Si propone al mercato come una nuova figura di Investing Company che agisce come attore strategico per lo sviluppo del mercato AIM Italia e di altri mercati non regolamentati europei.
4AIM è la prima Investing Company italiana focalizzata su investimenti in società quotate o quotande sul mercato AIM Italia e su analoghi mercati europei, UK principalmente.
La società investe con un orizzonte di medio-lungo termine in azioni per un valore non superiore al 4,99% del capitale della società quotanda, che potrà essere superato qualora l’investimento sia ritenuto vantaggioso fino al limite del 10% del controvalore del prestito obbligazionario emesso dalal società.
Target di investimento sono PMI italiane ed estere ad alto potenziale di crescita con solidi fondamentali e management qualificato, operanti in qualsiasi settore sia a livello nazionale che internazionale. La società si propone un obiettivo di raccolta pari a 50 milioni di Euro da realizzarsi nell’arco di 24 mesi.
“la sfiducia che solo un anno fa si percepiva all’estero verso il nostro Paese – ha sottolineato Gianluigi Costanzo presidente di 4AIM – da sei mesi a questa parte ha avuto una vera inversione di tendenza. Gli investitori stranieri sanno che il nostro Paese basa la propria crescita economica sulle Piccole Medie Imprese e sono interessati ad entrare nel loro capitale. Pensiamo inoltre che 4AIM possa riscuotere interesse e fiducia negli investitori istituzionali quali Fondazioni, Assicurazioni, Fondi pensione ma anche Family Officies.
Guarda la video intervista a Gianluigi Costanzo
Ambromobiliare, è socio fondatore e promotore dell’operazione e agisce in qualità di Advisor finanziario. Il rapporto con 4AIM è regolato da un contratto quadro di advisory e comprende attività di supporto nelle fasi di scouting e disinvestimento e nel monitoraggio delle società partecipate, come ha spiegato oggi a stampa e mondo finanziario l‘AD del gruppo Giovanni Natali.
Tra i punti principali della strategia di investimento troviamo la diversificazione del rischio e la discrezionalità nel valutare l’eventuale partecipazione agli organi di amministrazione e controllo della target al fine di collaborare con il management a supporto della crescita, nei casi in cui le partecipazioni siano al di sopra del 5%.
Inoltre la dismissione degli investimenti in un orizzonte di medio-lungo periodo, ragionevolmente idoneo a consentire la realizzazione di un incremento di valore della partecipazione, infine focus su operazioni nel mercato primario, quali aumenti di capitale, al fine di poter finanziare direttamente la società target.


