Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Corporate – Il giornale delle imprese » Generali Italia, in Piemonte il welfare aziendale cresce e diventa leva strategica per le PMI

Generali Italia, in Piemonte il welfare aziendale cresce e diventa leva strategica per le PMI

Monacelli (Generali Italia): “I dati del Piemonte confermano una tendenza ormai chiara in tutto il Paese: il welfare aziendale è diventato una leva strategica capace di coniugare competitività, benessere delle persone e impatto sociale”

Generali Italia, in Piemonte il welfare aziendale cresce e diventa leva strategica per le PMI

Generali Italia, presentato a Pollenzo il Rapporto Welfare Index PMI Piemonte: oltre 7 imprese su 10 hanno raggiunto un livello medio di welfare e il 17,4% adotta un modello strategico

Il welfare aziendale si conferma sempre più integrato nelle strategie d’impresa, con effetti positivi su crescita, occupazione, benessere dei lavoratori e sviluppo del territorio. Generali Italia ha presentato a Pollenzo, in provincia di Cuneo, il nuovo Rapporto Welfare Index PMI Piemonte, nell’ambito della tappa territoriale dedicata al confronto tra imprese, istituzioni e protagonisti del territorio sul ruolo del welfare aziendale nella competitività, nel benessere delle persone e nello sviluppo sostenibile delle comunità locali. 

Ad aprire i lavori è stata Barbara Lucini, Responsabile Country Sustainability & Social Responsibility di Generali Italia, seguita dai saluti istituzionali di Walter Gramaglia, assessore del Comune di Bra, e di Daniela Cameroni, assessora della Regione Piemonte. L’incontro è poi entrato nel vivo con la presentazione del Rapporto Welfare Index PMI Piemonte, affidata a Enea Dallaglio di MBS Consulting – Gruppo Cerved, e con la tavola rotonda dedicata ai Welfare Champions, moderata da Barbara Ambrogioni, Responsabile Health&Welfare Services and Marketing di Generali Welion.

L’incontro è poi entrato nel vivo con la presentazione del Rapporto Welfare Index PMI Piemonte, affidata a Enea Dallaglio di MBS Consulting – Gruppo Cerved, e con la tavola rotonda dedicata ai Welfare Champions, moderata da Barbara Ambrogioni, Responsabile Health&Welfare Services and Marketing di Generali Welion. Sul palco, i rappresentanti delle aziende coinvolte si sono confrontati sulle misure di welfare adottate nelle rispettive realtà, raccontando l’esperienza maturata sul campo e gli effetti positivi osservati concretamente sui lavoratori e sull’organizzazione aziendale. A completare il confronto, sono state trasmesse anche le testimonianze video di alcuni dipendenti, che hanno raccontato in prima persona i benefici ottenuti grazie alle iniziative di welfare introdotte nelle aziende.

I dati restituiscono un quadro di progressiva maturazione del welfare nelle piccole e medie imprese piemontesi. Oltre 7 PMI su 10 hanno infatti raggiunto almeno un livello medio di welfare aziendale, mentre il 17,4% rientra nella categoria del cosiddetto welfare strategico, che integra le iniziative rivolte ai lavoratori con obiettivi di competitività, gestione e impatto sociale. 

Il Piemonte si inserisce in un trend ormai consolidato anche a livello nazionale. Nel 2026 il 76,5% delle PMI italiane ha raggiunto almeno un livello medio di welfare, mentre la quota delle imprese con livelli alto e molto alto è salita dal 10,3% del 2016 al 33,9%. Nello stesso periodo, le aziende che adottano un welfare strategico sono passate dall’8,5% al 19%. 

A livello regionale emergono inoltre indicatori occupazionali superiori alla media italiana. Il tasso di occupazione in Piemonte si attesta al 68,9%, contro il 62,5% nazionale; l’occupazione femminile raggiunge il 63%, rispetto al 53,8% della media italiana, mentre quella giovanile arriva al 38,6%, contro il 33,1% nazionale. 

Il Rapporto evidenzia anche una relazione positiva tra livello di welfare e performance d’impresa. Nelle aziende piemontesi con welfare elevato, il fatturato per addetto raggiunge in media 356 mila euro, rispetto ai 230 mila euro delle imprese con welfare iniziale. Il margine operativo lordo per addetto passa da 14 mila a 36 mila euro, mentre la crescita occupazionale sale dal +3,3% al +10,5%. 

Tra gli ambiti nei quali le imprese piemontesi risultano maggiormente attive figurano salute e assistenza, conciliazione vita-lavoro, previdenza e protezione. In particolare, il 59,7% delle aziende realizza iniziative nell’area salute e assistenza, con una diffusione superiore alla media nazionale. Cresce inoltre l’attenzione verso il territorio, attraverso il coinvolgimento di fornitori locali, il sostegno alle comunità e la collaborazione con realtà non profit. 

“I dati del Piemonte confermano una tendenza ormai chiara in tutto il Paese: il welfare aziendale è diventato una leva strategica capace di coniugare competitività, benessere delle persone e impatto sociale“, hanno sottolineato Massimo Monacelli, General Manager di Generali Italia, e Barbara Lucini, Responsabile Country Sustainability & Social Responsibility di Generali Italia. Secondo i due manager, le imprese più mature non si limitano ad ampliare le iniziative, ma le costruiscono a partire dall’ascolto dei bisogni e le integrano nei propri modelli di gestione.  La tappa piemontese del Welfare Index PMI ha previsto anche un confronto con imprese e operatori del territorio, con una tavola rotonda dedicata ai “Welfare Champions”. I lavori si sono conclusi con l’intervento di Massimo Monacelli. 

