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Economia
Con la crisi la paghetta settimanale si riduce a 5 euro

La paghetta 2.0 è sempre più virtuale. Tre genitori su 5 usano il metodo delle carte di credito ricaricabili per garantire ai figli la classica paghetta settimanale, riveduta e corretta nella versione moderna. Anche se i margini si riducono di molto rispetto ai tempi delle vacche grasse.

Secondo un sondaggio condotto tra 500 propri clienti da City Poste Payment (primario Istituto di pagamento nazionale, che lavora su autorizzazione della Banca d’Italia), 3 genitori su 5 scelgono il sistema della carta prepagata per consegnare piccole somme di denaro ai propri ragazzi.

Spese di utilizzo quotidiano da destinare ad esigenze personali, ricariche di cellulare, acquisto di biglietti di cinema e teatro, acquisti al bar o in pizzeria, parrucchiere o piccoli accessori di moda.

Budget medio? Non oltre i 30 euro settimanali, sempre ricaricati su una card, il più delle volte collegata al conto corrente dei genitori. Ma, secondo gli esperti di Postpayment, solo il 20% delle famiglie può permettersi quella cifra mentre la stragrande maggioranza, il 37%, ha ridotto questo tipo di spese anche a soli 5 euro. C’è un 10% che arriva a 50 euro, mentre chi va oltre i 50 euro è solo il 3%.

Ma la vera notizia è anche la modalità con la quale viene distribuita la paghetta. Quali sono gli acquisti più effettuati tramite carte prepagate e la tipologia di acquirente medio? E come cambia la paghetta dei ragazzi italiani? Dai risultati del sondaggio emerge qualche dato utile a tratteggiare la spesa degli adolescenti e le abitudini delle famiglie.

Le spese più effettuate dai figli con carte prepagate, nei giudizi dei genitori, sono le ricariche del cellulare (24%), l’acquisto di cover e piccoli gadget di elettronica (18%), pizze e fast food (13%), cosmetici (10,5%), parrucchieri/centri estetici (9%), palestre e corsi vari (7%), biglietti di cinema e teatro (6%), sciarpe, cappelli e piccoli accessori di abbigliamento (4,5%), monili di bigiotteria (3%), piercing/tatuaggi (2%).

La paghetta ricaricabile è prevalentemente riservata a giovani adolescenti, in particolare tra i 12 e i 16 anni (80% del campione).

Una piccola rivoluzione nelle abitudini delle famiglie italiane, una prassi sempre più in voga nel nostro Paese che, a differenza di Europa e Stati Uniti, è stato piuttosto restio nella larga diffusione delle carte di credito come strumento di pagamento anche per le piccole spese.

“Mentre, infatti, da anni, all’estero anche i quotidiani o gli hot dog si pagano con carta di credito, in Italia c’è sempre stata una certa ritrosia all’utilizzo di questi strumenti per pagamenti di tutti i giorni e di piccola portata – spiega l’imprenditore Bachisio Ledda, proprietario di City Poste Payment – Cresce invece, negli ultimi anni, la tendenza all’utilizzo delle carte prepagate, chiaramente con l’obiettivo di tenere costantemente monitorata la spesa, specialmente dei figli e per gli acquisti on line. Ed in effetti i servizi che queste card offrono sono davvero numerosi e versatili. Non a caso il nostro Istituto ha raggiunto un importante accordo con Poste Italiane per l’emissione di una Postepay in co-branding studiata proprio per le esigenze di un target come quello descritto: clientela a reddito fisso con scarsa propensione (o possibilità) sia al risparmio che al rischio (timore di investire in titoli)”.

Una carta prepagata consente, infatti di effettuare pagamenti negli esercizi commerciali convenzionati con i principali circuiti (ad esempio Visa e Visa Electron), sia in Italia che all’estero, prelevare denaro presso gli ATM bancari sia in Italia che all’estero, pagare pedaggi autostradali, effettuare  acquisti online sui siti internet.

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