Gruppo FS, approvata la relazione semestrale 2026: EBTDA in positivo a €905 milioni e investimenti tecnici in crescita del 21%
Il Consiglio di Amministrazione di Ferrovie dello Stato Italiane, presieduto da Tommaso Tanzilli, ha approvato la Relazione finanziaria semestrale consolidata del Gruppo FS, relativa ai primi sei mesi del 2026. Il semestre si è chiuso con un risultato netto negativo di 200 milioni di euro, in peggioramento di 111 milioni rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Sui conti hanno pesato soprattutto la contrazione dell’EBITDA, diminuito di 86 milioni di euro, e l’aumento di ammortamenti, accantonamenti e svalutazioni, per 49 milioni. L’impatto è stato parzialmente compensato dal contributo positivo della gestione finanziaria e fiscale, pari a 24 milioni di euro.
I Ricavi operativi complessivi aumentano a 8,9 miliardi di euro, con un incremento di 678 milioni di euro rispetto al primo semestre 2025, riconducibile a maggiori ricavi da servizi di infrastruttura ferro e strade (+214 milioni di euro) e Altri ricavi (+489 milioni di euro), a fronte di minori ricavi da trasporto (-25 milioni di euro). I Costi operativi sono pari a circa 8 miliardi di euro, in crescita di 764 milioni di euro rispetto al semestre a confronto per maggiori costi del personale e maggiori costi variabili relativi all’offerta di servizi di trasporto, manutenzioni e gestione dell’infrastruttura.
Per effetto della dinamica di ricavi e costi sopra esposta, l’EBITDA si attesta a 905 milioni di euro (991 milioni di euro al 30 giugno 2025), mentre l’EBIT ammonta a -58 milioni di euro (77 milioni di euro al 30 giugno 2025), la cui variazione risente di maggiori ammortamenti, svalutazioni e rettifiche di valore per 49 milioni di euro.
Nel primo semestre 2026 il Gruppo FS ha sviluppato e gestito un livello complessivo di spesa per Investimenti tecnici pari a 10,2 miliardi di euro, con una crescita del 21% rispetto al primo semestre 2025. La Posizione Finanziaria Netta è pari a 15,6 miliardi di euro rispetto a 12,8 miliardi di euro di fine 2025, in peggioramento sostanzialmente per l’incremento degli investimenti.

