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L’Istituto Friedman all’IDCT 2026 di Abu Dhabi: soft power positivo e responsabilità nell’era dell’AI

L’evento, tra i più autorevoli sul piano globale, ha avuto come tema centrale “Soft Power and the Voice of the Nation: Communicating Civilizational Identity

L’Istituto Friedman all’IDCT 2026 di Abu Dhabi: soft power positivo e responsabilità nell’era dell’AI

L’Istituto Friedman all’IDCT 2026 di Abu Dhabi, Bertoldi: “La soft power e l’AI possono diventare strumenti di pace, progresso e dialogo autentico tra culture”

Una delegazione di alto profilo dell’Istituto Milton Friedman ha preso parte alla 3ª Conferenza Internazionale sul Dialogo delle Civiltà e la Tolleranza (IDCT 2026), promossa dall’Emirates Scholar Center for Research and Studies (ESCRS). L’evento, tra i più autorevoli sul piano globale, ha avuto come tema centrale “Soft Power and the Voice of the Nation: Communicating Civilizational Identity”.

Alessandro Bertoldi, direttore esecutivo dell’Istituto Friedman, ha aperto gli interventi sottolineando come gli Emirati Arabi Uniti rappresentino “uno degli esempi più luminosi al mondo di come la soft power e l’AI possano diventare strumenti di pace, progresso e dialogo autentico tra culture diverse“. Nel corso della conferenza Bertoldi ha inoltre ricevuto un prestigioso premio per il suo impegno nel promuovere il dialogo interculturale e la tolleranza.

Bertoldi ha ricordato il contributo decisivo degli UAE, dagli Accordi di Abramo alla promozione costante della tolleranza e della lotta al terrorismo ponendo anche al bando i Fratelli Mussulmani, evidenziando che oggi la forza di una nazione si misura soprattutto nella capacità di comunicare in modo convincente la propria identità e i propri valori. “L’intelligenza artificiale può generare contenuti in pochi secondi, ma non può creare autenticità umana“, ha affermato, condividendo tre principi guida dell’Istituto: l’autenticità come fondamento, il passaggio a una narrazione strategica e proattiva, e l’AI come strumento al servizio dell’uomo – mai il contrario –, concetto rafforzato anche dall’enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV. Nonostante l’AI non possa e non debba sostituire l’uomo, Bertoldi ha ricordato come l’Istituto Friedman sia sempre contrario ad adottare restrizioni e limitazioni nei confronti della tecnologia e del progresso, ritenute sbagliate e controproducenti. Utile invece spiegare l’AI e i suoi limiti oggettivi attraverso formazione e informazione.

Il Generale Giuseppe Petrella ha portato una riflessione profonda sul rapporto tra tecnologia, disinformazione e tutela di famiglie e comunità. “La sfida più grande non è la mancanza di informazioni, ma capire ciò che conta davvero“, ha dichiarato. Richiamando l’esperienza italiana del G7 e gli appelli di Papa Leone XIV, Petrella ha ribadito che l’AI offre opportunità straordinarie ma impone una responsabilità morale ancora maggiore: “La vera domanda non è quale tecnologia lasceremo ai nostri figli, ma quali valori guideranno quella tecnologia“.

Di grande impatto anche l’intervento di George Guido Lombardi, Presidente del Republican Liberty Caucus ed ex consigliere del Presidente Donald Trump, che ha approfondito la “natura relazionale della verità”. Lombardi ha messo in guardia sui rischi di sistemi di intelligenza artificiale privi di un solido ancoraggio etico, capace di distinguere tra realtà, interpretazione e manipolazione.

Durante la conferenza la delegazione ha avuto modo di incontrare con grande piacere l’amico e figura carismatica Hassen Chalghoumi, imam impegnato da anni nel dialogo interreligioso e nella promozione della convivenza pacifica tra culture e fedi diverse. Un incontro che ha ulteriormente arricchito il valore umano e spirituale di questa partecipazione.

Tutti i relatori hanno riconosciuto negli Emirati Arabi Uniti un esempio equilibrato e ispiratore: un Paese giovane che valorizza con orgoglio le proprie radici arabe e islamiche mentre si proietta con ambizione verso il futuro, utilizzando l’innovazione tecnologica senza mai perdere di vista l’umanità. La presenza dell’Istituto Milton Friedman alla IDCT 2026 conferma il suo impegno concreto nel promuovere una soft power autentica, radicata nei valori e capace di costruire ponti di comprensione reciproca in un mondo sempre più complesso.

«Shukran» agli organizzatori dell’Emirates Scholar Center for Research and Studies per l’invito e l’ospitalità. In un’epoca dominata dagli algoritmi, la voce di nazioni responsabili e ancorate alla propria identità rimane lo strumento più potente per la pace e il progresso condiviso.