Pensioni, per molti sarà quasi un miraggio. E si prenderà anche molto meno. La previsione (piuttosto desolante) - Affaritaliani.it

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Ultimo aggiornamento: 11:28

Pensioni, per molti sarà quasi un miraggio. E si prenderà anche molto meno. La previsione (piuttosto desolante)

Non solo si allungano i tempi per lasciare il lavoro ma si prenderà anche molto meno. L'analisi

di Marco Santoni

Pensioni, nel 2060 con solo il 64,8% dello stipendio. La previsione per gli attuali lavoratori 30enni

La popolazione italiana invecchia, si fanno sempre meno figli e i giovani cercano fortuna all'estero. In questo quadretto poco edificante bisogna aggiungere il dato sulle pensioni. L'analisi del Censis-Confcooperative in merito alla proiezione futura per gli attuali lavoratori che hanno circa 33 anni, è abbastanza desolante. L'equazione è semplice quanto drammatica: stessi anni di lavoro, stessa continuità contributiva, ma una pensione molto più magra. Chi oggi ha 33 anni e va in pensione nel 2060 percepirà appena il 64,8% dell'ultimo stipendio, contro l'81,5% di chi si è ritirato quest'anno.

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La simulazione è impietosa. Un lavoratore andato in pensione a 67 anni dopo 38 anni di carriera nel privato, iniziata nel 1982, gode di un tasso di sostituzione netto dell'81,5%. Suo figlio, entrato nel mercato del lavoro nel 2022 con identiche caratteristiche di carriera, si ritroverà nel 2060 con una distanza tra ultima busta paga e prima pensione quasi raddoppiata: dal 18,5% attuale al 35,2%. Un gap di 16,7 punti percentuali che rappresenta una vera "ipoteca sul futuro". A questo squilibrio si sommano i salari tra i più bassi d'Europa e una crescente diffusione della povertà lavorativa. Addio allo "scudo" pensionistico contro la povertà.

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