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Bonifici in dieci secondi per legge. Ma l’antiriciclaggio impone ancora i suoi tempi

La legge impone accrediti rapidi e costi allineati ai bonifici ordinari, ma verifiche antiriciclaggio, controlli sull’identità e metodo di pagamento possono allungare l’attesa

Bonifici in dieci secondi per legge. Ma l’antiriciclaggio impone ancora i suoi tempi

Bonifici istantanei in dieci secondi, ma i controlli antiriciclaggio possono rallentare l’accredito

Chi ha un conto in banca può ormai spostare denaro in dieci secondi, a qualsiasi ora e nei festivi: il bonifico istantaneo è diventato un obbligo di legge per gli istituti dell’area euro. Ma “istantaneo” ha un confine preciso, ed è il controllo antiriciclaggio che ogni operazione deve superare prima di andare a buon fine. La domanda di rapidità, intanto, cresce: gli italiani tagliano acquisti e cene ma non rinunciano alle vacanze, e dallo stesso portafoglio digitale pretendono velocità e flessibilità.

Per legge l’accredito è in dieci secondi, ma con un tetto

Il Regolamento (UE) 2024/886 obbliga le banche dell’area euro a offrire il bonifico istantaneo allo stesso costo di quello ordinario, con un’applicazione scaglionata a partire dal 2025. Prima molti istituti applicavano una commissione aggiuntiva o lo proponevano solo in certi orari. Oggi l’accredito, basato sullo schema SEPA Instant, arriva entro dieci secondi, anche se restano i limiti di importo che ogni banca può fissare sulle singole operazioni. Sulla sicurezza dell’infrastruttura dei pagamenti vigila la Banca d’Italia.

Il vero collo di bottiglia è il controllo antiriciclaggio

Prima di autorizzare un pagamento, ogni intermediario verifica l’identità del cliente e la coerenza dei dati dell’operazione: sono gli obblighi KYC – “know your customer” – e antiriciclaggio, pensati per intercettare i flussi sospetti. Quando emergono importi anomali, conti appena attivati o dati da confermare, l’operazione resta sospesa finché le verifiche non si chiudono. Spesso è il primo pagamento a richiedere più tempo, perché impone il controllo dei documenti. Così “immediato” significa pochi secondi quando tutto torna, e diverse ore quando scatta una verifica.

Fuori dalle banche, l’attesa può allungarsi

Lo stesso meccanismo vale per molti servizi che gestiscono pagamenti online, dal commercio elettronico al gioco a distanza autorizzato, dove i tempi di accredito pesano sulla scelta dell’utente. Anche un prelievo che sembra immediato parte solo dopo le verifiche imposte dalla licenza.

Sui principali concessionari ADM l’accredito richiede dalle 12 alle 48 ore, con i portafogli elettronici come canale più rapido, come emerge confrontando l’opzione del prelievo immediato tra i diversi operatori autorizzati. Strumenti come PayPal o Skrill chiudono prima perché muovono il saldo all’interno del proprio circuito, senza passare ogni volta dai tempi bancari; il bonifico resta il più lento e gli importi minimi vanno in genere dai 5 ai 30 euro.

A decidere la velocità è il metodo di pagamento

Bonifico istantaneo, portafoglio elettronico e carta hanno tempi diversi, e su tutti pesano gli stessi controlli. L’etichetta “immediato” indica la condizione normale, quella che si verifica quando le verifiche non rilevano nulla da approfondire, nei pagamenti di ogni giorno come negli acquisti online.