Esprinet, chiude il 2025 con ricavi a 4,29 miliardi e utile netto a 20,2 milioni. Proposto dividendo di 0,35 euro e avviati il processo di sostituzione dell’AD
Il Consiglio di amministrazione di Esprinet ha approvato il bilancio consolidato e il progetto di bilancio di esercizio al 31 dicembre 2025, redatti in conformità con i principi contabili internazionali IFRS. Il gruppo, attivo in Sud Europa nella distribuzione di prodotti high tech e nella fornitura di applicazioni e servizi per la trasformazione digitale e la green transition, ha chiuso l’esercizio con ricavi da contratti con clienti pari a 4.292,1 milioni di euro, in crescita del 4% rispetto ai 4.141,6 milioni del 2024.
L’EBITDA adjusted si è attestato a 69,7 milioni di euro, sostanzialmente in linea con i 69,5 milioni dell’anno precedente, mentre il risultato netto è stato pari a 20,2 milioni di euro, rispetto ai 21,5 milioni del 2024. La posizione finanziaria netta è risultata negativa per 43,8 milioni di euro, a fronte di un saldo negativo di 36,2 milioni al 31 dicembre 2024 e di 287,2 milioni al 30 settembre 2025. Sul fronte della remunerazione agli azionisti, il Consiglio di amministrazione ha deliberato di proporre all’assemblea un dividendo pari a 0,35 euro per azione, con un pay-out ratio superiore all’85%. In caso di approvazione, il pagamento è previsto dal 6 maggio 2026, con stacco cedola il 4 maggio e record date il 5 maggio.
Alessandro Cattani, Amministratore Delegato di ESPRINET: “Chiudiamo il 2025 con un EBITDA in linea con la parte alta della forchetta di redditività dichiarata a maggio del 2025. Abbiamo ulteriormente rafforzato la nostra posizione competitiva nei mercati di riferimento con una crescita del 4% dei ricavi ma soprattutto con una forte accelerazione nei segmenti alto-marginanti su cui stiamo investendo da tempo. Il processo di ottimizzazione del capitale circolante netto è proseguito con un’ulteriore riduzione, anche nell’ultimo trimestre, del suo ciclo di durata. Stiamo misurando un miglioramento del mercato italiano, piuttosto debole nel corso del 2025, e continuiamo a registrare una eccellente performance di quello iberico e questo ci fa guardare con fiducia alle opportunità del 2026 pur in presenza di nuove turbolenze geopolitiche”.
Per area geografica, i ricavi contabili hanno mostrato un andamento differenziato: in Italia sono stati pari a 2.721,0 milioni di euro, sostanzialmente stabili rispetto ai 2.715,7 milioni del 2024; in Spagna sono saliti a 1.765,4 milioni da 1.608,4 milioni, con una crescita del 10%; in Portogallo hanno raggiunto 106,0 milioni da 72,2 milioni, in aumento del 47%; in Marocco si sono attestati a 23,7 milioni, contro 19,4 milioni dell’anno precedente, in crescita del 22%. I ricavi lordi complessivi sono stati pari a 4.616,0 milioni di euro, contro 4.415,7 milioni del 2024. Guardando alle linee di business, nel perimetro della divisione Esprinet, che presidia la distribuzione tradizionale di prodotti di information technology e consumer electronics, i ricavi lordi degli Screens, PC, tablet e smartphone, sono cresciuti del 5% rispetto al 2024, trainati soprattutto dal ciclo di refresh dei personal computer. In calo invece il segmento Devices, che ha registrato una flessione del 7%.
La divisione V-Valley, focalizzata su soluzioni avanzate per digitalizzazione, cloud computing e cybersecurity, ha messo a segno un aumento dei ricavi dell’11%. I ricavi di Solutions e Servizi, dopo l’applicazione del principio contabile IFRS 15, si sono attestati a 907,4 milioni di euro, con un’incidenza sulle vendite totali salita al 21%, dal 20% del 2024. Crescita anche per Zeliatech, la divisione nata nel 2024 per presidiare la convergenza tra digitale e green economy, che ha raggiunto 200,2 milioni di euro di ricavi, in aumento del 18%. Per tipologia di clientela, il segmento Consumer, rappresentato da retailer ed e-tailer, ha chiuso a 1.425,3 milioni di euro, in linea con il 2024, mentre il segmento Business, riferito agli IT reseller, è salito a 3.190,7 milioni, con una crescita del 7%.
