Petrolio russo, l’Europa valuta il congelamento del meccanismo che regola il price cap
L’Unione europea starebbe valutando un congelamento temporaneo del meccanismo che regola il price cap sul petrolio russo, rinviando un possibile aumento della soglia previsto per l’estate. Lo scrive Bloomberg sul suo sito online, citando fonti informate. Secondo l’agenzia, la valutazione è legata all’incertezza sui mercati energetici internazionali e alle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, mentre prosegue il conflitto tra Israele e Iran e restano elevati i timori per eventuali ripercussioni sui flussi energetici attraverso lo Stretto di Hormuz.
L’Unione europea ha introdotto lo scorso anno un sistema dinamico che prevede l’aggiornamento automatico del tetto al prezzo del greggio russo ogni sei mesi, fissandolo a un livello inferiore del 15% rispetto al prezzo medio di mercato del petrolio Urals. L’attuale soglia è pari a 44,10 dollari al barile. In base all’andamento recente delle quotazioni del greggio russo, il meccanismo avrebbe potuto determinare da luglio un aumento del livello del price cap fino ad almeno 65 dollari al barile. La valutazione in corso non comporterebbe l’abbandono del sistema, ma un rinvio dell’adeguamento automatico previsto nei prossimi mesi.

