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CDP e POLIMI, Impact Award 2026: premiati sette progetti per innovazione e sostenibilità 

Gorno Tempini (CDP): “La sfida più grande per aziende e Istituzioni è coniugare competitività e sostenibilità, garantendo una transizione che non lasci indietro nessuno”

CDP e POLIMI, Impact Award 2026: premiati sette progetti per innovazione e sostenibilità 

CDP, sette progetti premiati all’Impact Award 2026 per innovazione e sostenibilità: conclusa la seconda edizione del progetto promosso da POLIMI e Tiresia

CDP e POLIMI, Impact Award 2026: premiati sette progetti per innovazione e sostenibilità 

Sette progetti capaci di trasformare le sfide ambientali e sociali in opportunità concrete per persone, comunità e territori sono stati premiati in occasione della seconda edizione dell’Impact Award. Il riconoscimento, promosso da POLIMI Graduate School of Management in collaborazione con il centro di ricerca Tiresia e con il sostegno di Cassa Depositi e Prestiti, è stato consegnato durante un evento al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano.

Alla cerimonia hanno partecipato, tra gli altri, il Presidente di CDP Giovanni Gorno Tempini, l’Amministratore Delegato Dario Scannapieco e la Rettrice del Politecnico di Milano Donatella Sciuto. L’iniziativa è rivolta a PMI, pubbliche amministrazioni, infrastrutture ed enti di cooperazione internazionale che hanno siglato un accordo di finanziamento con CDP. I vincitori sono stati selezionati da una giuria composta da esperti di sostenibilità e innovazione provenienti dal mondo imprenditoriale, pubblico, accademico e dal terzo settore, a partire da una rosa di 20 finalisti.

Per il presidente di CDP Giovanni Gorno Tempini, la sfida principale per aziende e istituzioni è “coniugare competitività e sostenibilità, garantendo al tempo stesso una transizione che non lasci indietro nessuno”. Gorno Tempini ha sottolineato l’approccio “equilibrato e pragmatico” di CDP, orientato a facilitare l’accesso al credito e a indirizzare i finanziamenti verso progetti capaci di produrre impatti positivi.

L’Amministratore Delegato di CDP Dario Scannapieco ha evidenziato come vincitori e finalisti raccontino “casi concreti di realtà che progettano il futuro in chiave sociale e green”, generando impatti reali e misurati anche grazie alle metodologie di valutazione sviluppate con il Politecnico di Milano. Per Scannapieco, il compito di CDP è mettere a disposizione risorse e competenze per favorire “una transizione giusta”. La rettrice del Politecnico di Milano Donatella Sciuto ha invece richiamato il ruolo dell’università tecnologica nel generare conoscenza e opportunità per i territori. L’Impact Award, ha affermato, riconosce non solo i risultati ottenuti, ma anche il potenziale di crescita delle persone e delle iniziative premiate.

Tra i sette vincitori figura l’azienda Simpro, in Piemonte, premiata nella categoria PMI per la realizzazione di un edificio industriale progettato per azzerare quasi completamente i consumi energetici grazie a un impianto fotovoltaico, a un sistema geotermico e a strutture per la mobilità elettrica. Nella categoria Imprese Ambientale il riconoscimento è andato all’azienda Damiano, in Sicilia, per un progetto di efficientamento idrico del processo produttivo lungo la filiera della frutta secca, insieme alla digitalizzazione del magazzino e alla creazione di un reparto dedicato agli allergeni.

L’impresa Esaote, in Liguria, ha ricevuto il premio nella categoria Imprese Sociale per la creazione e commercializzazione di un dispositivo di risonanza magnetica destinato alla chirurgia del glioma cerebrale, sviluppato in collaborazione con neurochirurghi e con l’impiego di tecnologie innovative. Per la categoria Infrastrutture è stata premiata E-Distribuzione, nel Lazio, grazie agli investimenti nel potenziamento della rete di distribuzione elettrica nazionale, finalizzati a migliorare qualità ed efficienza del servizio e a rafforzare la resilienza climatica.

Nella categoria Pubblica Amministrazione Ambientale il premio è stato assegnato ad ABC Napoli, in Campania, per la realizzazione di una piattaforma di ultima generazione volta a ridurre le perdite della rete idrica, migliorando l’efficienza del servizio e la gestione sostenibile della risorsa acqua. ARCA Puglia Centrale, in Puglia, si è aggiudicata il riconoscimento per la Pubblica Amministrazione Sociale con un progetto di riqualificazione del patrimonio residenziale pubblico, dando priorità all’eliminazione delle barriere architettoniche e all’accessibilità degli alloggi.

Nella categoria Cooperazione internazionale, infine, è stata premiata XacBank, in Mongolia, per l’ampliamento del portafoglio prestiti a sostegno delle micro, piccole e medie imprese mongole, in particolare a guida femminile e giovanile e nelle aree rurali, oltre che di progetti green e della filiera del cashmere sostenibile. Nel corso della premiazione è stata presentata anche l’indagine “Sostenibilità, competitività e impatto”, curata da DOXA, parte del Gruppo IPSOS. La ricerca mostra come, in uno scenario globale segnato dall’incertezza, aziende ed enti locali orientati a investire in sostenibilità stiano dedicando maggiore attenzione alla dimensione sociale e di governance, senza però abbandonare la componente ambientale.

