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ANIA a Roma per l’Insurance Summit: due giorni dedicati alla sostenibilità

ANIA e l’Insurance Summit, due giorni dedicati al tema della sostenibilità: dagli investimenti, ai cambiamenti climatici e al sistema di welfare

Un evento per discutere delle sfide che le nostre società devono affrontare. Si è tenuto a Roma l’Insurance Summit, manifestazione internazionale organizzata per la prima volta in Italia dall’ANIA. Il tema centrale del Summit è stato la sostenibilità e sono stati approfonditi gli aspetti legati agli investimenti, ai cambiamenti climatici e al sistema di welfare, evidenziando il contributo offerto dal mondo assicurativo. La prima giornata (18 ottobre), dal titolo "Ensuring a prosperous future for people and the planet", è stata organizzata con il supporto della Federazione Internazionale delle Associazioni Assicurative (GFIA), nell’ambito delle iniziative del G20, ed è stata dedicata all’analisi dello scenario internazionale. Durante la seconda (19 ottobre), invece, ci si è concentrati sul contesto italiano: le priorità del mercato, gli effetti della crisi economica generata dalla pandemia, le prospettive di rilancio anche alla luce delle misure previste dal PNRR. Al Summit sono intervenuti rappresentanti del Governo, vertici delle compagnie di assicurazione, e autorità nazionali e internazionali.

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Maria Bianca Farina, Presidente di ANIA

"Abbiamo fortemente voluto questo evento per discutere delle sfide che le nostre società devono affrontare - ha spiegato in apertura la Presidente di ANIA Maria Bianca Farina -, a partire dalla necessità di assicurare una crescita sempre più sostenibile. La mission delle assicurazioni è perfettamente in linea con il programma Presidenza Italiana del G20, articolato intorno al trinomio People, Planet e Prosperity. Le assicurazioni hanno ruolo di primo piano per crescita economica e transizione sostenibile (ambientale, sociale e finanziaria), per uscire dalla crisi sanitaria senza lasciare nessuno indietro né famiglie né aziende. Gli assicuratori possono offrire contributo significativo a transizione verso economia sostenibile, per il loro ruolo di investitori di medio/lungo termine, fornitori di protezione e per quanto fatto per sostenibilità. Industria assicurativa mondiale (+30mila mld $ di asset gestiti) ha capacità e interesse a investire in attività sostenibili e di lungo termine. Può aiutare a finanziare transizione verso economie a “emissioni zero”, più efficienti. È urgente rafforzare resilienza di imprese e famiglie attraverso maggiore diffusione di strumenti di mitigazione, prevenzione e trasferimento rischio. Le assicurazioni hanno un ruolo fondamentale per il Paese: supportano i cittadini nella pianificazione e gestione del risparmio, valorizzandolo per quando ce ne sarà più bisogno e garantendo sostenibilità finanziaria lungo il corso della vita".

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Philippe Donnet, Ceo Generali Group

"Non abbiamo chiuso il capitolo del Covid 19, non è stato completamente archiviato, dobbiamo quindi far sì che le nostre Pmi possano essere meglio attrezzate e strutturate per affrontare la crisi - ha detto Philippe Donnet, Ceo Generali Group, durante il Panel 1 (Sustainable Investment) del 18 ottobre -. Certamente non è il settore assicurativo che può affrontare tutto ciò da solo. Abbiamo bisogno del contributo degli Stati Membri e abbiamo bisogno del contributo dell'Unione Europea se vogliamo veramente poter promuovere e creare una soluzione per affrontare la pandemia nell'ambito di questo partenariato pubblico privato. Questo vale sul piano della protezione, tuttavia noi siamo esperti nella gestione delle attività negli investimenti e lo possiamo fare in modo molto rapido e tempestivo. Sappiamo scegliere quelle che sono le attività migliori e gli investimenti migliori, è molto più difficile per uno Stato saper come investire in modo tempestivo. E' importante che il flusso dei capitali sia velocissimo nell'economia reale. Noi possiamo collaborare, noi possiamo gestire fondi pubblici, possiamo anche co-investire i fondi pubblici, dirigendoli verso quelli che sono gli investimenti ottimali per le Pmi, per il settore sanitario, per il settore delle infrastrutture".

