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TheFork, il solo dining conquista gli italiani: quasi 7 su 10 si sentono a proprio agio a mangiare da soli

La ricerca fotografa un modo più flessibile e personale di vivere il ristorante, dalla cena condivisa con amici e familiari al tavolo per uno, fino all’esperienza con il proprio animale domestico

TheFork, il solo dining conquista gli italiani: quasi 7 su 10 si sentono a proprio agio a mangiare da soli

TheFork, cresce il solo dining: il 68% si sente a proprio agio a mangiare da solo e i ristoranti pet-friendly diventano sempre più decisivi

Mangiare da soli al ristorante non è più necessariamente sinonimo di disagio o ripiego. Secondo una ricerca condotta da TheFork su oltre 5.000 utenti nel luglio 2026, tra chi considera il solo dining un’esperienza applicabile, il 68% dichiara di sentirsi molto o abbastanza a proprio agio nel mangiare da solo in un locale con servizio al tavolo. Considerando l’intero campione, la quota complessiva si attesta al 51%: il 24% afferma di sentirsi molto a proprio agio e un ulteriore 26% abbastanza a proprio agio. Tra chi prende in considerazione questa esperienza, il restante 32% dichiara invece di provare disagio o di evitarla il più possibile.

Il dato segnala un cambiamento nel modo di vivere il ristorante. Il tavolo per uno può diventare un’occasione per concedersi del tempo, scegliere liberamente il locale e vivere la cena senza dover attendere la compagnia giusta. Accanto al solo dining emerge anche un altro elemento sempre più rilevante: l’accoglienza pet-friendly. Tra le persone che viaggiano con animali, il 68% considera la possibilità di portarli con sé almeno un valore aggiunto nella scelta del ristorante. Più nel dettaglio, per il 40% questa possibilità è importante o decisiva, mentre un ulteriore 28% la considera comunque un plus.

Ogni cliente può vivere il ristorante in modo diverso”, commenta Carlo Carollo, Country Manager Italia di TheFork, sottolineando come per i ristoratori la capacità di accogliere esigenze differenti possa tradursi in un’esperienza di maggiore qualità e in un rapporto più solido con gli ospiti.

Sul fronte psicologico, Agnese Cannistraci, psicologa, psicoterapeuta e direttrice clinica di Serenis, evidenzia come il solo dining possa essere letto anche come segnale di un cambiamento culturale. Stare soli in pubblico, spiega, viene sempre meno associato all’isolamento e sempre più vissuto come una scelta consapevole. Mangiare fuori da soli può quindi rappresentare una forma di self-care e aiutare a ridurre il timore del giudizio altrui.

Nel complesso, la ricerca fotografa un modo più flessibile e personale di vivere il ristorante, dalla cena condivisa con amici e familiari al tavolo per uno, fino all’esperienza con il proprio animale domestico. Una tendenza che mette al centro il comfort del cliente e la capacità dei locali di adattarsi a esigenze sempre più diverse.