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Open Fiber, l’intervento del Direttore commerciale Stefano Mazzitelli a Telco per l’Italia 2026

Mazzitelli (Open Fiber): “Abbiamo rinnovato completamente la dorsale per supportare i nuovi ecosistemi digitali, che non possono poggiare su reti obsolete”

Open Fiber, l’intervento del Direttore commerciale Stefano Mazzitelli a Telco per l’Italia 2026

Open Fiber, le parole del Direttore commerciale Stefano Mazzitelli al panel “Wholesale e reti aperte” di Telco per l’Italia 2026

Senza fibra non c’è trasformazione digitale. Cloud, intelligenza artificiale, 5G, smart grid e servizi data-driven poggiano tutti su un’infrastruttura che diventa sempre più strategica per la competitività del Paese. Lo ha ribadito Stefano Mazzitelli, direttore commerciale di Open Fiber, intervenendo al panel “Wholesale e reti aperte” di Telco per l’Italia 2026, sottolineando il ruolo del modello wholesale e delle reti aperte nella costruzione dei nuovi ecosistemi digitali.

Cloud, intelligenza artificiale, 5G, smart grid: tutti i macrotrend di cui parliamo non possono esistere senza un presupposto fondamentale, che è la fibra”, ha sottolineato Mazzitelli, evidenziando come il Paese stia colmando rapidamente il gap infrastrutturale. “Oggi siamo intorno al 70% di copertura, contro una media europea del 77%. Siamo già sopra altri grandi Paesi e molto vicini a Regno Unito e ai benchmark più avanzati”.

Un’accelerazione che si riflette anche nei numeri: circa 20 milioni di linee FTTH oggi, destinati a crescere fino a 24 milioni al 2035. “È uno sforzo massivo, che conferma la centralità del modello wholesale e della rete aperta”, ha spiegato il manager, rimarcando la specificità di Open Fiber: “La nostra neutralità non è solo tecnologica, ma anche economica e finanziaria. La crescita dell’azienda deriva esclusivamente dalla fibra, senza compromessi con il rame”.

Sul fronte evolutivo, la strategia punta a rafforzare sia l’accesso sia il backbone. “Abbiamo rinnovato completamente la dorsale per supportare i nuovi ecosistemi digitali, che non possono poggiare su reti obsolete. Parliamo di infrastrutture progettate per garantire ridondanza, bassissima latenza e affidabilità per applicazioni avanzate”, ha chiarito Mazzitelli.

Un ruolo chiave sarà giocato dagli edge data center, su cui Open Fiber sta investendo in anticipo rispetto alla domanda. “Ne realizzeremo 11 entro fine anno, 18 il prossimo, poi cresceremo ulteriormente”, ha detto. L’obiettivo è portare capacità di elaborazione vicino al dato, migliorando prestazioni e qualità dei servizi, soprattutto per il mondo enterprise.

I macrotrend dell’edge sono chiari: prossimità del dato, riduzione della latenza, decongestione delle reti centrali e maggiore disponibilità complessiva”, ha aggiunto. In questo contesto, Open Fiber resta focalizzata sul proprio perimetro: “Siamo un operatore infrastrutturale, lavoriamo sul layer fisico. Saranno poi gli operatori e i partner a sfruttare questa base per sviluppare servizi innovativi”.

Il quadro che emerge è quello di una filiera sempre più integrata, in cui il valore si genera lungo tutta la catena, dal co‐investimento alla monetizzazione della rete fino ai servizi datadriven. E in cui la qualità e l’apertura dell’infrastruttura restano il fattore abilitante principale della competitività digitale del Paese.