ACEA presente al Forum dell’Acqua con il Presidente Rivera: sollecita un piano idrico europeo
Non più una semplice emergenza da tamponare, ma una sfida strutturale che richiede una visione europea condivisa, investimenti coraggiosi e una governance solida. È questo il messaggio forte e chiaro lanciato da Alessandro Rivera, Presidente di ACEA, durante la sessione intitolata “Water Governance: Cities, Basin Authorities and Stakeholders Commitment“, svoltasi oggi. L’incontro si è tenuto nella prestigiosa cornice dell’ONEWATER Euromediterranean Water Forum 2026, un evento chiave per le politiche ambientali del bacino mediterraneo.
Il panel si è aperto delineando il contesto globale in cui si inserisce la sfida idrica, introdotto dal processo “Road to Bari“. Il percorso, che culminerà nel prossimo Congresso Mondiale sull’Acqua in Puglia, ha già raccolto oltre 500 contributi da 80 grandi aree metropolitane mondiali.
Ad aprire il dibattito è stata Svetlana Celli, Presidente dell’Assemblea Capitolina. Nel suo intervento, Celli ha sottolineato come l’acqua debba essere considerata una vera e propria infrastruttura naturale, essenziale per la resilienza urbana. “Roma vuole fare la propria parte e non si tirerà indietro“, ha dichiarato la Presidente, evidenziando l’ambizioso obiettivo di candidare Roma a “Capitale dell’Acqua” e ribadendo quanto sia strategica la sinergia con ACEA per l’ammodernamento, la digitalizzazione della rete e la sicurezza dell’approvvigionamento.
La complessità del tema ha richiesto un confronto a tutto campo. Il dibattito ha visto la partecipazione di figure di spicco a livello europeo, tra cui Nicolas Mourlon, CEO dell’Agenzia dell’Acqua Rhône-Méditerranée-Corse in Francia, e Maria Huerta, responsabile della Qualità del Ciclo Idrico dell’Area Metropolitana di Barcellona. In questo autorevole panel si è inserito l’intervento di Alessandro Rivera.
Il Presidente di ACEA ha introdotto un cambio di paradigma fondamentale: il passaggio dal concetto di “crisi idrica” a quello di “bancarotta idrica“. Continuare a parlare di crisi trasmette l’illusione di un’anomalia temporanea. La realtà, invece, è quella di un accumulo strutturale di squilibri tra la disponibilità della risorsa e l’invecchiamento delle infrastrutture.
Per colmare questo divario, il PNRR ha rappresentato un’opportunità irripetibile. “Nel solo settore idrico sono stati stanziati 4,3 miliardi di euro, trasformati in progetti concreti“, ha sottolineato Rivera. “Ma il punto, oggi, è guardare oltre il PNRR. Credo che l’Europa debba fare sulla resilienza idrica quello che ha saputo fare, in una fase precedente, sulle energie rinnovabili: definire una strategia comune, creare un quadro stabile di regole e incentivi e utilizzare le risorse pubbliche come leva per mobilitare investimenti molto più ampi“.
La transizione verso la sicurezza idrica richiede capitali e capacità industriale. ACEA si conferma non solo pronta, ma già in prima linea: soltanto nei primi sei mesi del 2026, il Gruppo ha investito oltre 660 milioni di euro. Le utility industriali, ha ricordato il Presidente, godono di una posizione peculiare che le rende i soggetti ideali per guidare questa trasformazione, essendo al contempo operatori industriali, concessionari di pubblico servizio e realtà profondamente radicate nei territori.
La prova tangibile di questo impegno si traduce in quella che Rivera ha definito “l’infrastruttura idrica del futuro”: il raddoppio del tronco superiore dell’Acquedotto del Peschiera. Si tratta del progetto idrico più rilevante attualmente in Europa, con un valore di 1,5 miliardi di euro. “Un’opera strategica per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento idrico del Lazio che serve oltre 4 milioni di persone in 150 comuni“, ha precisato Rivera. Non si tratta solo di grandi opere ingegneristiche, ma di “un’occasione unica per applicare nuove tecnologie avanzate sviluppate dal Gruppo Acea“, destinata a diventare un modello di eccellenza esportabile in tutto il mondo.
Il Forum si chiude dunque con una consapevolezza rinnovata, condivisa da istituzioni e gestori: il futuro dell’acqua si progetta oggi, unendo sforzi pubblici e privati.
Le dichiarazioni di Alessandro Rivera, Presidente di ACEA, ad Affaritaliani:
“Il cambiamento è strutturale: è il cambiamento climatico prima di tutto, che crea una situazione di nuova e rafforzata tensione nell’equilibrio delicato tra una risorsa essenziale come, come l’acqua, e l’infrastruttura e l’investimento che è necessario per renderla disponibile. La nostra convinzione è che occorra proseguire nella strada che è stata avviata con il PNRR, che ci ha fatto capire che con governance chiara, con obiettivi altrettanto chiari, con una tempistica definita, è possibile realizzare progetti ambiziosi e complessi”, ha dichiarato Rivera.
“Il nostro contributo è stato molto efficace, ma è stato efficace nell’intero settore idrico. Sono stati stanziati in Italia, col PNRR, 4,3 miliardi. Stiamo continuando a investire, nei primi sei mesi abbiamo investito 660 milioni, e adesso promuoviamo un rinnovato sforzo per adeguare l’infrastruttura alle nuove esigenze”, ha continuato Rivera.
“La nostra convinzione è che occorra rafforzare la consapevolezza di un investimento importante, e stiamo proponendo che questa venga portata avanti a livello europeo con una politica di investimento che riprenda un po’ quello che l’Europa ha fatto a suo tempo nelle energie rinnovabili: individuare una strategia chiara e condivisa, e definire un sistema di regole e di incentivi che siano in grado di mobilitare, oltre alle risorse private, anche le risorse pubbliche che diano il volano necessario a mettere a terra gli investimenti che occorrono”, ha concluso Rivera.


