MAIRE lancia IN-GENIUM 2026: tre giovani fotografi racconteranno energia, innovazione e capitale umano negli impianti del Gruppo
La fotografia contemporanea entra negli impianti industriali, nei cantieri e nei centri di ricerca di MAIRE. Il Gruppo ha annunciato i tre vincitori della prima edizione delle Borse di Residenza Fotografica “IN-GENIUM 2026”, il programma rivolto agli studenti delle Accademie di Belle Arti di Milano, Roma e Catania, città nelle quali MAIRE ha le sue principali sedi italiane. A essere selezionati sono stati Alice Muratore, dell’Accademia di Belle Arti di Brera, Cristina Cappello, dell’Accademia di Belle Arti di Catania, e Mattia Dell’Omo, dell’Accademia di Belle Arti di Roma. I tre giovani artisti svilupperanno altrettanti progetti fotografici dedicati ai temi dell’energia e della materia, del rapporto tra esseri umani e macchine e dei nuovi paesaggi dell’innovazione.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di creare un dialogo tra arte, ingegneria e trasformazione tecnologica, affidando allo sguardo di una nuova generazione di fotografi il compito di raccontare la complessità dei processi industriali e il ruolo del capitale umano nella transizione energetica.
Il bando rappresenta l’evoluzione naturale di “in-genium. Sguardi sul passato e sul futuro della tecnologia”, il progetto promosso da MAIRE e Fondazione MAIRE – ETS in collaborazione con il Parco archeologico del Colosseo. Se il progetto originario aveva ripercorso la storia della téchne, intesa come arte del fare e del saper fare, IN-GENIUM 2026 trasferisce questa riflessione nei luoghi dell’industria contemporanea. Sedi, impianti, cantieri e centri di ricerca del Gruppo diventano così spazi di osservazione e sperimentazione visiva. Attraverso la fotografia, gli artisti saranno chiamati a interpretare la bellezza, l’impatto e la complessità dei processi di trasformazione energetica e tecnologica, mettendo al centro anche le persone, le competenze e i gesti che rendono possibile l’innovazione.
Alice Muratore svilupperà il progetto “Energia e materia”, dedicato ai processi di trasformazione della materia come manifestazione visibile di dinamiche energetiche complesse. Il lavoro metterà in relazione le trasformazioni industriali con quelle proprie del processo fotografico, sperimentando anche pratiche di sviluppo più sostenibili, come il caffenol, una soluzione alternativa basata sull’impiego di caffè e altri componenti al posto dei tradizionali agenti chimici. Il progetto intende quindi costruire un dialogo tra il funzionamento degli impianti, il cambiamento della materia e la stessa produzione dell’immagine fotografica.
Cristina Cappello realizzerà il progetto “Paesaggi dell’innovazione”, attraverso il quale interpreterà i siti industriali come nuovi paesaggi della transizione energetica. Il suo lavoro unirà osservazione degli spazi, memoria materiale e riflessione sui cambiamenti generati dall’innovazione. Al centro del progetto ci sarà anche il rischio dell’oblio digitale, legato alla progressiva smaterializzazione delle immagini, dei dati e delle testimonianze. Gli impianti industriali saranno quindi osservati non soltanto come luoghi produttivi, ma come spazi capaci di raccontare una nuova fase della relazione tra ambiente, tecnologia e società.
Mattia Dell’Omo svilupperà “Gesti e algoritmi: anatomia del sapere industriale”, progetto dedicato al tema “Umani e macchine”. Il lavoro punta a valorizzare il capitale umano presente nei contesti industriali, osservando il gesto tecnico, il sapere costruito attraverso l’esperienza e il rapporto sempre più stretto con i sistemi di intelligenza artificiale. La ricerca fotografica sarà quindi incentrata sulla relazione tra conoscenze tradizionali, competenze professionali e nuove tecnologie, mostrando come l’innovazione non elimini il ruolo delle persone, ma ne trasformi funzioni e responsabilità.
Durante il periodo di residenza, ciascuno dei tre artisti realizzerà un portfolio fotografico dedicato al tema scelto. I lavori confluiranno successivamente nelle iniziative di esposizione e disseminazione organizzate da MAIRE, contribuendo alla costruzione di una narrazione visiva orientata alla diffusione di una cultura dell’innovazione responsabile. Il programma offre così ai giovani fotografi la possibilità di confrontarsi con ambienti industriali e tecnologici difficilmente accessibili, trasformandoli in luoghi di ricerca artistica e di elaborazione culturale. Allo stesso tempo, il Gruppo potrà raccontare la propria identità attraverso uno sguardo esterno, capace di cogliere dettagli, relazioni e significati che vanno oltre la dimensione strettamente produttiva.
Il progetto si inserisce nell’impegno di MAIRE per favorire il dialogo tra cultura tecnica, creatività e formazione. “IN-GENIUM 2026 nasce dal legame profondo che unisce MAIRE ai territori in cui operiamo, Milano, Roma e Catania, e alle loro Accademie di Belle Arti, luoghi in cui si formano sensibilità e talenti straordinari“, ha dichiarato Fabrizio Di Amato, fondatore e presidente di MAIRE. “Aprire i nostri impianti e i nostri centri di ricerca allo sguardo di questi giovani artisti significa restituire alle comunità una parte di ciò che da esse riceviamo: competenze, energie, futuro“. Secondo Di Amato, è proprio nell’incontro tra il saper fare dell’ingegneria e la libertà creativa dell’arte che prende forma la figura dell’“ingegnere umanista”, capace di leggere e trasformare il mondo con consapevolezza tecnica e culturale.
Il progetto in-genium si sviluppa anche attraverso altri linguaggi. Tra questi figura il podcast “Futuro Anteriore”, prodotto da Chora Media e narrato da Jacopo Veneziani, disponibile sulle principali piattaforme di streaming. È inoltre visitabile fino al 31 agosto la mostra ospitata al Museo dei Saperi e delle Mirabilia Siciliane, presso il Rettorato dell’Università di Catania. Con IN-GENIUM 2026, MAIRE amplia quindi il percorso già avviato e trasforma i luoghi della produzione industriale in spazi aperti alla ricerca visiva, alla formazione e al confronto tra discipline differenti.

