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Pensioni 2027, il paradosso: chi prende di più potrebbe guadagnare meno dall’aumento. Ecco perchè

La Manovra propone percentuali diverse per gli assegni oltre quattro volte il minimo. Due simulazioni spiegano l’effetto

Pensioni 2027, il paradosso: chi prende di più potrebbe guadagnare meno dall’aumento. Ecco perchè
Inps pensioni

Una pensione da 3.000 euro potrebbe aumentare più di una da 3.500 euro. È il risultato delle nuove fasce di rivalutazione previste dalla Manovra 2027. Con un adeguamento ipotetico del 2,9%, la differenza fra i due incrementi arriverebbe a 20,15 euro lordi al mese.

Con l’ipotesi del 2,9%, gli assegni da 3.000 e 3.500 euro finiscono in due fasce diverse

Chi percepisce una pensione da 3.500 euro lordi mensili potrebbe ricevere un aumento inferiore rispetto a un pensionato che ne prende 3.000. Il confronto emerge applicando il nuovo meccanismo di rivalutazione contenuto nel disegno di legge di Bilancio 2027, che prevede percentuali differenti in base all’importo complessivo dell’assegno. La disposizione è ancora all’esame del Parlamento e potrebbe essere modificata. Anche la percentuale del 2,9%, utilizzata per i calcoli, è una stima basata sull’andamento dell’inflazione e deve essere confermata dal decreto ministeriale sulla perequazione. Il risultato, tuttavia, permette di capire una conseguenza concreta del sistema proposto: superate determinate soglie, l’aumento non cresce necessariamente insieme all’importo della pensione.

Pensioni 2027, il confronto tra 3.000 e 3.500 euro

Prendendo come riferimento il trattamento minimo INPS del 2026, pari a 611,85 euro mensili, la rivalutazione piena riguarda le pensioni fino a quattro volte questa cifra, cioè 2.447,40 euro lordi.

Per gli importi superiori, la Manovra propone percentuali ridotte, calcolate sull’intero trattamento pensionistico.

Una pensione da 3.000 euro rientrerebbe nella fascia che riconosce l’85% della rivalutazione. Con un indice ipotetico del 2,9%, l’aumento effettivo sarebbe del 2,465%, pari a 73,95 euro lordi al mese. Per una pensione da 3.500 euro, invece, la percentuale riconosciuta scenderebbe al 53% dell’indice. L’incremento sarebbe quindi dell’1,537%, corrispondente a 53,80 euro lordi mensili.

Pensione lordaAumento lordo stimato
3.000 euro+73,95 euro
3.500 euro+53,80 euro

La pensione da 3.500 euro riceverebbe dunque 20,15 euro in meno di aumento mensile. Il trattamento complessivo resterebbe comunque superiore a quello da 3.000 euro.

Perché una pensione più alta può ricevere un aumento più basso

La differenza dipende dalle modalità di calcolo previste dall’articolo 55 del disegno di legge. Il sistema ordinario di perequazione prevede percentuali applicate progressivamente alle diverse quote della pensione. La proposta per il 2027 introduce invece una serie di fasce nelle quali la percentuale riconosciuta viene applicata all’intero importo del trattamento.

Per gli assegni oltre quattro volte il minimo, la rivalutazione sarebbe riconosciuta all’85% fino a cinque volte il minimo, al 53% fino a sei volte e al 47% fino a otto volte. Le percentuali scenderebbero ulteriormente per gli importi superiori. Il disegno di legge prevede anche specifiche clausole di salvaguardia per le pensioni immediatamente vicine ai passaggi di fascia, così da attenuare gli effetti del cambio di percentuale in prossimità delle soglie. Per questo i calcoli devono essere effettuati considerando l’importo complessivo del trattamento e le regole applicabili alla singola fascia.

Le pensioni esistenti non vengono ridotte

La distinzione è fondamentale. Un aumento più basso non significa un taglio dell’assegno già percepito. Nel confronto fra i due pensionati, entrambi riceverebbero una rivalutazione positiva. Cambierebbe soltanto l’entità della somma aggiuntiva.

Con le ipotesi utilizzate, l’assegno da 3.000 euro salirebbe a 3.073,95 euro lordi mensili, mentre quello da 3.500 euro arriverebbe a circa 3.553,80 euro. La modifica proposta dalla Manovra inciderebbe quindi sulla crescita futura delle pensioni e sulla capacità dei trattamenti più elevati di recuperare integralmente l’aumento del costo della vita.

Quando saranno definitivi gli aumenti delle pensioni 2027

Per conoscere gli importi effettivi occorrono due passaggi. Il primo è il decreto ministeriale che stabilirà la percentuale provvisoria della perequazione, sulla base dell’indice dei prezzi FOI senza tabacchi. Il secondo è l’approvazione definitiva della Legge di Bilancio, che potrebbe confermare oppure modificare le fasce previste dal testo attuale.

Gli aumenti verranno applicati automaticamente dall’INPS dal gennaio 2027. I pensionati non dovranno presentare una domanda per ottenere la rivalutazione. L’importo lordo sarà calcolato secondo le disposizioni in vigore e il netto dipenderà anche dalle trattenute fiscali applicabili.

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