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Molotov contro la casa del giornalista Cappellari, Ranucci: “A lui tutta la mia vicinanza. Chi pensa di fermarci con le bombe, si sbaglia”

Ad Affaritaliani le parole del conduttore di Report, da anni sotto scorta e vittima, qualche mese fa, di un attentato

Molotov contro la casa del giornalista Cappellari, Ranucci: “A lui tutta la mia vicinanza. Chi pensa di fermarci con le bombe, si sbaglia”

Attentato a Cappellari, la solidarietà di Sigfrido Ranucci: “Chi pensa di poter fermare con le bombe il lavoro dei giornalisti, si sbaglia”

“Massima solidarietà ad Adriano Cappellari. Lo conosco personalmente, è stato uno dei colleghi che ci ha dato una mano nelle nostre inchieste. A lui va tutta la vicinanza, mia e della redazione di Report. Se c’è qualcuno che pensa che le bombe possano fermare la passione e il lavoro dei giornalisti, si sbaglia”. Così, ad Affaritaliani, Sigfrido Ranucci – che da anni vive sotto scorta e che più volte è stato vittima di minacce e intimidazioni – ha espresso la sua vicinanza al cronista vicentino Adriano Cappellari, bersaglio nella notte di un grave attentato incendiario davanti alla propria abitazione a Enego. Proprio come Cappellari, anche Ranucci conosce sulla propria pelle cosa significhi essere minacciati per il proprio lavoro. A ottobre, davanti alla sua abitazione a Pomezia, alle porte di Roma, due esplosioni hanno infatti distrutto la sua automobile e quella di sua figlia, parcheggiate una accanto all’altra.

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I fatti

I fatti sono accaduti dopo la mezzanotte, quando alcuni ignoti hanno lanciato una o più bottiglie incendiare contro la casa del giovane cronista ventenne, a Enego, in provincia di Vicenza, lasciando anche delle bombole di gas. Inoltre, nella cassetta della posta è stata recapitata una lettera minatoria, contenente alcune fotografie di Cappellari contrassegnate con una “X” e riferimenti al parroco anticamorra di Caivano Maurizio Patriciello e alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco, che hanno domato le fiamme e messo in sicurezza l’area, mentre i Carabinieri hanno avviato le indagini per identificare il responsabile. Gli investigatori stanno analizzando anche le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza.

Un episodio che si inserisce in una lunga serie di intimidazioni già subite dal giornalista, noto per le sue inchieste sulle dinamiche criminali di Caivano e per il racconto delle attività svolte sul territorio da don Maurizio Patriciello.

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