Promosso da Generali con la partecipazione di Confindustria, Confagricoltura, Confartigianato, Confprofessioni e Confcommercio, Welfare Index PMI analizza da dieci anni l’evoluzione del welfare nelle piccole e medie imprese italiane, prendendo in considerazione dieci aree, dalla salute e assistenza alla conciliazione vita-lavoro, fino al welfare di comunità.

L’intervista di Affaritaliani a Massimo Monacelli, General Manager di Generali Italia

Dal rapporto Welfare Index PMI Piemonte emerge che le imprese con un welfare più evoluto registrano performance economiche e occupazionali migliori. In che modo il welfare aziendale può diventare una leva concreta di crescita e competitività per le piccole e medie imprese?

“Innanzitutto il welfare è già oggi una leva fondamentale di crescita, le imprese che presentano livelli più elevati di welfare registrano anche una maggiore produttività e un più forte coinvolgimento delle persone. Esiste quindi una correlazione molto stretta tra il welfare e lo stato di salute delle imprese. Questo dimostra come il coinvolgimento dei dipendenti non sia semplicemente un atto di generosità imprenditoriale, ma rappresenti una vera leva strategica per la crescita delle aziende”, ha dichiarato Monacelli.

“Un elemento ancora più significativo considerando il peso delle piccole e medie imprese nel sistema produttivo italiano. Proprio per questo Generali lavora da circa dieci anni sul tema del welfare, partendo anche dalla necessità di aumentare la consapevolezza tra le imprese. Riteniamo che creare consapevolezza faccia parte del nostro ruolo di partner del Paese. Per questo portiamo avanti Welfare Index PMI, che permette di rilevare lo stato di evoluzione e di crescita del welfare in Italia”, ha spiegato Monacelli.

Generali vive inoltre direttamente le politiche di welfare al proprio interno, con oltre 13mila dipendenti in Italia. Per il gruppo, spiega Monacelli, il welfare rappresenta un patrimonio comune sul quale continuare a investire per migliorare i servizi offerti alle persone. Allo stesso tempo, la compagnia propone alle imprese soluzioni e piattaforme che possano facilitare l’accesso ai servizi di welfare e accompagnare le aziende che intendono intraprendere questo percorso.

“Abbiamo inoltre un ruolo molto importante nelle comunità e nei territori, che svolgiamo attraverso la nostra rete di agenti, presente in maniera capillare in tutta Italia. Grazie alla loro consulenza, il welfare può tradursi concretamente in soluzioni per le imprese e per il Paese”. Monacelli ha sottolineato infine, la rilevanza sociale del fenomeno: le PMI italiane impiegano una quota molto ampia di lavoratori e, considerando anche le loro famiglie, le politiche di welfare possono raggiungere una parte significativa della popolazione. “Arriviamo quasi a una famiglia su due in Italia. Il potenziale di impatto sociale del welfare aziendale è quindi davvero molto rilevante”.

L’intervista di Affaritaliani a Barbara Lucini, Responsabile Country Sustainability & Social Responsibility di Generali Italia

Ci racconta che cos’è il welfare aziendale, come si applica alle PMI e quale impatto può avere, dal punto di vista sociale, sui dipendenti e sulle loro famiglie?

“Il tema del welfare aziendale nelle piccole e medie imprese è oggetto della nostra ricerca e della nostra analisi da oltre dieci anni. Generali promuove infatti Welfare Index PMI insieme a partner istituzionali e associazioni di categoria, monitorando nel tempo l’evoluzione del welfare nelle imprese italiane”.

Secondo Barbara Lucini, il rapporto evidenzia un cambiamento significativo. Se dieci anni fa il primo obiettivo era soprattutto quello di introdurre singole iniziative di welfare, oggi molte aziende sono entrate in una fase di maggiore maturità. “Il welfare aziendale sta diventando parte integrante della strategia d’impresa e assume sempre più importanza l’impatto che riesce a generare sui lavoratori, sulle loro famiglie e sulle comunità nelle quali le aziende operano. Un’evoluzione che emerge chiaramente dai dieci anni di osservazione del Welfare Index PMI”.

Oggi, spiega Lucini, circa tre quarti delle piccole e medie imprese italiane hanno raggiunto almeno un livello medio di welfare, mentre è più che triplicato il numero delle aziende con livelli di welfare alti o molto alti. “Parliamo di imprese che riescono ad andare oltre il proprio perimetro aziendale e che prestano sempre maggiore attenzione all’impatto sociale delle proprie politiche di welfare”.

“Tra gli ambiti principali figurano salute e assistenza, ma anche educazione e cultura. Si tratta di aree particolarmente rilevanti anche in Piemonte, dove le PMI mostrano risultati significativi rispetto alla media nazionale. L’edizione piemontese del Welfare Index PMI conferma proprio la centralità di questi ambiti nelle politiche di welfare delle imprese del territorio”.

Gli stessi trend osservati a livello nazionale si riflettono dunque anche sulle imprese piemontesi, che mostrano una crescita significativa e un progressivo consolidamento delle proprie politiche di welfare. “Possiamo dire che il welfare aziendale sta entrando nella sua età adulta anche nelle PMI piemontesi, che hanno raggiunto un livello di maturità importante”.