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Edison, nel primo semestre 2026 ricavi a €8,9 miliardi e utile a €100 milioni

Ricavi a 8,9 miliardi di euro, utile netto a 100 milioni e investimenti in crescita a sostegno delle rinnovabili

Edison, nel primo semestre 2026 ricavi a €8,9 miliardi e utile a €100 milioni
Edison, sede

Edison: chiuso il primo semestre con ricavi a €8,9 miliardi, utile a €100 milioni ed EBITDA a €607 milioni

Edison chiude il primo semestre del 2026 con ricavi per 8,96 miliardi di euro, un margine operativo lordo di 607 milioni e un utile netto di gruppo pari a 100 milioni. I risultati, approvati dal Consiglio di amministrazione nella Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno, risentono della volatilità dei mercati energetici, delle tensioni geopolitiche, della crescente competizione commerciale in Italia e della minore disponibilità di risorsa idrica.

I ricavi risultano in flessione rispetto ai 9,45 miliardi registrati nello stesso periodo del 2025, principalmente a causa della contrazione delle vendite di gas sul mercato all’ingrosso. L’Ebitda scende invece dai 736 milioni del primo semestre dello scorso anno agli attuali 607 milioni, mentre l’utile netto passa da 178 a 100 milioni di euro.

A pesare sulla redditività del gruppo è stata soprattutto la riduzione del 27,2% della produzione idroelettrica, conseguenza delle minori precipitazioni e di livelli degli invasi inferiori di circa il 40% rispetto al primo semestre del 2025. Al risultato hanno inoltre contribuito negativamente i minori volumi di gas ricevuti dal Qatar, dopo la cancellazione di 24 carichi di gas naturale liquefatto per cause di forza maggiore nel periodo compreso tra aprile e la fine di settembre.

Al 28 luglio, Edison aveva sostituito 17 dei carichi cancellati, corrispondenti a circa 1,6 miliardi di metri cubi di gas naturale, confermando la propria capacità di reperire forniture alternative e di rispettare gli impegni commerciali assunti con i clienti. Sui conti ha inciso anche l’adesione volontaria di Edison Energia alle misure previste dal Decreto Bollette a sostegno dei clienti retail più vulnerabili, insieme all’aumento della concorrenza nei segmenti business-to-consumer e business-to-business, nei quali il gruppo opera anche attraverso Edison Next.

Questi effetti sono stati parzialmente compensati dalla crescita della produzione termoelettrica, aumentata del 7,1%, e dall’incremento del 23,3% della produzione eolica e fotovoltaica. Il risultato è stato favorito dalla maggiore ventosità e dall’entrata in funzione di nuovi impianti per circa 200 megawatt di capacità aggiuntiva.

Un contributo positivo è arrivato anche dall’apertura strutturale del canale di approvvigionamento di gas naturale liquefatto dagli Stati Uniti, avviato nel maggio del 2025. Complessivamente, le attività rinnovabili e quelle dedicate a clienti e servizi hanno generato il 45% dell’Ebitda di Edison, in linea con il percorso che punta a portare questa quota al 70% entro il 2030.

Il risultato operativo si è attestato a 203 milioni di euro, rispetto ai 302 milioni del primo semestre del 2025. Il dato comprende ammortamenti per 280 milioni e oneri non ricorrenti per 71 milioni legati alle attività di rigenerazione territoriale. Il risultato netto delle attività in continuità è stato invece pari a 122 milioni, in calo rispetto ai 169 milioni dello stesso periodo dello scorso anno.

Nonostante la riduzione dei risultati economici, Edison ha aumentato gli investimenti del 13%, portandoli a 315 milioni di euro. Le risorse sono state destinate principalmente alla crescita organica delle fonti rinnovabili e allo sviluppo delle attività Clienti e Servizi. Il 79% degli investimenti risulta inoltre allineato agli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. La posizione finanziaria al 30 giugno presenta un saldo a credito di 254 milioni di euro, in miglioramento rispetto ai 219 milioni registrati alla fine del 2025, grazie ai robusti flussi di cassa generati dalle attività operative.

