Coldiretti: agricoltura e tabacchicoltura europea unite a Bruxelles contro politiche squilibrate - Affaritaliani.it

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Ultimo aggiornamento: 15:19

Coldiretti: agricoltura e tabacchicoltura europea unite a Bruxelles contro politiche squilibrate

Masiello (Coldiretti): "Se vengono meno le certezze economiche e regolatorie, viene meno anche la possibilità di costruire un futuro per la nuova generazione di agricoltori"

di Redazione Corporate

Coldiretti: migliaia di agricoltori europei a Bruxelles per chiedere politiche agricole e fiscali più eque e sostenere il futuro della tabacchicoltura

Migliaia di agricoltori italiani ed europei si sono ritrovati oggi davanti alle istituzioni comunitarie a Bruxelles per una manifestazione senza precedenti, con l’obiettivo di richiamare l’attenzione della Commissione Europea su politiche agricole, commerciali, fiscali e di bilancio più eque e coerenti con il lavoro degli agricoltori. “Questa mobilitazione rappresenta un momento straordinario e trasversale di partecipazione di tutti i sistemi agricoli europei”, dichiara Gennarino Masiello, Vice Presidente nazionale di Coldiretti e Presidente di UNITAB Europa. “L’agricoltura e la tabacchicoltura chiedono regole giuste, non ideologiche, e una reale valutazione degli impatti delle scelte politiche sull’occupazione, sulla competitività e sulla tenuta sociale delle aree rurali”.

Particolarmente significativa è stata la partecipazione del settore del tabacco greggio, con l’Italia in prima linea insieme agli altri Paesi produttori europei. “Le politiche agricole attuali continuano a penalizzare il tabacco all’interno della PAC”, spiega Masiello, “e la revisione della Direttiva sulle accise applicate al tabacco rischia di generare oneri sproporzionati per i coltivatori, distorcendo la concorrenza a favore delle importazioni da Paesi extra-UE con standard inferiori in materia sociale e ambientale”.

Secondo il Presidente di UNITAB Europa, il tabacco greggio è un prodotto agricolo a tutti gli effetti, capace di generare occupazione, sostenere filiere legali e competitive e promuovere investimenti in innovazione, sostenibilità e responsabilità sociale. Politiche settoriali squilibrate rischiano invece di favorire il mercato illecito dei prodotti finiti, scoraggiare occupazione e investimenti e compromettere il presidio economico e sociale di molte aree rurali europee. Un aspetto centrale riguarda anche il ricambio generazionale nelle campagne: “Molti giovani hanno scelto di investire nel tabacco greggio perché inseriti in filiere organizzate e orientate al futuro. Se vengono meno le certezze economiche e regolatorie, viene meno anche la possibilità di costruire un futuro per la nuova generazione di agricoltori”, sottolinea Masiello.