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Renaud Guidée, CRO AXA

"A proposito dei piani di cooperazione e transizione, sono tre i settori pilota su cui ci stiamo focalizzando noi di AXA - ha commentato Renaud Guidée, CRO AXA (Chair of the Net-Zero Insurance Alliance), durante il Panel 2 del 18 ottobre (Mitigating and adapting to climate change) -. Petrolio e gas, acciaio e l'aviazione. Noi crediamo che questi settori possano ridurre le emissioni. Vogliamo lavorare su questi settori per farne territori avanzati in cui possiamo testare e imparare, in modo da poter replicare, poi, il lavoro anche in altri settori".

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Matteo Del Fante, Amministratore Delegato e Direttore Generale Poste Italiane

"Purtroppo non abbiamo tanto tempo. Il tempo per la transizione energetica stringe e abbiamo un futuro comune - ha dichiarato Matteo Del Fante, Amministratore Delegato e Direttore Generale Poste Italiane, durante il suo intervento su "Il punto di vista degli Investitori istituzionali" il 19 ottobre -. Diversi elementi definiscono, in Poste italiane, l'investimento sostenibile, ad esempio conoscere, sposare e promuovere le migliori prassi sui mercati internazionali. Abbiamo aderito ai Principles for Responsible Investment delle Nazioni Unite e seguiamo fedelmente l'implementazione di altri elementi di financial disclosure, come quelli sul cambiamento climatico. Stiamo anche seguendo lo sviluppo delle tassonomie verdi della Commissione Europea, che sono elementi fondamentali anche nella valutazione degli investimenti di Next Generation Eu e del Pnrr italiano. Abbiamo cominciato a integrare queste tematiche nelle nostre politiche di investimento, creando nuove politiche specifiche, perché è importante che questi temi diventino ordinari e ben regolamentati anche internamente nei nostri processi". 

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Maria Luisa Gota, Fideuram Vita, Amministratore Delegato e Direttore Generale Intesa Sanpaolo Vita, Vice Direttore Generale Area controllate Vita

"Il settore assicurativo può fare una grande differenza in ragione proprio delle masse che ha in gestione - ha detto Maria Luisa Gota, Fideuram Vita, Amministratore Delegato e Direttore Generale Intesa Sanpaolo Vita, Vice Direttore Generale Area controllate Vita, nel Panel 1 del 19 ottobre sugli "Investimenti sostenibili" -. Sul mercato italiano, il settore Vita in particolare, ha riserve tecniche per più di 800 miliardi e un flusso di raccolta che è all'incirca 100 miliardi all'anno. Questo settore ha una potenza di fuoco se dirotta le risorse finanziarie verso determinati investimenti nell'ottica proprio della sostenibilità".  

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Isabella Fumagalli, Head of BNL BNPP Private Banking & Wealth Management

"Visto dalla prospettiva del mondo degli investimenti oggi c'è bisogno di investimenti in sostenibilità e la liquidità è disponiblie - ha commentato Isabella Fumagalli, Head of BNL BNPP Private Banking & Wealth Management -. Ce n'è tanta e per effetto di questo accumulo molto importante di autoassicurazione collegato all'incertezza dovuta alla pandemia, che porta sui conti degli italiani credo 1600 miliardi di euro in attesa di essere investiti, perché con l'aspettato aumento dell'infalzione rischiano di perdere il loro valore. Di questi 1600 miliardi, abbiam stimato che 40 miliardi degli italiani sono sostanzialmente per eccesso di risparmio che è avvenuto per effetto del lockdown, ma che non è detto che debbano ritrasformarsi in consumi. Possono molto facilemente essere destinati a degli investimenti".

