La rivoluzione che tutti stavamo aspettando e di cui il mondo del no-alcohol aveva estremo bisogno. È con queste premesse che nasce PRIMØZERO, wine company di nuova generazione che affonda le sue radici in uno dei terroir storici del nostro Paese, Montepulciano.
Proponendo un nuovo dirompente modo di bere: “Abbiamo una visione chiara dello zero alcol, che concepiamo come vera e propria scelta identitaria, premium e con estrema versatilità nel pairing. Vogliamo togliere qualsiasi dubbio sulla collocazione dei vini dealcolati e delle bevande analcoliche: non più dei prodotti in cerca di una loro dimensione, non più qualcosa ‘senza’, ma anzi una precisa scelta verso un rituale sociale contemporaneo capace di coniugare cultura enologica, ricerca e bevibilità per chi cerca la qualità senza rinunce” – afferma Berardino D’Errico, co-founder di PRIMØZERO.
Si tratta quindi di una vera rivoluzione? Di sicuro la categoria dei vini analcolici rappresenta oggi uno dei segmenti a più rapida crescita nel panorama beverage. A livello globale, secondo gli ultimi dati disponibili dell’Osservatorio del Vino UIV-Vinitaly, il valore attuale del mercato dei No-Low alcohol (“No-Lo”) vale oggi 2,4 miliardi di dollari e punta a raggiungere i 3,3 miliardi nel 2028 (+37,5%).
Ciò che colpisce di più è soprattutto il forte dinamismo di questo comparto, rispetto a una situazione stagnante nel settore tradizionale: la categoria No-Lo mostra infatti un tasso annuo di crescita composto (Cagr) in volume dell’8% a valore (-0,9% per il comparto tradizionale) e del 7% in volume (+0,3% per il comparto tradizionale) dal 2024 al fino al 2028. In Italia, attualmente il mercato dei No-Lo vale circa 3,3 milioni di euro, ma si stima che raggiungerà i 15 milioni entro i prossimi 4 anni (+47,1%).
“Il mondo del wine & beverage sta attraversando cambiamenti profondi e crediamo fortemente che questi dati non siano estemporanei o ciclici, ma dimostrino al contrario un cambiamento strutturale dei comportamenti di consumo, con nuove tendenze legate a benessere, moderazione e ricerca di esperienze enologiche alternative. Questo trend non deve essere visto come una minaccia né affrontato con paradigmi del passato, ma anzi invoca una disperata richiesta di qualcosa di diverso: una nuova categoria, che non si sostituisca ma affianchi il tradizionale modo di bere” – prosegue D’Errico.
Mentre Andrea Pelati, co-founder della wine company, sottolinea come “vogliamo dare una risposta chiara a queste esigenze, aprendo un nuovo spazio di scelta in maniera consapevole, elegante e senza compromessi, parlando a una generazione che beve meno ma pretende di più: gusto, identità, design, significato.” Un andamento che trova conferma anche sul fronte produttivo: sempre secondo l’Osservatorio del Vino UIV–Vinitaly, la crescita di produzione di vini dealcolati in Italia si stima sia cresciuta di circa il 60% nel 2025 rispetto all’anno precedente.
Il progetto PRIMØZERO prende vita in una delle culle dell’eccellenza mondiale, in Toscana a Montepulciano: “Montepulciano è la nostra casa e dobbiamo alla grande cultura enologica della nostra terra l’ambizione di fare sempre meglio. Il nostro progetto nasce infatti dalla volontà di innalzare gli standard del no alcohol e portare una visione diversa, più libera e inclusiva del piacere a tavola e dei momenti di convivialità” – continua D’Errico.
Si apre così il sipario su un nuovo spazio nel panorama del contemporary drinking: non un’alternativa al vino, ma un’innovazione autentica, pensata per definire una categoria distinta e destinata alle carte beverage più prestigiose della ristorazione e a tutti quei momenti che esigono ricercatezza, piacere senza compromessi e piena libertà di scelta.
Con PRIMØZERO nascono sei nuovi prodotti, tre vini dealcolati e tre bevande a base di vino dealcolato con un carattere specifico e ben definito, rispettoso della base enologica di partenza. Il processo di dealcolazione PRIMØZERO è infatti progettato per preservare profumi, carattere e identità del vino di partenza, in un equilibrio di acidità, tensione e struttura che permette di sostenere svariate proposte di pairing. Per rendere ancora più autentico e contemporaneo il sorso nel bicchiere, la scelta stilistica ha portato alla non presenza di zuccheri nella quasi totalità dei prodotti.
“Quando parliamo dei nostri prodotti non ci limitiamo però a raccontare gli aspetti tecnici. La qualità PRIMØZERO si ritrova infatti nel modo in cui taste, design e identità lavorano insieme per creare un’esperienza credibile, contemporanea ed estremamente versatile negli abbinamenti gastronomici” – afferma Pelati.
Il progetto celebra quindi la cultura del gusto e l’impronta estetica del vino e sceglie consapevolmente di andare oltre, verso un concetto di lusso sobrio e sostenibile. “È importante far capire come l’attenzione per i particolari, i rituali e il linguaggio che i prodotti PRIMØZERO esigono sono rigorosamente aderenti alla scrupolosità della wine experience, ma aprono la strada a un nuovo spazio di consumo, a un percorso differente che amplia notevolmente le possibilità di scelta delle persone ed eleva il lifestyle. In poche parole, PRIMØZERO abilita un modo di vivere la socialità che non esclude nessuno e che crea nuovi momenti di condivisione in cui contenuto ed esperienza si sposano in un connubio armonico” – conclude Pelati.

