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Economia
Mercati, la corsa all'oro della Cina? E' l'attacco di Pechino al dollaro

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Non è tutto oro quel che luccica. La Cina batte l’India e svetta al primo posto della classifica mondiale per consumi del metallo giallo nel 2013. Ma la forte domanda di imprese e famiglie non basta ad esaurire tutto il quantitativo acquistato lo scorso anno nel Pese della Grande Muraglia e così, secondo gli addetti ai lavori, anche la People’s Bank of China, la banca centrale cinese, ha fatto incetta di oro. Mosse che hanno alimentato teorie complottiste di Pechino nei confronti degli Stati Uniti.

Nel 2013, i dati del settore non lasciano dubbi. Pechino ha importato nel 2013 1.176 tonnellate di oro, registrando un balzo del 41,36% su base annua e superando Nuova Delhi. Per China Gold Association, la domanda cinese di gioielli è balzata del 43% a 716,50 tonnellate, mentre la domanda per scopi di investimento è cresciuta del 57% a 375,73 tonnellate.

Secondo gli analisti, ad avere stimolato la domanda in Cina è stato certamente il tonfo dei prezzi dell’oro nel 2013, avvenuto per la prima volta dopo 13 anni. L’anno scorso, infatti, le quotazioni del metallo giallo sono scese del 28% (a circa 1283 dollari), rispetto ai livelli del 2012 e molti consumatori cinesi ne hanno approfittato. E fino a quando le quotazioni del metallo si terranno vicine ai 1.200 dollari l’oncia, spiega un analista di Jinrui Futures di Shanghai, gli acquisti resteranno convenienti.

cina 500
 

Di certo, ad avere agevolato il primato della Cina è stata anche la politica restrittiva dell’India, che nel corso del 2013 ha introdotto maggiori barriere doganali, per cercare di attutire la forte di domanda di oro (l'India è un tradizionale consumatore), che contribuisce al deficit commerciale del Paese. Infatti, tra il secondo e il terzo trimestre del 2013, la domanda indiana è crollata del 52%.

Le 1.176 tonnellate non includono però la domanda di oro da parte della People’s Bank of China (PBoC) le cui riserve restano ufficialmente ferme a 1.054 tonnellate, ossia all’ultimo dato aggiornato all’aprile del 2009. Secondo gli addetti ai lavori la banca centrale di Pechino ha fatto incetta di oro per sostenere lo yuan come valuta di riferimento sui mercati internazionali e per proteggersi dalla debolezza del dollaro. Dal settembre del 2011 infatti, mese in cui l’oro raggiunse l’apice storico delle quotazioni, oltre 1.920 dollari l’oncia, in contemporanea con le fibrillazioni finanziarie nell’Eurozona, la domanda di oro in Cina dall’estero è letteralmente esplosa. Ciò fa venire il dubbio che dietro all’impennata delle importazioni vi sia l’accumulo di riserve di oro da parte della PBoC, che mira a sbarazzarsi negli anni del dollaro, per sostituirlo con una moneta di scambio più sicura: il metallo giallo.

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