PMI porta “Non Oggi” alla Festa del Cinema di Roma: Castellitto racconta un futuro senza sigarette
E se un giorno le sigarette diventassero soltanto un ricordo del passato, oggetti da osservare dietro la teca di un museo, al pari di tecnologie ormai superate? È da questa suggestione che nasce “Non Oggi”, il cortometraggio diretto e interpretato da Sergio Castellitto, presentato oggi alla Festa del Cinema di Roma e realizzato da DUDE in collaborazione con Philip Morris Italia. Attraverso una storia intima e sentimentale, il film affronta una domanda: è possibile immaginare un’Italia senza sigarette tradizionali entro il 2035?
Al centro del racconto ci sono la vita di un uomo, i suoi ricordi e una storia d’amore, attraverso i quali Castellitto riflette sul rapporto tra memoria, futuro e cambiamento. Alla proiezione è seguita una conferenza stampa con Sergio Castellitto e Pasquale Frega, presidente e amministratore delegato di Philip Morris Italia, dedicata al significato dell’opera e alla possibilità di superare le sigarette tradizionali nel nostro Paese.
La storia è ambientata in un futuro non troppo lontano. Carlo, interpretato da Sergio Castellitto, compie settant’anni e viene accompagnato dalla nipote Lulù al Museo dei ricordi smarriti, dove sono custoditi oggetti ormai obsoleti, tra cui un biglietto del cinema, una bicicletta, uno smartphone e un computer. Ciascuno riporta alla luce momenti della sua giovinezza, soprattutto la storia d’amore con Luisa, conosciuta molti anni prima all’esterno di un cineclub.
Attraverso una serie di flashback, il film ripercorre i momenti più significativi della loro relazione. A interpretare Carlo da giovane è Davide Iachini, mentre Elena Funari veste i panni di Luisa ed Emma Beonio Brocchieri quelli della nipote Lulù. Il momento decisivo arriva quando Carlo si trova davanti a una teca contenente una sigaretta, descritta come un oggetto ormai in disuso dal 2035.
È questa l’immagine simbolo del cortometraggio: un prodotto ancora diffuso nella società diventa testimonianza di un’epoca passata. Il futuro immaginato da Castellitto non è fantascientifico, ma riconoscibile, un mondo nel quale le persone continuano ad amare e ricordare, mentre alcune abitudini sono scomparse.
La particolarità di “Non Oggi” sta proprio nell’affrontare un tema legato alla salute pubblica attraverso una narrazione emotiva. Il museo diventa il luogo in cui passato e futuro si incontrano, suggerendo come ciò che oggi consideriamo normale possa un giorno apparire superato. “Più passa il tempo, più accumuliamo ricordi e meno ci occupiamo del futuro“, ha osservato Castellitto in occasione della presentazione.
Il regista ha spiegato di aver voluto raccontare il tema attraverso una storia semplice, affidando agli oggetti il compito di risvegliare le emozioni del protagonista. “Carlo si arrabbia, si emoziona, ricorda le scelte, gli errori, gli odori, i baci“, ha raccontato Castellitto. Anche il titolo, “Non Oggi”, richiama la possibilità di un cambiamento che, pur non essendo immediato, potrebbe diventare realtà in un futuro non lontano.
Dietro al progetto c’è un obiettivo dichiarato da Philip Morris Italia: promuovere un confronto pubblico sulla possibilità di superare le sigarette tradizionali entro il 2035. Un traguardo che, secondo l’azienda, richiede il coinvolgimento delle istituzioni, della comunità scientifica e della società civile.
“Questo progetto è il contributo che offriamo alla società italiana per interrogarsi su un quesito: eliminare le sigarette dall’Italia è possibile?“, ha dichiarato Pasquale Frega, presidente e amministratore delegato di Philip Morris Italia. Secondo Frega, gli strumenti scientifici e tecnologici oggi disponibili devono essere accompagnati da una trasformazione culturale capace di coinvolgere l’intera società.
“Raggiungere questo obiettivo entro il 2035 richiede il contributo di tutti gli attori coinvolti“, ha sottolineato Frega, esprimendo l’aspirazione di fare dell’Italia il primo grande Paese al mondo ad aver superato le sigarette tradizionali. Il 2035 rappresenta quindi il traguardo auspicato dall’azienda, non una scadenza normativa già stabilita per l’eliminazione delle sigarette in Italia. Un’ambizione che apre interrogativi sulle politiche sanitarie, sulla prevenzione e sul ruolo dell’industria del tabacco.
In questo contesto resta centrale la necessità di ridurre il consumo di tabacco e i danni associati al fumo, ricordando che smettere completamente di fumare è la scelta più efficace per eliminare i rischi legati alle sigarette. Il progetto sceglie però di affrontare il tema non attraverso dati o spiegazioni scientifiche, ma con un’opera di finzione che prova a sollecitare una riflessione attraverso le emozioni.
