A- A+
Economia

Papa Francesco vuole vederci chiaro nelle Finanze Vaticane, i cui bilanci sono tornati quest'anno in leggero attivo. E per questo ha istituito una Commissione referente che dovra' raccogliere "puntuali informazioni sulle questioni economiche interessanti le Amministrazioni vaticane", al fine di favorire "la semplificazione e razionalizzazione degli Organismi esistenti e ad una piu' attenta programmazione delle attivita' economiche di tutte le Amministrazioni vaticane". Lo ha spiegato lui stesso nel chirografo, cioe' un documento autografo, pubblicato oggi e firmato appena ieri.

COME FUNZIONA- Composta da 7 laici di vari paesi e da un solo ecclesiastico, la Commissione referente coopera, ha deciso il Papa, "con il Consiglio dei Cardinali per lo studio dei problemi organizzativi e amministrativi della Santa Sede, nel suo apprezzato lavoro, offrendo il supporto tecnico della consulenza specialistica ed elaborando soluzioni strategiche di miglioramento, atte a evitare dispendi di risorse economiche, a favorire la trasparenza nei processi di acquisizione di beni e servizi, a perfezionare l'amministrazione del patrimonio mobiliare e immobiliare, a operare con sempre maggiore prudenza in ambito finanziario, ad assicurare una corretta applicazione dei principi contabili e a garantire assistenza sanitaria e previdenza sociale a tutti gli aventi diritto". La nuova Commissione dovra' ovviamente collaborare anche con gli 8 cardinali nominati da Francesco perche' lo aiutino nel governo della Chiesa Universale e la riforma della Curia Romana, ma in ogni caso riferira' direttamente al Papa e consegnera' a lui ogni elaborato e documento e, alla fine del lavoro, l'intero archivio. Rispondendo in merito ai giornalisti, il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha sottolineato che "per principio la revisione dei conti e' affidata a esperti esterni all'amministrazione che viene controllata"

NOVITA' ASSOLUTA- Per padre Lombardi, l'iniziativa di Papa Francesco rappresenta "una novita' assoluta" e non deve essere letta come se venisse tolta la fiducia agli attuali dirigenti dei diversi dicasteri (Apsa, Prefettura degli Affari Economici, Governatorato ma per alcuni aspetti anche Propaganda fide e altri) coinvolti negli approfondimenti della Commissione Referente. "Tutti - ha spiegato - continuano a fare il loro lavoro e la Commissione riferira' solo al Papa". "La Commissione - scrive infatti Francesco nel chirografo - ci tiene informati sul suo lavoro e Ci consegna gli esiti dello stesso. Essa e' tenuta a depositarci l'intero archivio cartaceo e digitale alla conclusione del suo mandato". Per decisione del Papa, infine, "la Commissione viene dotata delle risorse, compresi interpreti e traduttori, e degli strumenti adeguati alle sue funzioni istituzionali. Essa puo' avvalersi della collaborazione di esperti e di societa' di consulenza da individuare sia all'esterno, in tutto il mondo, che all'interno della Santa Sede che non si trovino in conflitto di interessi per l'esercizio di professioni, di funzioni o di incarichi connessi con le attivita' delle Amministrazioni vaticane".

MONSIGNOR SCARANO PARLA- "Ero arrivato all'Apsa 22 anni fa. Gia' nel 1987 avevo rifiutato di andare a lavorare allo Ior e questo non era stato apprezzato. Di recente ho chiesto udienza al Santo Padre perche' non ero soddisfatto di come andavano le cose all'Amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica. E' un passo dell'interrogatorio reso in carcere ai pm della procura di Roma l'8 luglio scorso da monsignor Nunzio Scarano, gia' capo contabile all'Apsa, arrestato il 28 giugno scorso con l'accusa di aver tentato di trasferire in Italia 20 milioni di euro in contanti depositati presso un istituto di credito elvetico.

“AVEVO CHIESTO UDIENZA AL PAPA”- Parlando dell'ex direttore generale dello Ior Paolo Cipriani e del suo vice Massimo Tulli, sui quali pende il rischio di processo per violazione della normativa antiriciclaggio, Scarano spiega ai magistrati di conoscere entrambi "soprattutto il secondo, che era piu' al mio livello. Quanto all'operazione che mi e' stata contestata, effettuata in contanti, per 560mila euro nel 2009, uno dei due, o Cipriani o Tulli, mi disse che non vi era nulla che non potessero fare. Io stesso non mi resi conto che vi erano irregolarita'. Se devo dire, ritengo di averne parlato con Tulli, ma lo dico sulla base della mia consueta operativita' e non per un ricordo specifico". Quanto all'operazione di rientro illecito dei capitali, Scarano precisa che l'armatore Cesare D'Amico gli aveva detto che i soldi "erano di Paolo, Cesare e Givannella (D'Amico), di Carlo Lomartire (ex dipendente della famiglia D'Amico), della convivente di Lomartire, del fratello e del cognato di quest'ultimo: in tutto dovevano essere circa 20 milioni ed erano stati dati al broker Giovanni Carenzio (anche lui arrestato assieme all'ex 007 Giovanni Maria Zito, ndr)". Sull'origine delle somme, l'alto prelato non sembra nutrire dubbi: "Credo siano frutto di evasione fiscale... Sono somme mai scudate, credo fossero in nero perche' Cesare mi riferi' di una discussione sul punto con la moglie la quale lo rimproverava di aver parlato al telefono del conto svizzero. A quanto ne so loro operano anche con somme non dichiarate".

Tags:
papascaranocommissioneior
i più visti
in evidenza
Berardi ciliegina dello scudetto Leao deve 20 mln allo Sporting

Le mosse del Milan campione

Berardi ciliegina dello scudetto
Leao deve 20 mln allo Sporting


casa, immobiliare
motori
Al via le consegne di Alfa Romeo Tonale

Al via le consegne di Alfa Romeo Tonale

Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.