Dal punto di vista reddituale, il margine commerciale lordo è stato pari a 237,2 milioni di euro, in aumento del 3% rispetto ai 229,6 milioni del 2024, con un margine percentuale sostanzialmente stabile al 5,53% rispetto al 5,54% dell’anno precedente. L’EBIT adjusted si è attestato a 45,3 milioni di euro, in calo del 2% rispetto ai 46,2 milioni del 2024, anche per effetto della crescita degli ammortamenti, dovuta principalmente al diritto d’uso del nuovo magazzino italiano di Tortona avviato a settembre 2024. L’utile ante imposte è salito a 31,6 milioni di euro, in aumento del 9% rispetto ai 28,9 milioni del 2024.
L’utile netto per azione ordinaria è risultato pari a 0,41 euro, contro 0,44 euro del 2024. Il cash conversion cycle ha chiuso a 26 giorni, in miglioramento di 2 giorni rispetto al terzo trimestre del 2025 ma in aumento di 4 giorni rispetto al quarto trimestre del 2024. Il patrimonio netto si è attestato a 389,5 milioni di euro, sostanzialmente stabile rispetto ai 389,2 milioni di fine 2024. Il ROCE è sceso al 6,1%, dall’8,3% dell’anno precedente.
Per quanto riguarda la capogruppo Esprinet Spa, i ricavi da contratti con clienti sono stati pari a 2.092,2 milioni di euro, in calo del 10% rispetto ai 2.315,9 milioni del 2024. La riduzione è stata attribuita ai conferimenti dei rami di business Green Tech e Solutions, effettuati nel 2024 a favore di Zeliatech S.r.l. e V-Valley S.r.l., entrambe controllate al 100%. L’EBITDA adjusted di Esprinet Spa è sceso a 15,4 milioni di euro dai 24,3 milioni del 2024, mentre il risultato netto è tornato positivo a 5,2 milioni di euro, rispetto alla perdita di 15,2 milioni registrata l’anno precedente.
Il gruppo ha inoltre comunicato la convocazione dell’assemblea ordinaria degli azionisti per il 23 aprile 2026 alle ore 11:30, in unica convocazione. All’ordine del giorno figurano, tra gli altri punti, l’approvazione del bilancio di esercizio al 31 dicembre 2025, la destinazione del risultato, la distribuzione del dividendo, la nomina di un nuovo amministratore, la relazione sulla politica di remunerazione e la proposta di autorizzazione all’acquisto e alla disposizione di azioni proprie.
Su quest’ultimo fronte, il Consiglio di amministrazione ha deliberato di sottoporre all’assemblea la proposta di autorizzazione all’acquisto e alla disposizione di azioni proprie, previa revoca della precedente autorizzazione conferita il 17 aprile 2025 per la parte non eseguita. La proposta prevede che il numero massimo di azioni acquistabili in 18 mesi sia pari al 5% del capitale sociale, senza computare le azioni proprie già in portafoglio alla data della delibera. Alla data del comunicato, la società possiede 974.915 azioni proprie, pari all’1,93% del capitale sociale.
Il gruppo ha infine annunciato l’attivazione del piano di successione al vertice. Giovanni Testa, già direttore generale del gruppo, assumerà la carica di amministratore delegato a partire dal mese di maggio 2026. Con questa nomina si conclude il processo di successione di Alessandro Cattani, che ha ricoperto il ruolo di amministratore delegato per oltre 25 anni. Cattani cesserà dalla carica di consigliere e consigliere delegato dal giorno dell’assemblea del 23 aprile 2026, mentre il rapporto di lavoro subordinato e tutti gli incarichi all’interno delle società del gruppo termineranno dal 30 aprile 2026.
Nel delineare lo scenario per il 2026, Esprinet evidenzia che l’avvio dell’anno è stato segnato da un rapido deterioramento del quadro geopolitico, con l’esplosione del conflitto in Medio Oriente. Il gruppo sottolinea che le implicazioni restano difficili da valutare e richiama possibili rischi legati a shock energetici, aumenti dei costi di trasporto, pressioni inflazionistiche e potenziali interruzioni delle catene di fornitura. Pur invitando alla prudenza nelle valutazioni di breve termine, Esprinet afferma che “non sono misurabili impatti diretti sul business del Gruppo”, mentre restano solide le dinamiche strutturali a supporto degli investimenti in innovazione e modernizzazione.
Sul fronte della sostenibilità, il 2025 ha segnato il consolidamento del percorso del gruppo, con il primo reporting pienamente conforme alla CSRD. Esprinet ha mantenuto il rating B di CDP per cambiamento climatico e sicurezza idrica e ha ottenuto la certificazione nazionale per la parità di genere UNI/PdR 125:2022.

