Forme nel Verde 2026, DEAS investe sui giovani artisti: Rosi Fontana elogia il sostegno di Stefania Ranzato alla cultura
Sostenere l’arte significa anche creare occasioni concrete per le nuove generazioni. È il messaggio lanciato da Rosi Fontana, da 45 anni attiva nel mondo dell’arte e dal 2021 impegnata nella cura e nell’organizzazione di Forme nel Verde, la storica rassegna di San Quirico d’Orcia dedicata al dialogo tra scultura, natura e paesaggio. Fontana ha voluto ringraziare pubblicamente Stefania Ranzato, fondatrice e proprietaria di DEAS, per aver sostenuto l’edizione 2026 della manifestazione e, in particolare, per aver contribuito a offrire agli studenti delle Accademie di Belle Arti italiane uno spazio espositivo di prestigio.
“Quando un’impresa decide di sostenere un progetto culturale compie certamente un investimento economico, ma soprattutto una scelta di responsabilità civile”, ha dichiarato Fontana. “Stefania Ranzato ha dimostrato di credere profondamente che il talento dei giovani debba trovare occasioni concrete per emergere, confrontarsi e crescere”. Giunta alla cinquantacinquesima edizione, Forme nel Verde è uno degli appuntamenti italiani più longevi dedicati all’arte ambientale. Da oltre mezzo secolo, gli Horti Leonini e il centro storico di San Quirico d’Orcia ospitano opere e installazioni capaci di dialogare con il patrimonio architettonico e naturalistico della Val d’Orcia.

L’edizione 2026 ha affiancato agli artisti già affermati una sezione dedicata alle nuove generazioni, offrendo agli studenti delle Accademie di Belle Arti la possibilità di presentare il proprio lavoro in un contesto di rilievo nazionale. Secondo Fontana, il valore dell’iniziativa consiste proprio nella capacità di creare opportunità prima ancora di chiedere risultati. “Stefania Ranzato appartiene a quella categoria di persone che guardano lontano. La sua sensibilità va oltre il mecenatismo tradizionale: vede nella cultura uno strumento di crescita umana e nella valorizzazione dei giovani un investimento strategico per il Paese”.
Il sostegno alla manifestazione si inserisce nel percorso imprenditoriale di Ranzato, maturato nel settore della cybersicurezza. Un ambito apparentemente distante dall’arte, ma che, secondo la curatrice, condivide con la cultura una stessa attenzione verso la ricerca, la formazione e lo sviluppo delle persone. “Nella sua azienda il capitale umano viene prima della tecnologia, perché è la persona a dare valore agli strumenti, non il contrario”, ha sottolineato Fontana. “Ritrovare questa stessa filosofia in un progetto culturale significa comprendere che arte, ricerca, formazione e innovazione parlano la stessa lingua: quella della crescita dell’uomo”.
Il sostegno agli studenti assume un significato ancora più rilevante in una fase nella quale molti giovani artisti incontrano difficoltà nell’accedere a spazi espositivi, confrontarsi con il pubblico e costruire una rete professionale. Offrire loro una vetrina nazionale significa, secondo Fontana, riconoscere dignità al lavoro svolto, rafforzarne la fiducia e dimostrare che il merito può incontrare soggetti disposti a sostenerlo.

Il contributo di DEAS viene presentato anche come un esempio di collaborazione tra pubblico e privato. Le imprese, infatti, possono partecipare alla costruzione del patrimonio culturale non soltanto attraverso il finanziamento degli eventi, ma condividendone obiettivi e valori. “La sua attenzione verso i giovani non nasce da una logica di immagine, ma da una convinzione autentica: ogni talento valorizzato oggi rappresenta una ricchezza per la società di domani”, ha affermato Fontana. Il sostegno economico si trasforma così in una concreta opportunità di crescita, capace di produrre effetti che vanno oltre la durata della manifestazione. Per gli studenti, l’esposizione rappresenta infatti un’occasione per misurarsi con un pubblico più ampio, entrare in contatto con professionisti del settore e presentare le proprie opere all’interno di una rassegna consolidata.
“Chi investe nella cultura investe nella libertà di pensiero, nella creatività e nella capacità delle nuove generazioni di immaginare il futuro”, ha concluso la curatrice. Secondo Fontana, il valore più importante del sostegno offerto da Stefania Ranzato resterà anche dopo la chiusura dell’edizione 2026: aver dato ai giovani artisti non soltanto uno spazio fisico, ma un segnale di fiducia nelle loro capacità. La manifestazione è ancora in corso e sta registrando un’affluenza elevata. Gli organizzatori guardano già alla prossima edizione, con l’obiettivo di riunire nuovamente giovani talenti, imprenditori e rappresentanti delle istituzioni in un ecosistema costruito attorno all’arte, alla formazione e alla valorizzazione della bellezza.

