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Economia
Meno 30 giorni al terremoto per oro ed euro: la Svizzera terrorizza i mercati

Mancano ancora 30 giorni ma la tensione sale. Il 30 novembre, infatti, i cittadini svizzeri saranno chiamati a dire la loro su un importante referendum che potrebbe provocare un terremoto sui mercati internazionali. Dovranno decidere cioè se imporre alla banca centrale elevetica di elevare di almeno il 20% la quota di riserve in oro e impedirle ogni vendita nel futuro.

La vittoria del sì costringerebbe la Bns ad acquistare 1.500 tonnellate di oro in cinque anni con un'immediata ripercussione sul prezzo del metallo giallo visto che le riserve attuali della banca ammontano a 1.040 tonnellate e sono pari al 7,8% del totale.

Dai primi sondaggi sembra prevalere tra gli svizzeri il fronte del sì, nonostante sia il governo sia la stessa Banca nazionale svizzera (la quale sarebbe in futuro fortemente limitata nelle politiche monetarie) si siano fortemente schierati dalla parte del no.

Il referendum inoltre avrebbe un forte impatto anche sull'euro. La Bns alla fine di settembre aveva riserve in valuta estera per ben 462 miliardi di franchi (382 miliardi di euro) su un totale di 522 miliardi. Se vincesse il sì avrebbe bisogno di dollari, tanti dollari, per comprare oro. Inutile dire che sarebbe quindi costretta a sacrivicare la moneta unica.

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