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Economia

di Stefania Migliavacca e Luciano Canova

Una metafora correntemente utilizzata dagli economisti, quando si affronta la spinosa questione del benessere sociale e della scelta pubblica, è quella del dittatore benevolo, che stabilisce cosa è giusto e cosa no, e che adotta una particolare visione in tema di raccolta del gettito fiscale e della sua redistribuzione.

Sono giorni piuttosto caldi, in questo senso. Le forze politiche in lizza per costituire un governo discutono di eventuali programmi e non è chiara la posizione rispetto ad un'eventuale tassazione dei patrimoni. Uno studio di Thomas Piketty ed Emmanuel Saez (1), nella sua revisione del 2010, mostra la distribuzione del reddito negli Stati Uniti con l’esponenziale crescita della ricchezza dell’1% più ricco della popolazione.

Come esercizio puramente provocatorio, abbiamo deciso in questo articolo di applicare un’ipotetica tassa patrimoniale una tantum sulle 10 persone più ricche del mondo, seguendo le indicazioni della classifica di Forbes per il 2012. Abbiamo poi applicato un’aliquota feroce del 10%. Chiaramente, questo, non è un esercizio sulla fattibilità di una tale proposta o sulla sua concreta possibile attuazione. È però un’utilissima evidenza sulla quantità di denaro di cui si sta parlando, che ci pare questione nient’affatto trascurabile in tempi di recessione e con i governi di tutta Europa tesi a individuare quante risorse spendere, e come, per il futuro dell’Unione.
La classifica dei 10 uomini più ricchi del pianeta è presentata nella seguente tabella (tabella 1):

tabella 1

Le istanze globali che abbiamo preso in considerazione sono due: il cambiamento climatico e la crisi del debito in Europa.
Faremo perciò riferimento, da un lato, a quante tonnellate di CO2 sarebbe possibile abbattere con il denaro raccolto e, dall’altro, confronteremo i nostri dati con le statistiche del Fondo Europeo di Stabilità Finanziaria, il meccanismo europeo che dovrebbe garantire l’erogazione di risorse ai Paesi in difficoltà.

Innanzitutto, applicando un’aliquota del 10% sui patrimoni presentati più sopra, il gettito fiscale raccolto ammonta a 31,1 miliardi di €.
Sul fronte del cambiamento climatico, ipotizziamo di acquistare titoli di emissione di CO2 con l’intenzione di ritirarli dal mercato. Con un prezzo della CO2 pari a 10 € / ton (2) , la quantità complessiva di CO2 che si potrebbe abbattere è di 3100 milioni di tonnellate. Secondo l’ultima edizione del World Energy Outlook (3), che contiene dati del 2010, si tratta di oltre il 10% delle emissioni globali di quell’anno. Se poi il prezzo fosse inferiore (8,5 Euro/ton), con il “tesoretto” si potrebbero azzerare tutte le emissioni di CO2 dell’Unione Europea del 2010 (WEO 2012).
Una cifra piuttosto impressionante, se si pensa al fatto che stiamo parlando di sole 10 persone e se si considerano, insieme, le difficoltà con cui i Paesi cercano di trovare un nuovo accordo internazionale vincolante sulla scorta del protocollo di Kyoto.


Passando a considerare la crisi del debito pubblico europeo, qui di seguito presentiamo il bilancio di agosto 2012 del European Financial Stability Facility:

tabella 2

Anche in questo caso, il denaro raccolto dal nostro benevolent dictator ammonta a oltre un quinto del denaro prestato alla Grecia e al 16% del totale. Il tema è quanto mai attuale in questi giorni  con lo sciopero generale continuo in piazza Syntagma e la rimodulazione della nuova tranche d’aiuti proprio di 31 miliardi di €.


Se volessimo fare un esercizio simile con i conti pubblici italiani, per concentrarci sul nostro paese, potremmo sempre riferirci a Forbes, con la sua lista delle 10 persone più ricche d’Italia nel 2012. Pure in questo caso il denaro raccolto, sempre applicando un’aliquota del 10%, non sarebbe poco.
Qui di seguito, innanzitutto, la classifica:

tabella 3

Il 10% dei 10 più alti patrimoni in Italia ammonta a 5.6 miliardi di euro. Lasciando da parte la questione della riforma fiscale, con la rimodulazione delle fasce IRPEF e l’aumento previsto e poi sterilizzato dell’IVA, un dato interessante concerne il gettito dell’IMU.
In particolare, la prima tranche di maggio ha comportato un gettito fiscale di 9 miliardi di €, di cui circa 5.6 sono quelli di competenza comunale (4) .

Come già ricordato in introduzione, l’esercizio proposto è una provocazione intellettuale, più legata a considerazioni di equità nella raccolta e distribuzione delle risorse fiscali, che a un’effettiva realizzazione di un’imposta patrimoniale. Per questo non ci siamo minimamente soffermati sulla difficoltà effettiva di andare a colpire i patrimoni stessi e sui possibili contro-effetti disincentivanti di un’imposizione aggressiva sui redditi più alti.

Del resto, come scrive Paul Krugman, “i manuali di economia dicono che, in un mercato competitivo, ogni lavoratore viene pagato in base al suo prodotto marginale, ovvero l’entità del suo contributo alla produzione totale. Ma qual è il prodotto marginale di un top manager, di un gestore di fondi speculativi o di un avvocato d’affari? Nessuno lo sa per davvero. E se andate a vedere come si determinano effettivamente i redditi di queste persone, scoprirete processi che c’entrano ben poco con il loro contributo economico” (5) .
Forse sarebbe il caso di fare una riflessione seria su questo stato di cose. La Svizzera sembra avere cominciato civilmente un percorso in tale senso(6).

1- http://elsa.berkeley.edu/~saez/pikettyqje.pdf
2- Un’ipotesi pessimista, visto che negli ultimi due mesi il prezzo di mercato delle EUA si è mantenuto tra i 7 e i 9 Euro (www.pointcarbon.com)
3- http://www.worldenergyoutlook.org/
4- http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-07-14/gettito-miliardi-roma-come-104910.shtml?uuid=Abj42i7F
5- Da Fuori da questa crisi, adesso! (2012, Garzanti)
6-http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-03-03/svizzera-oggi-voto-mettere-120611.shtml?uuid=Ab2aD9ZH

Tags:
patrimonialericchicrisicarlos slimbill gateswarren buffett
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