I risultati si inseriscono in un mercato energetico italiano caratterizzato da una ripresa della domanda elettrica. Nei primi sei mesi del 2026 i consumi sono cresciuti del 2,5%, raggiungendo 156,7 terawattora. La produzione termoelettrica è aumentata dell’1%, arrivando a coprire oltre il 46% del fabbisogno nazionale, mentre quella idroelettrica ha registrato una contrazione del 19,4%. In forte crescita le fonti rinnovabili non programmabili, con l’eolico in aumento del 16,4% e il fotovoltaico del 19,2%, anche grazie all’entrata in funzione di nuove installazioni. La produzione nazionale ha soddisfatto l’84% della domanda elettrica, mentre le importazioni dall’estero sono salite del 7,3%, concorrendo alla copertura del restante 16%.

Sul fronte dei prezzi, il Prezzo unico nazionale dell’energia elettrica si è attestato mediamente a 127,2 euro per megawattora, con una crescita del 6,4% rispetto al primo semestre del 2025. L’aumento è legato ai maggiori costi della generazione termoelettrica e alla crescita dei prezzi del gas successiva allo scoppio del conflitto in Medio Oriente alla fine di febbraio. La domanda italiana di gas è rimasta sostanzialmente stabile a 33,5 miliardi di metri cubi. Gli utilizzi termoelettrici sono cresciuti del 4,4%, mentre i consumi industriali sono rimasti invariati e quelli residenziali hanno registrato una flessione dell’1,6%.

Il prezzo medio del gas al Punto di scambio virtuale è salito del 2,1%, attestandosi a 46,8 centesimi di euro al metro cubo. Sulla dinamica hanno pesato l’escalation del conflitto in Medio Oriente, le difficoltà nel transito dei carichi di Gnl attraverso lo Stretto di Hormuz, i danni alle infrastrutture energetiche della regione e la maggiore competizione tra Europa e Asia per le forniture spot.

Nel corso del semestre Edison ha proseguito il proprio piano di sviluppo nelle energie rinnovabili, nel biometano e nei servizi di efficienza energetica. Tra gli interventi principali figura il completamento del rinnovamento del parco eolico del gruppo in Abruzzo, che ha portato la capacità installata da 114 a 186 megawatt, con un investimento complessivo superiore a 200 milioni di euro.

La ricostruzione degli impianti ha permesso di ridurre del 73% il numero degli aerogeneratori, sostituendo 173 turbine con 47 macchine di nuova generazione. La produzione è aumentata di due volte e mezzo, fino a 355 gigawattora all’anno, una quantità equivalente al fabbisogno di oltre 131 mila famiglie, con emissioni evitate per 148 mila tonnellate di anidride carbonica all’anno.

Il gruppo ha inoltre avviato la produzione dell’impianto di biometano Eli Fraschetta, in provincia di Alessandria, la cui capacità è stata raddoppiata a 4 milioni di metri cubi all’anno, sufficienti a coprire i consumi medi di circa 3.500 famiglie. A Zinasco, in provincia di Pavia, è stato invece collegato alla rete un impianto in grado di produrre circa 2 milioni di metri cubi di biometano all’anno.

Nel semestre Edison ha anche avviato nuovi cantieri fotovoltaici ed eolici per oltre 160 megawatt e ha sottoscritto, insieme a EDF, Nuward e agli operatori della filiera nucleare italiana, una dichiarazione di intenti per lo sviluppo congiunto di un impianto nucleare europeo basato sulla tecnologia degli Small Modular Reactor, con l’obiettivo di avere i primi impianti operativi nel 2035.

Alla luce del protrarsi delle tensioni geopolitiche, dell’elevata volatilità dei prezzi, della forte competizione commerciale e delle condizioni di idraulicità inferiori alle medie trentennali, Edison ha rivisto al ribasso le previsioni per l’intero esercizio. La società stima ora un Ebitda per il 2026 compreso tra 1,1 e 1,2 miliardi di euro.