Poste Italiane racconta oltre 160 anni di presenza femminile, dalle prime telegrafiste alle donne nei ruoli di leadership nell’azienda
Da oltre 160 anni Poste Italiane rappresenta uno dei principali canali di accesso delle donne al mondo del lavoro. Dalle prime telegrafiste dell’Ottocento fino alle manager di oggi, la presenza femminile ha accompagnato l’evoluzione dell’azienda e, più in generale, il percorso di emancipazione nel Paese. Oggi le donne rappresentano il 53% degli oltre 120 mila dipendenti del Gruppo.
Nel 2026, a 80 anni dal referendum del 1946, l’8 marzo richiama una svolta storica: il primo voto delle donne italiane, una tappa fondamentale nel processo di emancipazione femminile. Un percorso che si è sviluppato anche grazie alla crescente partecipazione delle donne al lavoro e nel quale Poste Italiane ha avuto un ruolo significativo.
La presenza femminile nelle Poste risale al 1863, quando le donne iniziarono a lavorare come ausiliarie telegrafiste. Già dal 1865 furono impiegate negli uffici postali come portalettere e gerenti di ricevitorie, inizialmente nei piccoli centri rurali e successivamente anche nelle città, dove il mestiere della portalettere divenne quasi “alla moda”. L’ingresso delle donne nel servizio postale rappresentò una novità importante, segnando uno dei primi accessi strutturati delle donne al lavoro statale.
Il contesto culturale dell’epoca prevedeva tuttavia alcune limitazioni. Tra queste l’obbligo di nubilato, legato all’idea che il ruolo di moglie e madre fosse incompatibile con un’attività lavorativa. Anche dopo l’abolizione di questo vincolo, alla fine dell’Ottocento, il lavoro delle donne sposate rimase subordinato all’autorizzazione del marito, prevista dal Codice Civile del Regno d’Italia del 1865. Nonostante questi ostacoli, la presenza femminile continuò ad aumentare, soprattutto tra le telegrafiste, attività ritenuta più adatta perché svolta in ambienti separati e sotto la direzione di altre donne. Tra il 1874 e il 1877 anche la scrittrice e giornalista Matilde Serao lavorò come telegrafista alle Poste centrali di Napoli, esperienza che ispirò la novella “Telegrafi dello Stato – sezione femminile”.
Durante la Prima Guerra Mondiale le donne furono chiamate a sostituire gli uomini partiti per il fronte, assumendo anche responsabilità nella gestione di importanti uffici postali e telegrafici. L’efficienza dimostrata contribuì a un cambiamento normativo significativo: nel 1919 fu abolita l’autorizzazione maritale. Un processo che proseguì durante la Seconda Guerra Mondiale, quando le donne tornarono a ricoprire ruoli chiave nel funzionamento delle Poste, mantenendo spesso le posizioni conquistate anche dopo il rientro degli uomini dal fronte. Negli anni Cinquanta la presenza femminile continuò a crescere, accompagnando la modernizzazione del Paese e aprendo la strada a ruoli sempre più rilevanti.
Oggi la componente femminile rappresenta uno dei tratti distintivi di Poste Italiane. Le donne costituiscono il 46% tra quadri e dirigenti e il 44,5% del Consiglio di Amministrazione, mentre il 60% dei direttori dei quasi 13 mila uffici postali presenti in Italia è donna. Anche tra i nuovi ingressi la presenza femminile è significativa: il 47% delle assunzioni riguarda personale femminile.
Per sostenere il lavoro delle donne, l’azienda ha introdotto diverse iniziative, tra cui la Politica di Sostegno alla Genitorialità Attiva, che prevede percorsi dedicati al benessere individuale e organizzativo. Nell’ambito del welfare aziendale sono previste misure avanzate per la genitorialità, tra cui congedi più ampi rispetto a quelli previsti dalla legge, un’indennità pari al 100% dello stipendio durante maternità e paternità e programmi di coaching dedicati alle neomamme, come Mums at Work, insieme al percorso Lifeed, che valorizza le competenze sviluppate attraverso l’esperienza genitoriale.
La policy promuove inoltre una genitorialità condivisa, coinvolgendo anche i padri e rafforzando gli strumenti di conciliazione tra vita familiare e lavoro. In questo contesto si inserisce il programma Lifeed Genitori, che trasforma l’esperienza genitoriale in un’opportunità di sviluppo di competenze trasversali e si rivolge non solo ai neogenitori ma anche ai genitori di figli fino ai 18 anni.
Particolare attenzione è dedicata anche allo sviluppo della leadership femminile, attraverso programmi strutturati di mentoring e coaching. Nel 2024 la partecipazione delle donne a queste iniziative è cresciuta del 17%, segno di un impegno sempre più diffuso. Il mentoring, in particolare, favorisce il confronto tra generazioni, generi ed esperienze professionali differenti, contribuendo ad ampliare la visione e le opportunità di crescita.
Negli ultimi anni il Gruppo Poste Italiane ha ottenuto diversi riconoscimenti che lo collocano ai vertici del panorama nazionale, tra cui l’attestazione ISO 30415 sulla Diversity & Inclusion, la certificazione Equal Salary per l’equità retributiva e la UNI/PdR 125 per la parità di genere.

