamente sul fronte dei mutui; secondo l’Osservatorio Facile.it – Mutui.it, l’importo medio richiesto è aumentato del 4% su base annua, arrivando a 141.772 euro. In calo, invece, l’età media dei richiedenti, scesa a 39 anni (erano 41 dodici mesi fa), in parte trainata dalla diminuzione delle surroghe, in parte a conferma della crescente voglia da parte dei più giovani di comprare casa.
Sul fronte dei tassi, secondo le simulazioni di Facile.it, per un finanziamento da 126.000 euro in 25 anni, il miglior tasso fisso (TAN) disponibile online è pari al 3,25%, con una rata di 614 euro. Appena dodici mesi fa,
per lo stesso mutuo, la rata era 563 euro.
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Se si guarda alle offerte a tasso variabile, invece, il miglior tasso (TAN) parte dal 2,34% e la rata da 555 euro, con un risparmio iniziale di quasi 60 euro.
Quale scegliere? "Non esiste una scelta migliore dell’altra, la decisione va presa in base alle caratteristiche di ciascun mutuatario: la propensione al rischio, la posizione reddituale e lavorativa, l’immobile oggetto di mutuo e così via", spiegano gli esperti di Facile.it. "Il variabile garantisce un risparmio iniziale, che però potrebbe svanire nel corso del tempo; il fisso, di contro, a fronte di una rata più elevata, offre la certezzache questa non cambi. Il consiglio è farsi assistere da un consulente esperto che possa aiutare a valutare tutte le variabili".
