Amplifon, via libera al bilancio 2025: dividendo da 0,29 euro e ricavi a 2,4 miliardi
L’Assemblea degli Azionisti di Amplifon, leader mondiale nelle soluzioni e nei servizi per l’udito, riunitasi oggi sotto la presidenza di Susan Carol Holland, ha approvato il bilancio al 31 dicembre 2025, deliberando inoltre la distribuzione di un dividendo pari a 0,29 euro per azione e adottando le ulteriori delibere previste all’ordine del giorno.
Sul fronte dei risultati consolidati, l’esercizio 2025 si è chiuso con ricavi pari a 2.395,7 milioni di euro, in aumento dell’1,7% a cambi costanti. L’andamento riflette il ritorno a una crescita organica positiva nella seconda parte dell’anno, accompagnato da un minore contributo legato alle variazioni di perimetro connesse al programma “Fit4Growth”. La performance organica è risultata complessivamente stabile rispetto al 2024, pur mostrando un miglioramento significativo nella seconda metà dell’esercizio, in un contesto di mercato ancora inferiore ai livelli storici e con una base comparativa particolarmente forte. Le acquisizioni realizzate soprattutto in Francia, Germania, Polonia, Stati Uniti e Cina hanno contribuito alla crescita per l’1,7%, includendo anche gli effetti della chiusura selettiva di circa 160 centri in dieci Paesi e della razionalizzazione del business wholesale in Cina nell’ambito del programma “Fit4Growth”. L’effetto cambi ha inciso negativamente per il 2,3%, in progressivo aumento nel corso dell’anno per via dell’apprezzamento dell’euro rispetto a dollaro statunitense, dollaro australiano e neozelandese, portando i ricavi a cambi correnti a un livello sostanzialmente stabile (-0,6%).
L’EBITDA adjusted si è attestato a 540,4 milioni di euro rispetto ai 566,1 milioni del 2024, registrando una flessione del 4,5%. Il margine sui ricavi è stato pari al 22,6% contro il 23,5% dell’anno precedente, principalmente per la minore leva operativa, la diluizione derivante dall’espansione del network diretto di Miracle-Ear negli Stati Uniti, il mix geografico dell’area EMEA e l’aumento degli investimenti marketing finalizzati al rafforzamento degli asset distintivi del Gruppo. L’EBITDA as reported è stato pari a 511,6 milioni di euro, dopo oneri non ricorrenti per 28,8 milioni legati principalmente al programma “Fit4Growth”.
L’utile netto adjusted ha raggiunto 159,2 milioni di euro, rispetto ai 188,1 milioni del 2024. La variazione è riconducibile principalmente alla contrazione dell’EBIT adjusted, a cui si aggiungono maggiori oneri finanziari e un aumento della pressione fiscale. Gli oneri finanziari, pari a 4,5 milioni di euro al netto degli adjustments, risultano influenzati dall’aumento dell’indebitamento, dagli interessi sul leasing e da effetti cambi legati alla volatilità valutaria in APAC e Nord America. Il tax rate adjusted si è attestato al 26,8%, rispetto al 26,1% del 2024, per effetto sia dell’andamento del business sia del venir meno di benefici fiscali registrati nell’esercizio precedente. L’utile netto as reported è stato pari a 91,3 milioni di euro (145,4 milioni nel 2024), con un tax rate salito al 30,5%. L’utile per azione adjusted è stato pari a 71,5 centesimi di euro, rispetto agli 83,3 centesimi del 2024.
Dal punto di vista patrimoniale e finanziario, il Gruppo conferma solidità e capacità di sostenere ulteriori opportunità di crescita. Il patrimonio netto al 31 dicembre 2025 è pari a 998,5 milioni di euro, in calo rispetto ai 1.150,2 milioni del 2024 principalmente per effetti cambio (-81,6 milioni), distribuzione dividendi (65,3 milioni) e riacquisto di azioni proprie (108,2 milioni). Il free cash flow adjusted è stato pari a 174,4 milioni di euro, sostanzialmente in linea con i 182,0 milioni del 2024. L’indebitamento finanziario netto è salito a 1.045,5 milioni di euro rispetto a 961,8 milioni di fine 2024, con leva finanziaria pari a 1,92x contro 1,63x dell’anno precedente e 2,09x al 30 settembre 2025, dopo investimenti, acquisizioni, dividendi e buyback per oltre 350 milioni. La capogruppo Amplifon ha registrato nel 2025 ricavi pari a 453,0 milioni di euro, in aumento rispetto ai 409,7 milioni del 2024, e un utile netto di 67,5 milioni contro 95,2 milioni dell’anno precedente.
In merito alla distribuzione dell’utile, l’Assemblea ha stabilito l’erogazione di un dividendo pari a 0,29 euro per azione, per un totale di 63.784.053,19 euro calcolato sul capitale sociale alla data odierna, con stacco cedola n. 19 fissato al 18 maggio 2026 e pagamento dal 20 maggio 2026. La parte residua dell’utile, pari a 3.749.710,81 euro, sarà portata a nuovo. L’importo complessivo del dividendo potrà variare in funzione del numero di azioni in circolazione alla data di pagamento, al netto delle azioni proprie, con eventuale copertura della differenza tramite riserve.
Nel corso dell’Assemblea è stata inoltre presentata la Rendicontazione Consolidata di Sostenibilità 2025, redatta secondo il D. Lgs. 125/2024 di recepimento della Direttiva CSRD 2022/2464/UE e approvata dal Consiglio di Amministrazione il 4 marzo 2026. Il documento, inserito nell’Annual Report, illustra i risultati dell’analisi di doppia materialità e lo stato di avanzamento del piano di sostenibilità “Listening Ahead”, avviato nel 2024 in coerenza con l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.
Per quanto riguarda la governance e le politiche retributive, l’Assemblea ha approvato un compenso complessivo per gli amministratori pari a 1.530.000 euro per il 2026, invariato rispetto all’anno precedente, e ha espresso voto favorevole sulla Politica di Remunerazione 2026 e sulla Relazione sui Compensi Corrisposti nel 2025. Sono stati inoltre approvati due piani di incentivazione azionaria: lo “Stock Grant Plan 2026-2031” destinato a dipendenti e collaboratori del Gruppo e il “Sustainable Value Sharing Plan 2026-2028”, destinato all’Amministratore Delegato, ai dirigenti con responsabilità strategiche e a risorse chiave, entrambi con delega al Consiglio di Amministrazione per la relativa attuazione.
Infine, l’Assemblea ha autorizzato un nuovo programma di buyback della durata di 18 mesi, con revoca del precedente piano in scadenza nell’ottobre 2026. L’autorizzazione consente l’acquisto e la successiva disposizione di azioni proprie fino a un massimo del 10% del capitale sociale, considerando anche le azioni già in portafoglio pari a 6.443.609 unità (2,846% del capitale). Il programma è finalizzato a supportare piani di incentivazione, eventuali assegnazioni gratuite ai soci e operazioni straordinarie, inclusi scambi o acquisizioni. Il prezzo di acquisto sarà determinato di volta in volta nel rispetto di un intervallo del 10% sopra o sotto il prezzo di riferimento del titolo nella seduta precedente ogni operazione.

