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Parmalat/ Bilancio rivisto: utile giù a 80 milioni. Cedola da 1,3 cent

Parmalat ha chiuso il primo trimestre del 2013 con un utile netto di gruppo pari a 55,8 milioni di euro, in crescita del 67,1% rispetto allo stesso periodo del 2012. Il fatturato del periodo – si legge in una nota – e’ cresciuto del 12,6% a 1,23 miliardi di euro e il margine operativo lordo si e’ attestato a 94,8 milioni (+26,3%). Le disponibilita’ finanziarie nette della societa’ al 31 marzo erano pari a 769,1 milioni, in calo del 5% rispetto agli 809,8 milioni di fine 2012. Per l’intero 2013 “a tassi di cambio costanti e a perimetro costante”, Parmalat stima di registrare una crescita del fatturato netto “di circa il 3%” e del margine operativo lordo “di circa il 5%” rispetto al 2012. (

Parmalat ha rivisto il bilancio 2012 alla luce della sentenza del tribunale di Roma, che ha imposto la restituzione del 75% della Centrale del Latte a Roma Capitale. La societa’, che ha presentato appello chiedendo la sospensione dell’esecuzione della sentenza, ha comunque rivisto il bilancio 2012, registrando “con un effetto economico negativo per 95,1 milioni di euro rispetto al precedente progetto di bilancio”. L’utile netto passa cosi’ dai precedenti 175,2 milioni di euro a 80,1 milioni (in calo rispetto ai 170,9 milioni del 2011).

Rivista anche la proposta di distribuzione di dividendo agli azionisti: la cedola si riduce da 3,9 centesimi a 1,3 centesimi di euro. L’accantonamento effettuato – precisa Parmalat – “non intende in alcun modo costituire un riconoscimento di soccombenza nell’iter legale in corso, ma discende dall’applicazione dei principi contabili in presenza di una sentenza di primo grado sfavorevole”. Parmalat ha presentato appello “convinta della fondatezza delle proprie ragioni” ed “esprime fiducia per quanto riguarda l’accertamento finale della proprieta’ di Centrale del Latte di Roma o, quanto meno, del riconoscimento di un adeguato indennizzo”.