L’età media di pensionamento in Italia è salita e il divario tra uomini e donne resta marcato. Secondo il Rendiconto sociale Civ-Inps 2025, le lavoratrici escono dal lavoro a 65,4 anni, gli uomini a 64,1.
Pensioni, l’età di uscita sale e le donne aspettano di più
Le donne in Italia vanno in pensione più tardi degli uomini e ricevono assegni più bassi. Il Rendiconto sociale del Civ-Inps sui dati 2025 indica un’età media di pensionamento pari a 65,4 anni per le donne e 64,1 anni per gli uomini.
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Il dato arriva mentre il sistema previdenziale si prepara a nuovi adeguamenti. L’Inps, con la circolare del 16 marzo 2026, ha recepito l’aumento graduale dei requisiti legato alla speranza di vita: dal 2027 servirà un mese in più, dal 2028 tre mesi in più. La pensione di vecchiaia salirà a 67 anni e un mese nel 2027 e a 67 anni e tre mesi nel 2028.
La distanza tra lavoratrici e lavoratori non riguarda solo l’età di uscita. Secondo il Rendiconto Civ-Inps, le pensioni di vecchiaia delle donne sono in media inferiori del 45% rispetto a quelle degli uomini. Carriere discontinue, part-time, salari più bassi e periodi di cura non retribuiti si riflettono sull’assegno finale.
Pensioni ed età di uscita dal lavoro: la mappa regione per regione
Il territorio cambia molto il calendario reale dell’uscita dal lavoro. Nelle regioni del Nord si lascia il lavoro prima più spesso, anche per una maggiore continuità contributiva. Al Sud e in parte del Centro pesano carriere meno lineari e più frequente ricorso alla pensione di vecchiaia.
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Per le donne l’età media più alta si registra in Umbria, dove si arriva a 67 anni. Seguono Calabria a 66 anni e sette mesi, Campania a 66 anni e sei mesi, Molise e Sicilia a 66 anni e cinque mesi, Basilicata a 66 anni e quattro mesi, Sardegna a 66 anni e tre mesi, Lazio a 66 anni e due mesi, Puglia a 66 anni e un mese.
Sotto i 66 anni ci sono Abruzzo a 65 anni e otto mesi, Liguria a 65 anni e sei mesi, Toscana a 65 anni e cinque mesi, Friuli-Venezia Giulia e Marche a 65 anni. Emilia-Romagna, Lombardia e Piemonte sono a 64 anni e sette mesi. Valle d’Aosta a 64 anni e cinque mesi, Veneto a 64 anni e quattro mesi. Il Trentino-Alto Adige chiude la lista con 64 anni.
Pensioni uomini: Calabria in testa e Trentino in coda
Per gli uomini l’età media più alta è in Calabria, con 66 anni e due mesi. Campania segue a 66 anni e un mese, poi Sicilia a 65 anni e sette mesi, Basilicata a 65 anni e sei mesi, Sardegna a 65 anni e tre mesi, Lazio e Puglia a 65 anni e due mesi.
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Il valore più basso resta in Trentino-Alto Adige, dove gli uomini lasciano il lavoro a 62 anni e tre mesi. Veneto, Valle d’Aosta, Lombardia, Friuli-Venezia Giulia ed Emilia-Romagna sono tutte sotto i 63 anni e quattro mesi.
Tra 2022 e 2025 l’età di pensionamento è cresciuta in tutte le regioni. Per le donne l’aumento medio è stato di un anno, anche dopo il ridimensionamento delle uscite anticipate e lo stop a Opzione donna. Per gli uomini l’incremento medio è stato di quattro mesi.