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Andrea Montanino, Chief Economist Cassa Depositi e Prestiti, Presidente Fondo Italiano d’Investimento

"Io penso che ci siano una serie di aspetti da guardare quando pensiamo alla sostenibilità di un operatore produttivo - ha dichiarato Andrea Montanino, Chief Economist Cassa Depositi e Prestiti, Presidente Fondo Italiano d’Investimento -. Dobbiamo guardare intanto alla capacità di gestire cambiamenti climatici, perché è una cosa che riguarda chiunque. Dobbiamo guardare alla capacità di fare un uso efficente delle risorse naturali e dobbiamo guardare alla capacità di offrire condizioni adeguate di lavoro ai nostri dipendenti. Dobbiamo, infine, guardare a una adeguata gestione del rischio. Nessun operatore economico, nessuna impresa, si può dire sostenibile se non genera ricavi sufficienti, ma per farlo deve guardare a questi elementi".

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Giacomo Gigantiello, Amministratore Delegato AXA Italia

"Credo ci si stia muovendo nella direzione giusta, con qualche accorgimento di allineamento. Da una parte bisognerebbe ci fosse una maggiore convergenza su quello che è necessario fare, dall'altra parte potrebbe essere utile farlo in maniera molto più rapida - ha spiegato Giacomo Gigantiello, Amministratore Delegato AXA Italia, durante il Panel 2 (sui Cambiamenti climatici) del 19 ottobre -. La consapevolezza sta aumentando, sicuramente in tutte quante le istituzioni e gli individui, però è una consapevolezza abbastanza limitata. Deve crescere questa consapevolezza in maniera più importante. Dall'altra parte, proprio per la necessità di cambiare l'impatto di una crisi importantissima, bisogna cambiare tutto quanto il sistema economico-sociale".

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Alessandro Castellano, CEO Zurich Italia

"Siamo poco coerenti con quello che è l'approccio a tutto questa dimensione della sanità pubblica. Da una parte non riusciamo a renderci conto che la sanità pubblica ha un costo e questo questo costo viene pagato da noi perché paghiamo le tasse, per cui spesso in italia quando c'è un approccio che evidenzia la bontà del pubblico non capisce che pubblico e privato sono la stessa cosa - ha affermato Alessandro Castellano, CEO Zurich Italia, durante il Panel 3 (sul Welfare integrativo) del 19 ottobre -. Se guardiamo oggi la popolazione italiana ci sarebbe bisogno di un nuovo paradigma, un sistema diverso tra pubblico e privato, perché altrimenti continueremo ad avere gli stessi numeri.  Il cittadino non ha ancora capito cosa è il concetto di mutualità, forse colpa anche nostra. Sulle assicurazioni molti credono che siano qualcosa che da dei soldi che poi devono essere ridati con qualcosa in più. Ma non è così, le assicurazioni funzionano. In uno dei nostri prodotti per le organizzazioni con più di 100 persone, ad esempio, con una cifra modesta si possono assicurare tutte le persone di quella organizzazione a quelo che è il rischio di autosufficienza".  

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Paolo De Santis, Chief Health & Welfare Generali Italia

"L'innovazione che ha cambiato la nostra vita negli ultimi 150/200 anni nella sanità molto spesso si è tradotta in risultati di salute, ma poi il passo di cambiare la modalità di erogazione delle cure, per aumentare la produttività e ridurre i costi unitari di produzione, in sanità si è fatto molto meno - ha spiegato Paolo De Santis, Chief Health & Welfare Generali Italia -. L'erogazione delle cure non è andata alla stessa velocità con cui è andata la ricerca e la medicina. Viviamo in un momento in cui l'accelerazione di una serie di industrie ha il potere di rivoluzionare questo aspetto. Quello che si è visto nei giorni più bui della pandemia, quando tutte le compagnie assicurative hanno iniziato a fornire una serie di servizi su una scala ampia rispetto al passato (come i teleconsulti) questi possono avere una forte accelerazione. E' chiaro che tanto più il settore assicurativo ha un ruolo sulla presa in carico delle persone e il finaziamento di percorsi di cura, tanto più ha un interesse che le cure vengano ergoate con alta qualità a costi sotenibili".

 

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