Open Fiber spinge sul Digital Networks Act: “Strumento chiave per attrarre investimenti, accelerare la fibra e sostenere la crescita digitale dell’Italia”
Il Digital Networks Act può diventare uno degli strumenti chiave per rafforzare la competitività dell’Italia e accelerare lo sviluppo delle infrastrutture digitali europee. È questo il messaggio lanciato da Francesco Rotunno, Responsabile Affari europei di Open Fiber, intervenuto oggi in audizione presso la XIV Commissione Politiche dell’Unione europea della Camera nell’ambito dell’esame della proposta di regolamento europeo sulle reti digitali. Secondo Open Fiber, il nuovo quadro normativo europeo rappresenta infatti una leva strategica per attrarre investimenti e sostenere la trasformazione digitale del Paese in un contesto economico e geopolitico sempre più complesso. “In un contesto economico e geopolitico complesso, il settore delle telecomunicazioni ha bisogno di un quadro europeo chiaro, stabile e orientato alla crescita”, ha dichiarato Rotunno durante l’audizione parlamentare.
Nel corso del suo intervento, il manager di Open Fiber ha evidenziato i progressi compiuti dall’Italia negli ultimi anni sul fronte delle infrastrutture digitali, grazie agli investimenti pubblici e al contributo degli operatori alternativi. “L’Italia ha recuperato molto del ritardo infrastrutturale grazie agli investimenti pubblici e al contributo degli operatori alternativi come Open Fiber”, ha spiegato Rotunno. “Oggi il Paese ha una posizione solida su fibra e 5G”. Secondo Open Fiber, il nodo principale resta però il basso tasso di adozione della fibra ottica, elemento che continua a rallentare la diffusione dei servizi digitali avanzati e a indebolire il ritorno sugli investimenti infrastrutturali.
Uno dei passaggi centrali dell’intervento ha riguardato proprio l’impatto economico e ambientale della transizione dal rame alla fibra ottica. Rotunno ha citato studi recenti di Deloitte e del Politecnico di Torino secondo cui ogni euro investito nella fibra genera oltre tre euro di crescita del Pil, oltre a consentire un risparmio energetico superiore all’80%. Numeri che, secondo Open Fiber, confermano come lo sviluppo delle reti FTTH rappresenti non solo un tema infrastrutturale ma anche una leva industriale e di sostenibilità per il sistema economico nazionale.
Durante l’audizione è stato affrontato anche uno dei temi più discussi legati al Digital Networks Act: il progressivo superamento delle reti in rame. Rotunno ha precisato che il regolamento europeo non prevede uno spegnimento immediato della rete tradizionale, ma un percorso graduale e strutturato nel tempo. “Il 2035 non è la data finale, ma quella in cui il processo si accelera”, ha chiarito. “Nell’ipotesi di adozione del regolamento a dicembre 2027, il processo si concluderebbe solo a dicembre 2039 con ampie garanzie per gli utenti finali”. Una precisazione che punta a rassicurare cittadini e operatori sulla gestione della transizione tecnologica verso infrastrutture completamente in fibra.
Per Open Fiber, il Digital Networks Act rappresenta quindi un’opportunità strategica per consolidare il vantaggio infrastrutturale costruito negli ultimi anni e accelerare lo sviluppo dei servizi digitali più avanzati. “Riteniamo che il Digital Networks Act sia un’occasione da cogliere per attrarre investimenti, consolidare il vantaggio infrastrutturale acquisito dall’Italia e accelerare lo sviluppo di servizi digitali avanzati, dal cloud all’intelligenza artificiale”, ha concluso Rotunno. L’intervento di Open Fiber arriva in una fase cruciale del confronto europeo sulle nuove regole delle telecomunicazioni, mentre Bruxelles punta a definire un quadro normativo comune per sostenere gli investimenti nelle reti del futuro e rafforzare la sovranità digitale europea.