La sigaretta custodita in un museo ribalta infatti la prospettiva dello spettatore: il cambiamento non viene raccontato come un obiettivo futuro, ma come qualcosa di già avvenuto. La collaborazione con Castellitto si inserisce così nella strategia di Philip Morris Italia di portare il dibattito oltre il contesto industriale e regolatorio, coinvolgendo anche il mondo della cultura.
Resta comunque aperta la questione del ruolo del soggetto promotore: Philip Morris è un’azienda attiva nel settore del tabacco e l’iniziativa si colloca in un confronto nel quale si intrecciano interessi industriali, salute pubblica e trasformazione dei consumi.
“Non Oggi” fa parte di un percorso culturale più ampio promosso da Philip Morris International. Nei mesi scorsi, il progetto “Believe.Further”, realizzato in collaborazione con Andrea Bocelli, aveva affidato alla musica un messaggio di cambiamento. Con il corto presentato alla Festa del Cinema di Roma, questa riflessione passa attraverso il cinema. A collegare le due iniziative è anche un brano interpretato da Andrea Bocelli, presente nella colonna sonora di “Non Oggi”.
Il film utilizza così una storia personale per affrontare un tema collettivo. Gli oggetti del Museo dei ricordi smarriti rappresentano frammenti della vita di Carlo, dimostrando come le abitudini possano cambiare senza cancellare le esperienze e le emozioni a esse legate.
La sfida proposta da “Non Oggi” è dunque immaginare oggi ciò che un domani potrebbe apparire normale: una società nella quale le sigarette tradizionali siano diventate oggetti da museo. Castellitto non offre risposte su come raggiungere questo risultato, ma lascia al pubblico una domanda: se possiamo immaginare un futuro diverso, quali scelte del presente possono contribuire a costruirlo?
Le dichiarazioni di Pasquale Frega, Presidente e Amministratore Delegato di Philip Morris Italia ad Affaritaliani
“L’idea di questo progetto nasce da una domanda molto semplice: perché le sigarette sono ancora disponibili, nonostante tutto quello che oggi sappiamo sui loro effetti? La scienza e la tecnologia sono già in grado di supportare questo processo di cambiamento. L’Italia ha intrapreso questo percorso con risultati importanti, tanto che riteniamo possibile arrivare, entro il 2035, a eliminare le sigarette tradizionali dal Paese, diventando il primo grande Paese al mondo a raggiungere un traguardo così straordinario. Per riuscirci, però, non basta il nostro impegno: è necessario il contributo di tutti. Per questo abbiamo scelto di raccontare questa sfida attraverso le emozioni del cinema, uno strumento capace di coinvolgere le persone e trasmettere un messaggio positivo“, ha dichiarato Pasquale Frega, Presidente e Amministratore Delegato di Philip Morris Italia, ai microfoni di Affaritaliani.
Frega ha concluso: “Credo che sia un invito rivolto a tutta la società a fare la propria parte. Secondo noi, oggi siamo già a metà del percorso verso questo obiettivo, ma per completarlo è fondamentale il coinvolgimento della politica, della comunità scientifica, del mondo dell’istruzione e dei diversi settori della società. Tutti devono comprendere l’importanza di superare un fenomeno che ha conseguenze negative sulla salute. Non possiamo farcela da soli: abbiamo bisogno di una grande coalizione, di un movimento collettivo capace di coinvolgere l’intero Paese e accompagnarlo verso questo traguardo“.
Le dichiarazioni di Sergio Castellitto ad Affaritaliani
“Mi è piaciuta molto la libertà che ci è stata concessa e la possibilità di raccontare un passato fatto di ricordi che sembrano dimenticati, smarriti o sopiti, ma che in realtà rappresentano le fondamenta sulle quali costruiamo il nostro futuro. Tutti noi tendiamo, in qualche modo, a rimuovere e ad accantonare tanti momenti della nostra vita. Eppure, dovremmo custodire gelosamente i ricordi, perché a volte riaffiorano all’improvviso e ci arrivano dritti al cuore, come un ago. La parola “smarrito” mi piace particolarmente perché racchiude due significati: qualcosa che abbiamo dimenticato o perso, ma che forse possiamo ancora ritrovare. Ed è proprio questa seconda interpretazione che preferisco“, ha commentato Sergio Castellitto ai microfoni di Affaritaliani.
Castellitto ha concluso: “Nel cortometraggio, il protagonista ritrova oggetti che appartengono al suo passato e si rende conto che non sono semplicemente il suo vecchio computer o la sua macchina fotografica, ma strumenti capaci di far riaffiorare emozioni e ricordi profondi. Attraverso questi oggetti ricostruisce il tessuto della propria vita, recuperando ciò che aveva dimenticato, ciò che aveva scelto di rimuovere e ciò che continua ad avere un significato per lui. Alla fine di questo viaggio nel museo, il protagonista porterà con sé quei ricordi ritrovati, custodendoli più strettamente di prima“.
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