Gioco pubblico, al Forum Acadi sette priorità per rilanciare il settore: “Basta proroghe onerose e regole espulsive”
Il 29 agosto è scaduto il termine della Legge delega n. 111/2023 e il riordino del gioco pubblico sul territorio non c’è. Lo ha detto l’avvocato Geronimo Cardia ai Forbes Italia & SiGMA Talks “Vision 2030”, in Campidoglio. A differenza del gioco a distanza, è rimasta senza riforma la parte più rilevante del comparto. Ne soffrono gli interessi pubblici: tutela dell’utente, presidio di legalità, gettito erariale, imprese, lavoro e stabilità del sistema concessorio. Il calo del gettito, dei lavoratori, dei Comuni presidiati, delle imprese Che illustreremo al Forum Acadi in Confcommercio il 7 ottobre a cui siete invitati è dovuto ai distanziometri e ai limiti orari, rivelatisi espulsivi, introdotti dal 2010 da tutte le 21 Regioni e Province autonome e da centinaia di Comuni. Ed e’ dovuto dai parametri squilibrati di gioco e tassazione non armonizzati dalla delega
Il risultato è un paradosso. Lo Stato dovrebbe bandire le gare ma non può, perché i nuovi concessionari non avrebbero dove installare i punti di gioco, e da anni proroga concessioni scadute. Intanto la domanda migra verso canali a minore tassazione e occupazione, se non verso l’illegalità. I sette punti di attenzione in agenda. Proroghe non più onerose. Sono proroghe tecniche “subite”: non devono costare più di quanto già previsto dalle concessioni in essere. Misure ponte immediate. Riduzione del prelievo sugli apparecchi per riallineare il pay out, vincita massima riportata a 200 euro e puntata a 2 euro, sperimentazione subito di AWP e VLT nuove, per convincere gli stakeholder con numeri reali. Tavoli tecnici permanenti. Lavorare sulle AWP e VLT di nuova generazione, sotto la regia del regolatore e con i concessionari. I parametri vanno armonizzati con gli altri prodotti, usando la tecnologia oggi disponibile contro il disturbo da gioco.
Difesa fiscale. Presidiare la legge di bilancio: gli aumenti continui sugli apparecchi hanno già trascinato in basso il gettito complessivo dell’intero comparto. Serve una valutazione di impatto preventiva estesa a tutti i prodotti e a tutti i canali. ADM in giudizio. L’Agenzia potrebbe valutare interventi ad adiuvandum nei contenziosi contro le misure espulsive su distanze e orari. Ora forse è arrivato il momento ti tentare la strada giudiziale al fianco degli operatori per tutelare gli interessi pubblici Concentrazioni come incidono? qualcuno si chiede se sia caso di verificare se ed in che modo le concentrazioni soprattutto tra tra online e on site possano incidere sugli interessi pubblici tutelati dalle norme del comparto.
Consulta permanente al via. Il tavolo con le associazioni maggiormente rappresentative deve cominciare i suoi lavori, perché la sua previsione normativa non resti lettera morta. “La paralisi normativa è il vero fattore di rischio”, ha concluso Cardia: “scoraggia gli investimenti, comprime la domanda legale, erode gettito e occupazione”. La stella polare resta la stessa: valutazioni di impatto preventive, misure ponte tempestive, azioni programmatiche sui prodotti del futuro e una visione unitaria che tuteli insieme salute, erario, legalità e occupazione.


