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Paramount-Warner Bros, stop alla fusione da 110 miliardi: la spuntano (per ora) dodici stati americani

Una giudice federale della California ha accolto venerdì la richiesta delle due società di posticipare l’operazione dal termine originario del 30 settembre al primo giugno 2027

Paramount-Warner Bros, stop alla fusione da 110 miliardi: la spuntano (per ora) dodici stati americani

Warner Bros e Paramount, stop alla fusione: dodici Stati Usa vincono la prima battaglia

La fusione da 110 miliardi di dollari tra Paramount Skydance e Warner Bros Discovery dovrà attendere. Una giudice federale della California ha accolto venerdì la richiesta delle due società di posticipare l’operazione dal termine originario del 30 settembre al primo giugno 2027. A opporsi all’accordo, già autorizzato dal governo statunitense, sono stati i procuratori generali di dodici Stati americani, preoccupati per i possibili effetti anticoncorrenziali di un’operazione di queste dimensioni. Si tratta di Arizona, California, Colorado, Connecticut, Massachusetts, Minnesota, Nevada, New Jersey, New Mexico, New York, Oregon e Washington: territori amministrati, in tutti i casi, da governi democratici.

Araceli Martínez-Olguín, la magistrata che segue il caso, ha formalizzato l’impegno assunto da Paramount Skydance a non procedere all’incorporazione di Warner Bros prima che il tribunale si pronunci nel merito della causa, o comunque non oltre la data limite del primo giugno 2027. La decisione arriva pochi giorni dopo un primo intervento della stessa giudice, che lunedì scorso aveva già imposto alle due aziende una sospensione temporanea dell’accordo, provvedimento arrivato appena 48 ore prima che l’Unione europea desse il proprio via libera condizionato alla fusione. Nel motivare la scelta, la giudice ha dato ragione ai dodici Stati, sostenendo che lasciar concludere l’operazione prima della fine del procedimento giudiziario avrebbe prodotto conseguenze non più rimediabili in un secondo momento.

L’amministrazione Trump aveva dato luce verde all’operazione lo scorso 12 giugno, senza richiedere alcuna modifica alle condizioni originarie dell’accordo, aprendo così la strada a quella che si annuncia come una delle maggiori concentrazioni nel settore dei media degli ultimi anni. Se completata, la fusione riunirebbe sotto un’unica proprietà un portafoglio molto ampio di asset mediatici, tra cui l’emittente Cnn, gli studi cinematografici Warner Bros. Pictures e la piattaforma di streaming Hbo Max.

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