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Economia
Pfizer torna all'attacco: 106,5 mld per AstraZeneca. Ma Londra dice ancora no

di Andrea Deugeni
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@andreadeugeni

Big Pharma, non scema la voglia di M&A. Il colosso farmaceutico americano Pfizer torna all'attacco su AstraZeneca. Dopo essersi visto chiudere la porta in faccia per la seconda volta prima della pausa del primo maggio, la società americana quotata a Wall Street, famosa per farmaci come il Viagra o l'anticolesterolo Lipitor, ha sfondato la soglia dei 100 miliardi di dollari e ha messo sul piatto 106,5 miliardi per il gruppo farmaceutico britannico. Un'offerta che valorizza AstraZeneca circa 50 sterline per azione, quasi 4 sterline di più rispetto a quanto messo sul tavolo l'ultima volta (46.61 pounds). Ma il Cda della società britannica dice ancora no.

Lunedì, dopo una girandola di voci, Pfizer aveva confermato il suo interesse per AstraZeneca, svelando di aver presentato un'offerta per il gruppo inglese lo scorso 5 gennaio di 99 miliardi di dollari (71,4 miliardi di euro) e di aver contattato ancora il concorrente il 26 aprile per far ripartire le trattative in vista di un'eventuale acquisizione. Mosse che hanno rimovimentato le operazioni di M&A, dopo che nelle scorse settimane, il settore farmaceutico è stato protagonista sui mercati con le maxi-fusioni tra Novartis e GlaxoSmithKline e tra Valeant e Allergan, a conferma della grande vivacità del comparto.

La scorsa settimana, dopo esser uscita allo scoperto, Pfizer aveva spiegato che in entrambe le precedenti occasioni AstraZeneca aveva rifiutato di avviare i colloqui. Nonostante avesse rifiutato le avances degli americani, la compagnia farmaceutica inglese aveva chiesto a Goldman Sachs e a Morgan Stanley di assisterla nell'operazione come advisor.

Le due banche di investimento affiancheranno così gli inglesi qualora Pfizer lanciasse un'offerta di acquisto vincolante. Ora il gruppo a stelle e strisce, che può contare su un tesoretto da 70 miliardi di dollari derivanti dall'attività delle controllate estere, ha tempo fino al 26 maggio per formalizzare un'offerta vincolante o ritirarsi per alcuni mesi. Se l'operazione fosse portata a termine si tratterebbe della più grossa acquisizione in campo farmaceutico dopo l'acquisto di Warner-Lambert da parte della stessa Pfizer, avvenuto 14 anni fa.

 

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