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Economia
Pensionati imbufaliti con Matteo Renzi. "Ci toglierà la badante"

di Andrea Deugeni
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@andreadeugeni

I pensionati vanno all'attacco di Matteo Renzi. Sono imbufaliti, perché il contributo temporaneo di solidarietà ipotizzato dal commissario straordinario per la spending review Carlo Cottarelli e che ricadrebbe su di loro è "inaccettabile". "Non si possono considerare d'oro le pensioni di 2.000 euro lordi mensili che si traducono in circa 1.300 euro netti", attacca Michele Poerio presidente della Federspev, associazione che rappresenta i medici, farmacisti e veterinari in pensione. "Sarà un contributo una semper e non temporaneo", dice, perchè "negli ultimi 8 anni, le pensioni sono state penalizzate per ben 6 anni". In più, "Renzi rischia di far tornare i consumi ai livelli degli anni '70-'80", aggiunge. E poi: "Una badante costa 1.500 euro. Come pagarla? L'unica via d'uscita è l'ospizio. Per i poveri, però".

Perché vi ha contrariato il contributo temporaneo di solidarietà chiesto ai pensionati dal commissario straordinario per la spending review Carlo Cottarelli per aiutare i giovani ad entrare nel mercato del lavoro?
"Cottarelli, che ha partecipato anche a qualche nostro convegno, non ci aveva detto niente su queste proposte abberranti circa la penalizzazione delle pensioni di 2.000 euro lordi al mese. Aveva parlato delle cosiddette pensioni d'oro, ma certamente non d'oro si possono considerare le pensioni di 2.000 euro lordi mensili che si traducono in circa 1.300 euro netti".

Scusi, ma il contributo ipotizzato non è per quelle di 2.500 euro lordi?
"No, il governo Monti aveva penalizzato le pensioni superiori a tre volte il minimo Inps. Oltre, cioè, un assegno di 1.500 euro lordi scarsi. Un'aberrazione assoluta dell'esecutivo del presidente della Bocconi. Anche il governo Berlusconi aveva precedentemente penalizzato le pensioni, ma quelle superiori a sei volte il minimo Inps. Al tempo, già inaccettabile, ma da un punto di vista quantitativo poteva essere sopportato. Cottarelli ci aveva fatto capire che bisognava penalizzare le pensioni che non erano state sostenute da versamenti adeguate. Quelle regalate cioè e superiori ai 20mila-30mila euro mensili. Li cnosciamo tutti i titolari, da Giuliano Amato a Lamberto Dini".

E quante sono?
"Poche centinaia".

E da cui si otterrebbe però un risparmio ridicolo se s'intervenisse...
"Sì, si tratterebbe di poche decine di milioni di euro. E' sempre un risparmio, visto che bisogna di fare le pulci a tutti. Poca cosa, son d'accordo, ma è inaccettabile che vengano toccate le pensioni di 2.000 euro lordi mensili e cioè che non vengano più perequate".

POVERI PENSIONATI/ "30 anni di contributi e mi danno 500 euro al mese di pensione, la stessa cifra che prende un artigiano che ha lavorato solo 15 anni. Non è giusto. E poi come posso pagare con questa pensione una badante che costa 1.000 euro per mia moglie che non vede? Meno male che mi aiuta mia nipote". Ascolta l'intervista al ciabattino pugliese di 89 anni (di Angelo Maria Perrino)

Quindi, come intendete opporvi?
"Faremo una battaglia all'arma bianca. Non è possibile accettare questi principi".

Neanche temporaneamente, visto che il contributo avrebbe questa natura?
"Sono le famose una tantum che diventano poi una semper. Negli ultimi 8 anni, le pensioni sono state penalizzate per ben 6 anni. Non mi sembra giusto continuare con questo andazzo. La mancata perequazione, com'è stata quella degli ultimi 6 anni, comporterà che nei prossimi 15 anni le pensioni medio-alte perderanno dal 40 al 50% del loro potere d'acquisto. Una lesione permanente nell'economia reale".

Insomma, la perdita di potere d'acquisto avrà un effetto depressivo strutturale sui consumi...
"Sì, che torneranno ai livelli degli anni '70-'80, con ricadute immediate sul Pil".

Però, alla base di questo intervento c'è una ratio, che è la convinzione di Renzi che le vecchie generazioni sono andate in pensione con il sistema retributivo e più favorevole, mentre quelle nuove andranno con quello contributivo. Quindi, se non si interviene potrebbe saltare il patto generazionale. I soldi che si risparmierebbero servirebbero proprio per aiutare le coorti d'età più giovani, ora in difficoltà, ad entrare nel mercato del lavoro...
"E' una leggenda metropolitana".

Perché?
"Se calcolassimo, all'interno metodo retributivo, tutti i versamenti fatti ad esempio da un ex primario ospedaliero direttore di dipartimento, come me, questo avrebbe diritto a una pensione ancora maggiore di quella che porto a casa io: 90 mila euro lordi annui, assegno già alto. La mia pensione ora è più che adeguata ai versamenti che ho effettuato nel corso dei miei 45 anni di vita lavorativa. Aggiungerei un'altra cosa".

Prego...
"Rammento ai nostri politici che l'Inps si è informatizzato negli anni '70 e l'Inpdap a cavallo degli anni '80. Le pensioni precedenti, quindi, sono impossibili da calcolare. Solo un'informatizzazione adeguata potrebbe consentire questi calcoli. Le dirò una cosa di più".

Vada avanti...
"L'organizzazione che rappresento, oltre 20 mila medici, farmacisti e veterinari, è disponibilissima a fare questi ragionamenti e a versare un contributo di solidarietà. Ma a queste logiche devono sottostare tutte le categorie. Anche i lavoratori attivi che hanno il mio stesso stipendio. Se facciamo questo patto, sono dispostissimo a pagare. E poi direi a Cottarelli che chiedere un contributo ai pensionati che portano a casa 2.000 euro lordi equivarrebbe, a regime, a un risparmio di solo 700-800 milioni di euro all'anno, mentre i costi della politica, al netto degli intrallazzi, sono di circa 13 miliardi. Lì bisognerebbe intervenire e il governo pensasse anche all'evasione fiscale. Poi, me lo dice come farebbero i pensionati da 2.000 euro lordi, 1300 netti, a pagare una badante che costa circa 1.500 euro al mese? L'unica via d'uscita è l'ospizio. Per i poveri, però".

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