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Economia
Fuori dal tunnel a 5 anni da Lehman. La ripresa c'è, i gufi hanno perso

di Buddy Fox
 

Sarajevo, ieri martire, oggi è una città che ritrova il sorriso e la festa. Sono lontani i terribili ricordi della guerra, dove ieri sulle pareti delle case e sul fondo stradale c’erano i fori dei proiettili sparati dai cecchini alla popolazione, oggi quei fori sono stati dipinti e coperti da una polvere rossa, sono “le rose di Sarajevo” simbolo di una speranza per tutti, oggi Sarajevo è una città meravigliosa. Vent’anni fa quelle strade erano calpestate da una popolazione che correva disordinatamente per paura di essere colpita, oggi quelle stesse strade sono animate disordinatamente, ma questa volta da una popolazione in festa: nella sua giovane storia di nazione, la Bosnia si qualifica per la prima volta ai Mondiali, direttamente come le altre grandi nazioni del mondo. Dove vent’anni fa si piangeva di dolore, oggi si versano lacrime di gioia. Come cantavano i Journey “don’t stop believin” non smettere mai di crederci, anche se la situazione è talmente complicata, come accade da molti anni per l’Italia, non smettere mai di crederci, la luce in fondo al tunnel c’è sempre.

Ricordo ancora gli scatoloni di cartone affrancati Lehman Brothers, illuminati dalle luci della notte, la fine di un sogno per molti, la paura della disoccupazioni per altri, per tutti l’inizio di una profonda crisi. Le luci si spengono, la festa è finita, inizia la notte dell’incertezza. Era il Settembre 2008, Lehman Brothers fallì nel breve scorcio di un fine settimana, “un tranquillo weekend di paura”, la leggenda narra che in quei pochi giorni furono in trentamila i naufraghi travolti dalla grande onda della crisi finanziaria, altri dicono molti di più. Eravamo entrati in un tunnel, tale e tanta era la disperazioni che molti erano pronti ad arredarlo quel tunnel sconfortati dal fatto che non si vedeva l’uscita, la disperazione era così diffusa che subito si annunciò l’arrivo di un nuovo ’29. Ed è proprio in questi momenti che devi ricordare i Journey “don’t stop believin”, non smettere mai di crederci. Non hanno smesso le autorità degli Stati Uniti, Bernanke in prima fila che con gran coraggio si è inventato e ha tentato (riuscendoci) una poderosa opera di salvataggio del sistema finanziario e agganciandolo, di quello economico e sociale. Oggi, a 5 anni di distanza, da quel tunnel ne stiamo uscendo, sicuramente ne sono usciti vivi i risparmi (anche quelli degli italiani), con nuova energia e rinvigoriti da nuove prospettive di crescita.

Non solo gli Stati Uniti, che vedono Dow Jones e S&P500 su nuovi record storici (il Nasdaq è sempre più vicino alle vette della bolla Internet, incredibile!) e il Dax tedesco, anch’esso su livelli inesplorati, ma persino Spagna e Italia, trainati da Ibex e Piazza Affari, sono pronti all’ebrezza di riscoprire la crescita. “Nessun dubbio, la ripresa c’è, anche in Italia” dice Giovanni Tamburi un marchio di prestigio a Piazza Affari, che aggiunge: “i dati macro per la prima volta dopo anni, sembrano annunciare che l’economia sta uscendo dal tunnel”, ora speriamo che la politica non sprechi anche quest’enorme occasione.

L’elenco dei gufi, coloro che vedevano e prevedevano un 2013 di grande crisi e rilanciano per il 2014 è lunghissimo: da Nouriel Roubini, a Bill Gross, persino l’ex segretario al Tesoro Usa Hank Paulson che afferma “un’altra crisi finanziaria è una certezza”, fino a personaggi meno noti al pubblico, ma di grande peso nel mondo della finanza come Faber, Jim Cramer e Bob Janjuah di Nomura, tutti pronti a lapidare i mercati e la neonata crescita, con previsioni che variano dal crollo alla catastrofe. A inizio anno c’era chi ammoniva che il 2013 rischiava di assomigliare al 1994, anno che ha visto il crollo del mercato obbligazionario, o chi come Faber che prevedeva un crollo del Dow Jones stile Ottobre 1987 (-22% in un giorno). Invece il 2013 rischia di battere il record del 1997, uno degli anni migliori per le Borse di tutto il mondo, che beffa!

In questi giorni si aggiungono altre buone notizie, come l’inaspettato apprezzamento di Weidmann per l’operato di Draghi, di più, al grido: “la Bce hai mezzi per agire e lo farà”, si dice pronto a combattere, nel caso si manifestasse, il nemico deflazione.

A questo aggiungiamo il lungo elenco di dati positivi dell’Economia USA, marchiato a fuoco dall’Ecri, uno dei pochi istituti economici ancora dotato di grande affidabilità e lo spettacolare cambiamento di atteggiamento a Wall Street che ora non sale più solo sulle cattive notizie, ma visto l’apprezzamento del dato sulla disoccupazione di venerdì, ora sembra apprezzare anche quelle buone. Il fantasma del tapering è esorcizzato?

Un pianeta che ritrova la crescita, e le borse del mondo che crescono spinte da questa positività. Normalità, ben tornata?

Ennio Doris lo ripete spesso “i momenti di crisi sono sempre occasioni d’acquisto, perché nel lungo termine la crescita c’è sempre”, questa volta non è servito nemmeno il lungo termine, sono stati sufficienti 5 anni per rivedere l’alba della rinascita. “Don’t stop believen”, non smettere mai di crederci, e chi ci ha creduto, ora si compiace del risultato.

twitter@BuddyFoxxx

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