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Snam, risultati solidi nel primo semestre 2026: ricavi a 2 miliardi di euro e investimenti in crescita

Scornajenchi (Snam): “Anche nel primo semestre di quest’anno registriamo risultati solidi, grazie alla resilienza del nostro modello di business, confermando i target economici previsti”

Snam, risultati solidi nel primo semestre 2026: ricavi a 2 miliardi di euro e investimenti in crescita

Snam, risultati in crescita nel primo semestre 2026: ricavi a 2,026 miliardi e investimenti oltre 1,6 miliardi di euro

Snam chiude il primo semestre 2026 con ricavi e redditività in crescita, investimenti superiori a 1,6 miliardi di euro e un livello degli stoccaggi di gas già pari al 75% della capacità alla fine di luglio. Il gruppo conferma tutti gli obiettivi economici per l’intero esercizio e migliora il target relativo all’indebitamento finanziario netto. I ricavi totali hanno raggiunto 2,026 miliardi di euro, con un incremento del 6,3% rispetto al primo semestre 2025 e del 9,3% escludendo l’effetto positivo straordinario registrato nello stesso periodo dell’anno precedente. L’EBITDA si è attestato a 1,572 miliardi, in crescita del 5,4% su base annua e del 9,2% al netto degli effetti non ricorrenti.

L’utile netto adjusted di competenza degli azionisti Snam è stato pari a 733 milioni di euro. Il dato risulta inferiore del 2,3% rispetto ai 750 milioni del primo semestre 2025, ma registra una crescita del 2,8% escludendo l’effetto una tantum legato al deflatore contabilizzato lo scorso anno.

Anche nel primo semestre di quest’anno registriamo risultati solidi, grazie alla resilienza del nostro modello di business, confermando i target economici previsti”, ha dichiarato l’amministratore delegato Agostino Scornajenchi. Il manager ha sottolineato come la disciplina finanziaria abbia consentito al gruppo di migliorare il target di indebitamento e, allo stesso tempo, aumentare gli investimenti destinati alla sicurezza energetica dell’Italia, alla diversificazione degli approvvigionamenti e all’integrazione del sistema europeo. La crescita dei ricavi è stata sostenuta soprattutto dal business delle infrastrutture del gas, che ha generato 1,841 miliardi di euro, il 5,5% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. I ricavi regolati sono aumentati del 4,4% a 1,808 miliardi, grazie alla crescita della base di asset regolati e al contributo dei nuovi impianti entrati nel perimetro del gruppo.

Tra questi figurano il terminale galleggiante di rigassificazione di Ravenna, operativo da maggio 2025, Stogit Adriatica e OLT Offshore LNG Toscana, consolidata integralmente da marzo 2026 dopo l’acquisizione da parte di Snam delle partecipazioni residue. Il business Market Solutions, che comprende biometano, efficienza energetica e Greenture, ha invece realizzato ricavi per 185 milioni, in aumento del 14,9%. L’EBIT ha raggiunto 977 milioni di euro, con una crescita del 3,7%. L’incremento dell’EBITDA è stato parzialmente assorbito dai maggiori ammortamenti, aumentati per effetto dell’entrata in esercizio di nuovi asset e dell’ampliamento del perimetro societario.

Gli oneri finanziari netti adjusted sono saliti a 187 milioni, principalmente a causa del maggiore indebitamento medio, mentre il costo medio del debito netto è rimasto sostanzialmente stabile intorno al 2,6%. I proventi netti derivanti dalle partecipazioni hanno raggiunto 212 milioni, sostenuti dal contributo del gasdotto TAP e dagli effetti legati all’acquisizione del controllo di OLT. Particolarmente rilevante è il dato sugli investimenti, che nel semestre hanno raggiunto 1,613 miliardi di euro, in aumento di 491 milioni rispetto allo stesso periodo del 2025. Il totale comprende anche l’Enterprise Value di OLT, pari a 544 milioni al netto della quota già posseduta prima dell’operazione.

Gli investimenti tecnici, escludendo l’effetto OLT e prima dei contributi, sono stati pari a 1,083 miliardi. Di questi, 780 milioni sono stati destinati alle attività di trasporto, 106 milioni allo stoccaggio e 26 milioni alla rigassificazione. Gli investimenti nelle Market Solutions hanno raggiunto 143 milioni, quasi raddoppiati rispetto ai 75 milioni del primo semestre 2025, soprattutto per la conversione degli impianti da biogas a biometano.

La gestione operativa ha generato un flusso di cassa di 1,832 miliardi. Dopo aver finanziato gli investimenti netti, il free cash flow è risultato positivo per 678 milioni. L’indebitamento finanziario netto è salito a 18,803 miliardi, con un incremento di 1,294 miliardi rispetto alla fine del 2025. Di questa variazione, 913 milioni sono collegati a operazioni non ricorrenti, tra cui l’acquisizione del controllo di OLT e il rifinanziamento del prestito obbligazionario convertibile in azioni Italgas.

Sul fronte operativo, la domanda italiana di gas nel primo semestre è cresciuta dello 0,4%, raggiungendo 33,08 miliardi di metri cubi. L’incremento è stato trainato soprattutto dal settore termoelettrico, che ha compensato la minore domanda del comparto residenziale e terziario, favorita da temperature più miti.

I volumi di GNL rigassificati dagli impianti consolidati di Snam sono aumentati del 75,6%, passando da 3,03 a 5,32 miliardi di metri cubi. Nel semestre sono state effettuate 62 discariche da navi metaniere, contro le 45 dell’anno precedente. La crescita è attribuibile soprattutto al terminale di Ravenna e all’ingresso di OLT nel perimetro di consolidamento. La capacità complessiva di stoccaggio gestita dal gruppo ha raggiunto 18,2 miliardi di metri cubi, confermandosi la più elevata in Europa. Alla fine di giugno il livello di riempimento degli stoccaggi era pari a circa il 67%, superiore di 18 punti percentuali rispetto alla media europea. Alla fine di luglio le scorte erano salite al 75%, contro una media continentale del 55%.

Snam punta a raggiungere entro l’anno almeno il 90% della capacità massima. Scornajenchi ha tuttavia richiamato la necessità che anche gli altri Paesi europei accelerino il riempimento degli stoccaggi, evidenziando che le scorte devono essere accompagnate dalla continuità delle forniture, da un’adeguata capacità di rigassificazione e dalla flessibilità delle reti. Il gruppo conferma per il 2026 investimenti pari a 2,8 miliardi, un EBITDA adjusted di circa 3,1 miliardi e un utile netto adjusted superiore a 1,45 miliardi. L’indebitamento netto è ora previsto a circa 18,9 miliardi di euro, 100 milioni in meno rispetto alla guidance comunicata in precedenza.

Snam ha inoltre avviato il processo di cessione dell’intero business del biogas e del biometano, in applicazione delle prescrizioni sulla separazione proprietaria tra gestione della rete e produzione e fornitura di gas. La fase vincolante si è conclusa il 28 luglio e il gruppo punta a sottoscrivere gli accordi definitivi entro la fine dell’anno. Il consiglio di amministrazione ha infine autorizzato la possibile emissione, nei successivi 18 mesi, di uno o più prestiti obbligazionari denominati in dollari per un importo massimo complessivo di 4 miliardi di dollari. L’operazione avrebbe l’obiettivo di diversificare ulteriormente le fonti di finanziamento e ampliare la base degli investitori sui mercati statunitensi.