di Bud Fox
@BuddyFoxxx

“Vuoi capire come si fa crescita economica? Prendi un aereo e vola in Corea del Sud. E’ Seul la capitale dell’evoluzione economica” sono parole di Jim O’Neill, capo (ancora per poco) della Goldman Sachs Asset Management e coniatore dell’acronimo “Bric” ovvero Brasile, Russia, India e Cina, un tempo Paesi considerati emergenti, e oggi vere potenze mondiali che sorreggono le economie Occidentali dal baratro della catastrofe economico/finanziaria.
Next-11 è l’ultima sigla inventata dalla brillante e geniale fantasia di Jim O’Neill, con questa sigla l’economista tenta di indicare quali saranno i prossimi Paesi, dopo i BRIC (a cui si è aggiunta la “S” di Sud Africa) che beneficeranno di un aggressiva crescita economica.
Ma chi sono i “Next-11”? 11 Paesi, nell’ordine: Bangladesh, Egitto, Indonesia, Iran, Corea del Sud, Messico, Nigeria, Pakistan, Filippine, Turchia e Vietnam.
Sono proprio i Next-11 la sorgente dell’ottimismo sull’economia di O’Neill, tra gli 11 Paesi il preferito dall’economista è senza dubbio la Corea del Sud, paese per il quale spertica enormi elogi: “volete sapere qual è il Paese modello di crescita? Tutti penseranno agli Stati Uniti, invece è la Corea del Sud. Prendete un aereo è volate a Seul, scoprirete un modello di evoluzione e trasformazione straordinario e da emulare”.
La Corea del Sud è il Paese in testa alla classifica di Jim O’Neill redatta secondo particolari parametri del GES (Growth Enviroment Score) in cui il Pil è solo una delle singole voci e non quella principale, perché anche per Jim O’Neill d’accordo con il nostro Giovannini (presidente Istat) dice: “Il Pil non si mangia! Non può rimanere l’indice più importante per definire il benessere di un paese”.
C’è poco tempo e gli interventi sono molti, Jim O’Neill si rivela un economista eclettico e pronto a dare e ricevere battute di spirito, la sala si alterna tra silenzi di adorazione e risate su battute che sdrammatizzano una realtà di crisi attanagliate dal triangolo Europa, Italia e ora anche Cipro.
*BRPAGE*
Ma cosa ne pensa O’Neill del problema Cipro? Per lui è un non problema, e lo chiarisce con un semplice e chiaro esempio economico: “la Cina in 2 anni ha creato il Pil italiano e in una settimana quello di Cipro”, questo ci fa capire quanto sia piccola l’economia della terza isola del Mediterraneo e al tempo stesso quanto stia diventando grande la potenza asiatica.
Ed è proprio la Cina il più grande dilemma per O’Neill che è insieme fonte di speranza e preoccupazione: “la Cina è l’unico global issue di cui ci dovremmo preoccupare, dopo una crescita media del 7,5% nel decennio 2000/2010, riuscirà a replicarsi anche nel periodo 2010/2020? La nostra speranza è che l’economia cinese si possa trasformare da paese prevalentemente di produzione a uno consumistico”. Tradotto, produrre meno e consumare di più, il naturale sviluppo industriale.
E la Grecia? Anche qui il problema viene liquidato in maniera disarmante: “il Pil cinese è cresciuto di quasi 1,4 trilioni di dollari, tra il 2010 e il 2011 praticamente ha “fatto” la Grecia ogni 3 mesi”.
L’occasione era ghiotta, non potevano mancare le domande sulla situazione attuale del nostro paese: come vede Jim O’Neill la crisi dell’Italia?
In sala sono tutti paralizzati e con l’orecchio tirato, mi guardo intorno e immagino che mentalmente abbiano tutti le dita incrociate. Jim O’Neill non è pessimista, anzi regala speranze: “l’Euro dovrebbe essere formato da Italia e Finlandia, sono gli unici 2 paesi a rispettare i parametri EMU”. E poi conquista la platea con una stoccata indiretta alla Germania e a chi ha governato nell’ultimo anno: “l’Italia ha intrapreso il percorso dell’austerity, ma non è la soluzione. Si deve stimolare la crescita”. Scroscio di applausi, fino all’audace corteggiamento dell’intervistatore “Mister O’Neill, Lei sta per lasciare Goldman e noi in Italia abbiamo molto bisogno di persone come così, se Lei è disponibile noi l’aspettiamo a braccia aperte”, una proposta che accolta dall’entusiasmo dei presenti. O’Neill sorvola sorridendo, conosce molto bene la differenza che passa tra una missione difficile e una impossibile.
Le ultime domande sono sul tema valutario, sia a livello generale che specifico sull’Euro e qui emerge tutta l’ironia dell’economista, oltre che un’onestà disaramente: “l’unica cosa di cui sono certo in materia di cambi è che l’Euro e il Dollaro potranno andare su e poi andranno giù”, scoppiano le risate, siamo a fine conferenza e sono tutti rilassati e soddisfatti, ma seriamente aggiunge e qui l’onestà è ancora più marcata: “Sui cambi non ho nessuna idea, mi baso solo su personali parametri, l’Euro passerà molto tempo a non andare da nessuna parte, avendo una bilancia dei pagamenti in equilibrio”. E conclude: “il cambio ideale Euro/Dollaro dovrebbe essere 1,20”.
Dimenticavo, un piccolo pensiero anche per le nostre previsioni, secondo O’Neill il Giappone è un tema molto interessante: “il Giappone punta ad avere un’inflazione al 2%, se fosse così sarebbe ottimo per il mercato azionario e per quello immobiliare”, per il nostro caro Nikkei un grande segnale di fiducia.
O’Neill deve andare, il tempo è già scaduto, che peccato, gli ricordano che deve prendere un aereo per un lungo viaggio. O’Neill, per dove? Non risponde.
Forse di nuovo in Corea del Sud, il Paese del presente e del futuro ricordiamocelo, parola di Jim O’Neill.