Secondo lo studio, tra le imprese, PMI incluse, la quota di chi intende aumentare nei prossimi tre anni gli investimenti nel benessere e nella tutela dei lavoratori raggiunge il 66%, in crescita rispetto al 44% registrato negli ultimi tre anni. Aumenta anche l’attenzione per salute e sicurezza dei dipendenti, indicata dal 53% delle realtà imprenditoriali contro il 44% del triennio precedente. Gli investimenti per migliorare la governance salgono al 39%, rispetto al 33%. La riduzione dell’impatto ambientale resta prioritaria, pur scendendo al 69% dall’89%. Anche tra gli enti locali emerge una maggiore attenzione alla componente sociale: il 35% dei Comuni che investono in sostenibilità intende rendere più attrattivi i propri territori attraverso infrastrutture e servizi, rispetto al 26% dei tre anni precedenti. Rimane invece costante, al 69%, l’impegno per la riduzione dell’impatto ambientale.

La sostenibilità, secondo l’indagine, non è più percepita soltanto come un fattore reputazionale, ma sempre più come una leva economicofinanziaria di mediolungo periodo. Per il 30% delle imprese contribuisce a migliorare le performance finanziarie, mentre per il 26% facilita l’accesso ai fondi pubblici ed europei. Resta però centrale il tema del supporto agli investimenti: l’81% delle aziende e il 93% dei Comuni ritiene necessario un sostegno in termini di risorse e competenze, soprattutto nella fase di progettazione tecnica ed economica.

L’intervista di Affaritaliani a Dario Scannapieco, Amministratore Delegato di CDP

Dario Scannapieco, Amministratore Delegato di CDP, ha dichiarato: “Oggi abbiamo presentato anche un’analisi realizzata da DOXA, dalla quale emerge come le imprese che dedicano maggiore attenzione alla responsabilità sociale e agli aspetti climatici e ambientali possano ottenere anche un vantaggio competitivo. Per Cassa Depositi e Prestiti è importante far conoscere queste bellissime storie che il nostro Paese è in grado di generare, ma anche contribuire a creare un fenomeno emulativo. Sul tema della misurazione dell’impatto, inoltre, abbiamo avviato una partnership con il Politecnico di Milano per affinare sempre di più le tecniche di valutazione”.

CDP deve raccontare ciò che fa non solo in termini di ritorno finanziario per i propri azionisti, ma anche in termini di benefici generati per l’economia e per la società italiana. Dietro questo lavoro c’è un impegno davvero enorme: si parte da centinaia di progetti che vengono analizzati, poi una giuria indipendente li seleziona fino ad arrivare ai finalisti. Oggi abbiamo scoperto chi sono i vincitori: sono tutte belle storie, che coprono l’intero Paese. Abbiamo ascoltato esperienze che vanno dalla Sicilia al Piemonte, a conferma della forza vitale dell’impresa italiana, che va sostenuta”, ha detto Scannapieco.

Oggi si passa sempre più da ESG a ESGH: ecologia, aspetti sociali, governance, ma anche dimensione umana. In un contesto in cui dovremo competere sempre di più per attrarre risorse di qualità, persone preparate e competenze, è necessario creare nelle aziende le condizioni affinché ciascuno possa dare il meglio di sé ed esprimere tutto il proprio potenziale. Questo significa che le imprese devono dedicare un’attenzione crescente alla valorizzazione e alla crescita dei talenti che hanno al proprio interno”, ha poi concluso Scannapieco.

L’intervista di Affaritaliani a Donatella Sciuto, Rettrice del Politecnico di Milano

Donatella Sciuto, Rettrice del Politecnico di Milano ha dichiarato: “Questo premio ha un nome importante, perché la parola ‘impatto’ è fondamentale per dimostrare la coerenza tra valori, principi e azioni effettivamente realizzate dalle aziende. Ciò che premiamo è proprio questa coerenza: la capacità delle imprese di generare valore per le persone, per le istituzioni e per i territori, producendo risultati concreti, duraturi e misurabili nel tempo. Per me l’impatto è la coerenza tra valori e azioni”.

Come Ateneo cerchiamo di promuovere questo approccio supportando ricercatori, dottorandi e, più in generale, tutta la comunità impegnata nella ricerca, affinché possa comprendere come trasformare i risultati scientifici in soluzioni capaci di generare un impatto concreto. Questo può avvenire a beneficio delle imprese, attraverso la valorizzazione della proprietà intellettuale, lo sviluppo di prototipi industrializzabili o la creazione di nuove iniziative”, ha detto Sciuto.

Abbiamo diversi ricercatori e gruppi di ricerca interessati a compiere questo passaggio, proprio per continuare a sviluppare i propri progetti e verificarne gli effetti concreti sulla società, sulle imprese e sui territori. Anche il tema dell’intelligenza artificiale e del suo consumo energetico rappresenta oggi un ambito di ricerca rilevante. Rendere gli algoritmi meno energivori”, ha proseguito Sciuto, “è una sfida aperta: lavorare su software a basso consumo energetico non è una novità, ma un campo che studiamo da molti anni, sia dal punto di vista dell’elettronica sia da quello del software”.

Naturalmente, i data center restano infrastrutture ad alto consumo energetico rispetto alle esigenze dei territori. Per questo è necessario essere molto cauti nel valutarne la localizzazione, affinché non sottraggano troppa energia o troppa acqua. Anche il consumo idrico, infatti, è un tema molto rilevante nello sviluppo dei data center”, ha poi concluso Sciuto.